Scene di festa per la fine del regime degli ayatollah in Iran nel cuore di Roma, dove decine di persone della comunità iraniana si sono ritrovate in strada per celebrare, tra balli, canti e brindisi con bottiglie di spumante stappate in piazza. Accanto a loro anche esponenti della comunità israeliana, presenti con le bandiere di Israele, in un momento condiviso che ha unito simbolicamente le due comunità.
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«A-za-di. A-za-di». In persiano, è la parola più bella inventata dal linguaggio umano: libertà . L’hanno scandita tenendosi mano per mano, in un grande girotondo, in piazza Duomo, centinaia di giovani iraniani che studiano e vivono a Messina. Una spontanea esplosione di gioia, nella sera di sabato, dopo aver appreso la notizia della morte dell’odiatissimo ayatollah Ali Khamenei. UniMe ospita una delle più folte comunità studentesche provenienti da Teheran e da altre città…
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"Il Comitato Empoli per la Pace condanna con fermezza il criminale attacco militare americano e israeliano contro l’Iran, un’azione che ha causato vittime civili e che si è conclusa con l’assassinio di Khamenei. Si tratta di un atto di guerra che viola il diritto internazionale e che rappresenta una gravissima escalation in una regione già devastata dai conflitti. Il Comitato invita la cittadinanza a partecipare al presidio di protesta, che si terrà domani alle ore 18.30 in Piazza della…
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Iran, la comunità iraniana a Roma festeggia la morte di Khamenei 1 marzo 2026 Scene di festa nel cuore di Roma, dove decine di persone della comunità iraniana si sono ritrovate in strada per celebrare, tra balli, canti e brindisi con bottiglie di spumante stappate in piazza. Accanto a loro anche esponenti della comunità israeliana, presenti con le bandiere di Israele, in un momento condiviso che ha unito simbolicamente le due comunità.
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È cominciato intorno alle 14.30 di domenica davanti alla sede del consolato della Repubblica islamica dell'Iran di Milano: al presidio associazioni, gruppi, singoli. Sventolano le vecchie bandiere iraniane con il simbolo dello scià di Persia. I manifestanti cantano e ballano festeggiando l'attacco americano e la morte della guida suprema Ali Khamenei, ucciso in un bombardamento. Un migliaio di persone si sono radunate…
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Attacco Iran, a Milano un minuto di silenzio per le vittime della repressione 1 marzo 2026 Un minuto di raccoglimento, in silenzio e inginocchiati per ricordare le vittime del regime degli Ayatollah. Così i manifestanti, che domenica pomeriggio si sono radunati festanti davanti al consolato generale della Repubblica Islamica di Iran, hanno ricordato, con in mano foto dei parenti uccisi e fiori, i tanti giovani che hanno perso la vita nel corso della repressione, gli arresti di…
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“Prima di tutto vorrei che si eliminasse la repubblica islamica e non voglio sapere più niente riguardo alla religione e alle ideologie. Voglio un paese libero e democratico” sono le parole di una giovane donna iraniana. Tra il centinaio di ragazzi iraniani che nella serata di sabato hanno gioito per le strade di Trieste, è già tempo di sogni e futuro. Khamenei è morto, e con lui buona parte della nomenclatura che ha represso nel sangue negli anni scorsi le…
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— L'attivista iraniana Masih Alinejad piange di gioia alla notizia della morte dell'ayatollah Khamenei. In un video pubblicato su X la giornalista e scrittrice, che vive negli Stati Uniti, dice fra le lacrime: «Ogni giorno mi svegliavo e leggevo che il mio popolo moriva per colpa di Khamenei,
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Attacco all'Iran, a Milano festeggiamenti e brindisi davanti al consolato della Repubblica Islamica 1 marzo 2026 Alcune centinaia di persone con le bandiere dell'Iran e di Israele si sono radunate questo pomeriggio davanti al consolato generale della Repubblica Islamica di Iran per festeggiare l'attacco compiuto da Stati Uniti e Israele per rovesciare il regime degli ayatollah e l'uccisione della guida spirituale, Ali Khamenei
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Attacco a Teheran, Ass. Italia-Iran: "Quello non è un attacco, ma un aiuto umanitario" 1 marzo 2026 “Questo non è un attacco all'Iran, è un attacco al regime di Ayatollah e noi come popolo lo consideriamo come un aiuto umanitario, perché senza questo intervento, senza questo aiuto il popolo iraniano a mani nude non ce la fa, perché davanti a sé trova un regime che non ha paura delle conseguenze, continua a massacrare il popolo.
