Le navi sono andate alla deriva a causa di una tempesta nello Stretto di Kerch Si stima che circa 3.700 tonnellate di olio combustibile di bassa qualità si siano riversate nello Stretto di Kerch, nel Mar Nero, dopo che due petroliere russe sono state gravemente danneggiate da una tempesta. La fuoriuscita di olio Le due navi, la Volgoneft 239 e la Volgoneft 212, trasportavano circa 9.200 tonnellate di mazut, un olio combustibile pesante e di bassa qualità.
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Una tempesta al largo della Crimea ha causato il naufragio di due petroliere russe, Volgoneft-212 e Volgoneft-239, provocando una fuoriuscita di petrolio nello Stretto di Kerch. Una delle navi si è spezzata a prua, mentre l’altra è affondata dopo essere andata alla deriva. Il bilancio umano è di un morto e 11 feriti tra i 29 membri degli equipaggi. Le petroliere, costruite negli anni ’70, trasportavano olio combustibile, con un potenziale carico totale di 8.400 tonnellate.
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Due petroliere russe con a bordo ‘mazut’, un residuo del petrolio usato come combustibile di bassa qualità, stanno affondando nello stretto di Kerch, a circa otto chilometri al largo dalla costa della Crimea, contesa fra Mosca e Kiev. A bordo della Volgoneft-212 ci sono circa 4.300 tonnellate di greggio quasi tutto già riversato in mare, ha denunciato il canale Telegram Mash, considerato vicino ai servizi di sicurezza russi.
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