Alle urne l'8 e 9 giugno i cittadini troveranno 5 schede di colore diverso, una per ognuno dei 5 referendum abrogativi: 4 sul lavoro e 1 sulla cittadinanza. Con il primo quesito si chiede l'abrogazione di alcune norme del contratto a tutele crescenti, previsto dal Jobc Act, per reintrodurre il reintegro dei lavoratori nei casi di licenziamento illegittimo., Anche il secondo riguarda i licenziamenti illegittimi, ma nelle piccole e medie imprese e punta ad abrogare il limite massimo di risarcimento previsto.
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Continuiamo a parlare di referendum: dopo quello sulla cittadinanza, proviamo ad entrare nel merito di cosa chiedono di cambiare i quattro quesiti in tema di lavoro. Riguardano le tutele di lavoratrici e lavoratori su questioni rilevanti come precariato e sicurezza e sono promossi da Cgil, che durante la campagna raccolta firme è riuscita ad ottenere oltre 4 milioni di adesioni. Ora resta da vedere se i quesiti supereranno il fatidico quorum…
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Con i 5 quesiti su licenziamenti, contratti a termine, sicurezza negli appalti e cittadinanza, i referendum abrogativi tenuti in Italia dal 1946 ad oggi saliranno a 77. Settantasette volte gli italiani sono stati chiamati a decidere sull’opportunità di mantenere o meno una norma nell’ordinamento. Ma solo in 39 casi il quorum è stato raggiunto e la consultazione è stata ritenuta valida (23 volte hanno vinto i sì e 16 volte i no).
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E' innegabile che i problemi sottesi ai quattro quesiti sono dannatamente reali e per questo non trascurabili. La risposta dei cittadini non deve farsi mancare di Federico Avanzi L’8 e il 9 giugno prossimi, i cittadini aventi diritto al voto saranno chiamati a esprimersi su cinque importanti quesiti referendari, con finalità abrogativa, di cui uno in tema di cittadinanza e ben quattro, promossi dalla Cgil, in materia di lavoro.
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Nei giorni di domenica 8 (dalle 7.00 alle ore 23.00) e lunedì 9 giugno (dalle 7.00 alle ore 15.00) saranno aperti i seggi per partecipare ai Referendum popolari abrogativi (articolo 75 della Costituzione). Questi i 4 Referendum riguardanti la materia lavoro: Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione Requisito referendario: «Volete voi l’abrogazione del d.
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Referendum, garantire più tutele ai lavoratori e dimezzare gli anni per ottenere la cittadinanza: ecco per cosa si vota l'8 e 9 giugno I 5 referendum abrogativi riguardano i temi che hanno diviso il dibattito politico negli ultimi anni: la riforma del mercato del lavoro e l'accoglienza e l'integrazione dei migranti nel nostro Paese TRENTO. In tutta Italia i prossimi 8 e 9 giugno ogni cittadino è…
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Sono cinque i quesiti referendari di cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'ammissibilità e sui quali siamo chiamati ad esprimerci con il voto nei giorni 8 e 9 giugno. Dalle 7 alle 23 la domenica e dalle 7 alle 15 il lunedì. Il primo dei quattro referendum sul lavoro, promossi dalla Cgil, chiede la cancellazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti introdotto nel 2015 con il Jobs act del governo Renzi, applicata a chi è stato assunto dal 7 marzo 2015…
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Sono cinque i quesiti referendari di cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'ammissibilità e sui quali siamo chiamati ad esprimerci con il voto nei giorni 8 e 9 giugno. Dalle 7 alle 23 la domenica e dalle 7 alle 15 il lunedì. Il secondo quesito dei quattro referendum sul lavoro promossi dalla Cgil chiede più tutele per le lavoratrici e i lavoratori delle piccole imprese. In particolare riguarda la cancellazione del tetto all'indennità nei licenziamenti nelle imprese con…
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Sono cinque i quesiti referendari di cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'ammissibilità e sui quali siamo chiamati ad esprimerci con il voto nei giorni 8 e 9 giugno. Dalle 7 alle 23 la domenica e dalle 7 alle 15 il lunedì. Il terzo dei quattro quesiti referendari sul lavoro riguarda ancora il Jobs act, ma anche l'ultimo intervento del governo Meloni puntando all'eliminazione di alcune norme sull'utilizzo dei contratti a termine per ridurre quella che la Cgil…
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Domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati a votare su cinque referendum abrogativi. I quesiti, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, intervengono su leggi cardine come il Jobs Act e la normativa del 1992 sull'acquisizione della cittadinanza. Analizziamo modalità di voto, contenuti dei quesiti, quorum, posizioni politiche e polemiche sull'astensione. Referendum 8 e 9 giugno 2025, a che ora si vota Le operazioni di…
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Un vademecum sui 5 quesiti abrogativi per cui andremo alle urne: quattro riguardano i lavoratori dipendenti, uno gli stranieri residenti in Italia. È consuetudine, per invogliare all’astensionismo, invitare i cittadini “ad andare al mare”. L’8 e il 9 giugno si torna alle urne per una consultazione popolare che chiama in causa due temi centrali della vita quotidiana, il lavoro e la cittadinanza, ed è bene restare in città.
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Referendum, il quesito numero 3 richiama l'attenzione sulla disciplina dei contratti a tempo determinato Referendum dell'8 e del 9 giugno 2025. il quesito numero 3 richiama l'attenzione sulla disciplina dei contratti a tempo determinato.
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Il Consiglio regionale approva la proposta di legge n.199: copertura da fondi di bilancio e sanità. Sì allemendamento per la residenza universitaria a Madonna delle Rose e allinformazione istituzionale sui Referendum dell8 e 9 giugno.
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Quesito uno, scheda verde Si propone l’abrogazione di uno dei decreti del Jobs act che riguarda il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti introdotto nel 2015. Cancellando il decreto si ristabilisce l’obbligo di reintegro del lavoratore nel suo posto di lavoro in tutti i casi di licenziamento illegittimo, come prevedeva fino al 2015 l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. La questione riguarda i lavoratori assunti dal 2015 in poi in aziende con più di quindici dipendenti.
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Di lavoro si muore, è cosa purtroppo nota. Si muore anche di scuola, o per la scuola. Nel giro di poche ore se ne sono andate la scorsa settimana Domenica Russo, maestra della scuola primaria, morta davanti ai suoi bimbi, che accompagnava in uno di quei viaggi di istruzione – le “gite” – che anno dopo anno noi docenti continuiamo a fare, accompagnatori di classi numerose o numerosissime, senza alcun tipo di incentivo economico e con una…
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