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«Ci meritiamo la libertà» dice Bahar Ghaempanah, 46enne iraniana che da 11 anni vive a Macerata dove gestisce il bar Totò assieme ai suoi fratelli. Dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele e la notizia delle morte della Guida suprema Ali Khamenei spera in un futuro diverso per il suo Paese: «Siamo alla fine del regime, era tanto che aspettavamo questo momento». Ieri mattina le forze Usa e israeliane hanno iniziato a colpire…
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TORINO – Si sono radunati in centinaia, per alcuni anche in migliaia, gli iraniani che hanno deciso di scendere in strada a Torino per festeggiare la morte della guida suprema Ali Khamenei, che Teheran ha confermato essere stato ucciso da un raid aereo. Presenti anche molti studenti. Si sono riuniti ieri sera, al Parco del Valentino, per ballare e intonare cori di giubilo, sventolare bandiere per celebrare il giorno in cui “la tirannia si è…
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L'uccisione di Ali Khamenei è la fine di un leader autoritario, dice Samar Kian, che ha vissuto la repressione iraniana fino alla laurea in giurisprudenza. Lavorava in un tribunale a Mashhad quando lasciò il paese, diretta a Bologna per specializzarsi all’accademia di Belle arti. Si dedica alla pittura, poi a Ferrara la affianca con la sua passione, quella per la danza che in Iran comporta l’arresto.
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MILANO – Piazza Duomo si riempie di leoni gialli, stelle blu e strisce rosse. Gli iraniani festeggiano la morte del loro dittatore. Khamenei, “forse”, è morto. I primi lanci d’agenzia iniziano a circolare nel primo pomeriggio di sabato 28 febbraio. Le redazioni parlano al condizionale, i social esplodono. Nelle chat Telegram e WhatsApp degli iraniani in diaspora rimbalza la stessa domanda: «È vero?».
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“Da ieri le comunicazioni sono bloccate, speriamo stiano bene, non possiamo fare altro”. C'è la preoccupazione per i parenti a Teheran, colpita da Stati Uniti e Israele. Ma da parte della comunità iraniana c'è soprattutto la speranza di arrivare al cambio di regime. Le proteste di massa per la democrazia, esplose a fine 2025, e represse duramente, l'avevano accesa. Ora, l'attacco esterno, con la morte della guida suprema Khamenei, la consolidano.
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Milano, Roma, Londra, Los Angeles, Sydney, sono alcune delle città dove i cittadini iraniani espatriati o di seconda e terza generazione, hanno festeggiato la morte di Ali Khamenei dopo l'attacco congiunto di Stati UNiti e ISraele. Sono espatriati o figli e nipoti di esuli che hanno lasciato l'Iran a causa delle persecuzioni e della mancanza di libertà imposte dal regime degli ayatollah dal 1979. Leggi la diretta con tutti gli aggiornamenti
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– "Le mie due sorelle, mio fratello e i miei nipoti sono in Iran. Ho mandato loro un messaggio ieri mattina, appena saputo dei bombardamenti. Sono ore di grande preoccupazione". Sohyla Arjmand vive in Italia da quando aveva 17 anni. Era arrivata per un viaggio di piacere, regalatole dal papà: non è più tornata nel suo Paese, travolto dalla rivoluzione islamica. Che ha schiacciato ogni diritto e ucciso in nome della morale chiunque ritenesse sgradito.
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Scene viste in ogni angolo del mondo, metropoli e città più piccole. Anche a Parma. L'attacco congiunto Israele-Usa all'Iran di ieri e la morte del leader iraniano Khamenei ha portato per strada, a festeggiare, molti iraniani sparsi pe il mondo. Così a Parma, ieri sera, come si vede dal video, tanti iraniani che vivono si sono traovati in piazza Garibaldi per festeggiare.
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Il movimento cittadino: “Sosteniamo la lotta del popolo iraniano e delle donne per la loro libertà ma non con le bombe di Usa e Israele” Domani (2 marzo) in piazza San Michele alle 18 si terrà un presidio cittadino per condannare “la cruenta e ingiustificabile aggressione subita dall’Iran da parte di Usa e Israele, mentre erano in corso promettenti trattative, espressione di una volontà di dominio imperiale e coloniale degli Stati Uniti verso il resto…
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Le bombe di Israele e degli Usa, la speranza dei dissidenti in Italia. Con un orizzonte chiaro, anche se ancora in balìa degli eventi: un Iran libero e democratico. Il sole, dopo l'oscurantismo degli ayatollah. Dopo venerdì, alla luce dell'operazione militare di ieri mattina, la diaspora è scesa di nuovo in piazza. L'appuntamento, lanciato dal dissidente iraniano Askan Rostami, membro del Partito Costituzionalista dell'Iran e componente del…
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Attacco all'Iran, sostenitori di Palavi sventolano bandiere davanti all'ambasciata a Tokyo 1 marzo 2026 A Tokyo i sostenitori del principe ereditario iraniano in esilio, Reza Pahlavi, si sono riuniti domenica vicino all'ambasciata iraniana, applaudendo e sventolando bandiere dopo l'attacco congiunto che Stati Uniti e Israele hanno sferrato sabato 28 febbraio contro Teheran. Mentre la bandiera iraniana all'ambasciata è a mezz'asta in segno di lutto per la morte…
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La festa spontanea: in piazza Erbe prima, e in piazza dei Signori poi. Cellulari illuminati in ricordo delle migliaia di vittime. A Verona sabato sera c’era anche Hana Namdari, giornalista iraniana dissidente, da dieci anni trasferitasi in città. L’attacco di Israele e Stati Uniti, l’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei: per loro che all’estero contestano la teocrazia sono spiragli di speranza per un futuro migliore.
