I dati cinesi sono impressionanti e per troppo tempo abbiamo sottovalutato la sua potenza e la sua aggressività. Col green deal abbiamo fatto al Dragone un gigantesco regalo Europa svegliati! È la Cina è la vera minaccia per la nostra industria Per gentile concessione dell’autore ripubblichiamo un articolo di Antonio Gozzi apparso su Piazza Levante. È stato giustamente rilevato da GianClaudio Torlizzi che gli atteggiamenti europei nei confronti della Cina stanno passando da una fase di…
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Quella con l’auto cinese è una sfida a cui i costruttori occidentali non possono più sottrarsi. I principali marchi del Dragone sono sbarcati in Europa, Italia compresa, con prodotti tecnologici e accattivanti. Ora anche Changan, che porta in dote 30 milioni di veicoli già prodotti in 41 anni di esperienza. Ha sede a Chongqing (metropoli con 40 milioni di abitanti), 110.000 dipendenti e “antenne” ben radicate anche…
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Si tratta di realtà molto diverse tra loro: costruttori nati e cresciuti in Cina con una rete ufficiale nel nostro Paese, marchi a vocazione globale controllati da gruppi cinesi o con produzione localizzata in Cina, importatori e brand locali che propongono modelli di provenienza cinese, spesso rivisti sul piano estetico o degli allestimenti. Una presenza destinata ad allargarsi ulteriormente nel corso dei prossimi anni L’offerta di automobili di origine cinese sul mercato…
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UNA PICCOLA RIVOLUZIONE Il listino di alVolante continua ad arricchirsi di nuovi nomi: questo mese è composto da ben 74 marchi di cui una decina sbarcati negli ultimi tre anni. La maggior parte proviene dalla Cina e parliamo anche di veti e propri colossi come la BYD, la Dongfeng e il gruppo Chery con le suv marchiate Jaecoo e Omoda. Un caso diverso è quello della Leapmotor, che di recente si è alleata con Stellantis; presto le elettriche e le ibride plug-in di questa azienda cinese saranno…
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I cinesi portano esempi sempre più interessanti. Dai SUV ibridi a quelli elettrici, passando per automobili e microcar, ecco quelli che hanno convinto la nostra redazione Due parole: SUV e Cina. Signori, preparatevi a sentirle nominare spesso se avete in programma un cambio auto o, più semplicemente, vi piace il tema automotive. Noi abbiamo iniziato a guidarne tanti di modelli cinesi e tanti ne guideremo in futuro.
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In un momento in cui si sta “combattendo” tra dazi e regolamenti qui in Europa, il mercato auto cinese ha smesso di essere un “concorrente tra tanti” per diventare il buco nero che riscrive le leggi dell’industria internazionale. La valutazione dell’Occidente è, per così dire, fallata. Non abbiamo ancora interiorizzato che la Cina non sta solo guidando la classifica, ma determina ormai le curve dei costi globali.
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Sono già tante, le auto cinesi oggi disponibili sul mercato italiano: non meno di una quindicina di marchi, contando anche gli ultimi annunciati, come Lepas, iCaur ed Exlantix del gruppo Chery e la Deepal della Changan, destinati ad aggiungersi a quelli già noti come Byd, MG (della Saic), Omoda&Jaecoo (sempre di Chery), Leapmotor e Geely, fresca di sbarco. Poi bisognerebbe aggiungere al conteggio anche le vetture di produzione cinese riadattate al mercato italiano o rimarchiate, come le DR Automobiles (anche con i brand Ich-x…
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Un nuovo allarme scuote il settore automobilistico europeo: una falla normativa sta permettendo a numerose auto cinesi di accedere al mercato dell’Unione senza sottoporsi ai rigorosi controlli previsti per i veicoli di serie. L’inchiesta giornalistica che ha portato alla luce questa pratica ha evidenziato come piccoli costruttori, spesso sconosciuti, riescano a far immatricolare le proprie vetture come “pezzi unici” grazie alla procedura di omologazione individuale (nota anche come IVA)…
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Una falla normativa consente l’ingresso in Europa, e di conseguenza in Italia, di auto cinesi di brand minori, spesso sconosciuti, bypassando i rigidi protocolli UE su sicurezza ed emissioni di CO2. Lo riporta un’inchiesta pubblicata sul supplemento Motori del quotidiano La Stampa, sottolineando che piccoli produttori e importatori senza scrupoli sfruttano l’escamotage dell’omologazione individuale per immettere sul mercato veicoli cinesi, soprattutto a benzina 1.500 turbo o ibridi, che oltre ad…
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Brand cinesi irregolari importati in UE sfruttando una falla nella normativa: nessun controllo sicurezza ed emissioni Immagine creata con IA Importazione di auto made in China, come se fossero prototipi unici. Una falla nel sistema d’immatricolazione dell’UE, consente l’ingresso massiccio di auto cinesi di marchi minori attraverso l’Individual Vehicle Approval (IVA). Questa normativa è riservata all’omologazione per esemplari unici, o auto speciali, ma gli importatori l’avrebbero…
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La definizione enfatica di seconda industria europea per l’Italia nasconde le difficoltà profonde che stanno emergendo per il Bel Paese. La crisi tedesca (prima industria nel continente), che a detta dei suoi imprenditori è la più grave dal 1949, ricade sull’industria nostrana, che per quella teutonica è parte della catena di fornitura. La produzione industriale quest’anno vede una contrazione dello 0,6%.
