«La mia breve vita è stata intensa e felice, l'ho amata all'infinito e il mio gesto di porre fine non ha significato che non l'amassi». Inizia così il messaggio che «Serena» (nome di fantasia a tutela della privacy) ha voluto lasciare prima di mettere fine alla sua vita con il suicidio assistito. È il primo caso in Lombardia. In quella regione che appena un paio di mesi fa aveva portato in aula (e votato) una pregiudiziale di illegittimità costituzionale che riguardava il progetto di legge sul fine vita presentato…
Leggi
Approfondimenti:
Accanto alla 50enne che ha utilizzato un farmaco fornito dal sistema sanitario nazionale per il suicidio medicalmente assistito c'era Mario Riccio. L'anestesista che aiutò a morire Piergiorgio Wellby. Era malato di distrofia, con un sintetizzatore vocale chiedeva di essere staccato dal respiratore che lo teneva in vita. Lo stacca proprio Riccio che viene denunciato e assolto. Era il 2006, una legge sul fine vita non c'era e non c'è ancora.
Leggi