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A Rimini i giovani iraniani universitari festeggiano in piazza Rimini, 1 mar. (Askanews) - Ballano, scandiscono slogan, festeggiano sotto lo sguardo severo di Papa Paolo V Borghese: sono tutti iraniani, studenti universitari del campus di Rimini dell'Università di Bologna, accorsi in centro a piazza Cavour nella cittadina romagnola in questo sabato sera di fine febbraio, per celebrare la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran ucciso nei bombardamenti Israele-americani su Teheran
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Bandiere dell'Iran in piazza San Giovanni, a Roma, sventolate da alcuni giovani iraniani residenti nella Capitale per celebrare la notizia della morte di Ali Khamenei, Guida Suprema iraniana, ucciso dall’attacco israelo-americano che ha raso al suolo il quartier generale degli Ayatollah a Teheran
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Roma, 1 mar. – “Hai detto che venivià Qui siamo in tanti, ci siamo voluti essere tutti ieri sera. E’ stata una giornata meravigliosa”. Dice così uno degli organizzatori del presidio spontaneo che ieri sera ha occupato piazza San Giovanni in Laterano, a Roma. Una manifestazione in favore dell’attacco Usa all’Iran, un brindisi alla faccia di quell’Ayatollah Khamenei che è stato ucciso. “Non sappiamo quello che succederà, come non lo sapevano i vostri nonni o padri nel ’45 quando finì la guerra.
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«Finalmente Israele e Usa hanno attaccato il regime terrorista, balliamo al Valentino». Per i giovani iraniani residenti a Torino ieri 28 febbraio è stato un giorno di felicità. Sui social rimbalzano immagini di celebrazioni provenienti da Teheran, mentre sotto la Mole c’è chi percorre le strade con le braccia alzate in segno di vittoria. La speranza per la caduta del governo degli Ayatollah…
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La fine del regime in Iran, arrivata in modo cruento e che lascia aperte diverse questioni di politica internazionale, è vissuta dalle comunità iraniane come una svolta dopo decenni di oppressione. La morte della guida suprema Khamenei, confermata dalla tv di Stato Israeliana, è stata accompagnata anche in Italia da manifestazioni di festa da parte degli iraniani. Sabato sera anche in piazza Cavour a Rimini si sono ritrovati in tanti, soprattutto giovani, per cantare e gridare…
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Nella serata di sabato 28 febbraio 2026, decine di iraniani si sono radunati a Milano, in piazza Duomo e nelle vie limitrofe, per celebrare quanto accaduto durante la guerra in Iran, vale a dire la morte di Ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema del paese, annunciata dopo un attacco militare condotto dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi strategici nel paese mediorientale. Alle celebrazioni milanesi hanno partecipato cittadini della diaspora…
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– Samar Kian, 30 anni, si affaccia alla finestra della sua casa, i capelli sciolti, lo sguardo triste, che scivola sui tetti, come a voler vedere lontano. Verso il suo paese in fiamme. Nelle prime ore della mattina di sabato 28 febbraio (in Italia erano le 7), Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran con un’azione militare chiamata da Tel Aviv ’Ruggito del leone’ e da Washington ’Operation Epic Fury’.
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“Saremmo rimasti delusi se l’America non avesse attaccato”. E’ difficile spiegare quello che la stessa Maryam Amir Farshi Nejad, artista e poetessa nata a Teheran e molto attiva a Rovigo dove vive da tempo, descrive come un “sentimento agrodolce”. Quello di vedere il proprio Paese, e i propri cari, sotto le bombe, ritenendo però che questo sia l’unico modo per uscire da una dittatura crudele e sanguinaria.
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Il primo pensiero di Ali Jenaban alla notizia dell’attacco congiunto di Stati Uniti e di Israele all’Iran, è stato lo stesso di questi due mesi: provare chiamare con insistenza al telefono i suoi parenti e i suoi fratelli che si trovano lì. Solo che come sempre dall’altra parte della cornetta, non ha risposto nessuno: «Sarà saltato internet, di nuovo. Sembra una commedia grottesca, tragica». Regi…
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Taher Djafarizad, noto attivista iraniano per i diritti umani, vive e lavora a Pordenone. Ma nel suo Paese natale, oggi sotto le bombe americane ed israeliane, non può più tornare. Almeno fino a quando al potere ci sarà il regime degli ayatollah. E’ preoccupato per quello che considera essere il suo popolo. E lancia un messaggio chiaro all’Occidente.
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Viva l'Iran, viva Israele, viva gli Stati Uniti, viva la Persia, viva lo scià, viva la libertà. L'ultima battaglia, Pahlavi tornerà. Coraggio, libertà, Pahlavi tornerà. Grazie presidente Trump, grazie Netanyahu». Queste le parole gridate poco fa in piazza Galvani a Bologna da uno dei manifestanti iraniani che si sono ritrovati per festeggiare, con musica e bandiere del loro Paese, di Israele e degli Usa, l'attacco…
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