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In Europa, culla di civiltà, baluardo di norme e regolamenti ossessivi per l’auto, c’è una crepa, una falla, un buco nero normativo attraverso cui sfrecciano - letteralmente - le auto cinesi di dubbia provenienza. I grandi marchi sono corretti Non parliamo dei giganti come Byd, Geely, Chery, Leapmotor, MG e molti altri che arrivano con tutte le carte in regola, omologazioni luccicanti e un'aria da conquistatori educati.
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Negli ultimi anni, il mercato automobilistico dell’Asia Centrale è diventato centrale per le case cinesi, grazie alla posizione strategica della regione autonoma dello Xinjiang come territorio-ponte con Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, connessi alla Repubblica Popolare Cinese attraverso corridoi ferroviari, stradali e logistici sviluppati nell’ambito del progetto della Belt and Road Initiative (Bri).
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L'industria automotive europea sta affrontando una nuova sfida proveniente dalla Cina: dopo l'arrivo in massa delle auto elettriche cinesi, ora è il turno dei componenti auto a basso costo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Cina sta esportando una vasta gamma di componenti auto in Europa, con una crescita che ha sorpreso i principali produttori europei. Le auto elettriche cinesi, come quelle prodotte da BYD e NIO…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] L’elenco di auto cinesi vendute in Italia è cresciuto esponenzialmente, con nuovi marchi pronti a debuttare nel 2026. Nel mercato italiano l’etichetta copre almeno tre casi diversi: marchi nati in Cina e venduti con rete ufficiale; marchi “globali” controllati da gruppi cinesi (o con produzione in Cina); importatori/brand locali che commercializzano modelli di…
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Editor e copywriter, mi occupo principalmente di tecnologia, in tutte le sue forme, e di motori. Appassionato di viaggi, vivo tra Napoli e la Grecia. Ufficio Stampa BYD Continua la crescita delle aziende cinesi in Italia Il mercato delle quattro ruote italiano ha registrato, nel corso degli ultimi anni, l’arrivo e la forte espansione di diversi nuovi player. Molti di questi sono spesso catalogati come “auto cinesi” in quanto brand che già operavano in Cina e oggi impegnati in…
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Il 2025 si chiude per EMC Auto come l'anno della definitiva consacrazione nel mercato italiano. Durante la recente convention di fine anno, il marchio ha delineato un quadro di crescita straordinaria, confermandosi come uno dei player più dinamici all'interno del sempre più affollato cluster dei brand cinesi in Italia. Con una strategia mirata e una rete in forte espansione, l'azienda si prepara a un 2026 ricco di novità prodotto e obiettivi ambiziosi.
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Nel mese di novembre, secondo le cifre preliminari di Dataforce, che rappresentano il 97% delle vendite totali di auto nuove nell’Unione Europea (UE), Regno Unito e EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera), i produttori cinesi hanno registrato complessivamente 78.358 unità, con una crescita del 108% rispetto allo stesso mese del 2024, in un mercato che ha registrato una crescita del 2,2%, raggiungendo circa 1,05 milioni di unità.
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