IMMAGINE DI REPERTORIO La guerra in Iran e le tensioni geopolitiche che ne sono seguite, confermano che il tema della sicurezza energetica è quanto mai fondamentale per la competitività delle imprese e la stabilità dei sistemi economici. Sul tema interviene Legacoop Romagna sottolineando che le risposte strutturali non possono dipendere esclusivamente dalla ricerca di nuovi fornitori di combustibili fossili: “Occorre accelerare la transizione energetica…
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Uno studio pubblicato dalla rivista The Conversation immagina come cambierebbero gli scenari dell’energia globale. Dallo stretto di Hormuz passa quasi il 20 per cento del petrolio mondiale, ma se le fonti energetiche fossero distribuite e non concentrate nelle mani di pochi Paesi?
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Egregio Direttore, sicurezza, economia, pace, ambiente. Parole che oggi sembrano utopiche in un mondo segnato da disordine, conflitti e perdita di diritti costruiti in quasi ottant’anni di democrazia e cooperazione internazionale. Tra i fattori di questo cambiamento di paradigma, la produzione di energia è certamente uno dei principali. Per questo ribadiamo l’urgenza di una transizione verso fonti pulite.
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Salgono le materie prime energetiche, cresce l’incertezza finanziaria, aumentano i costi per le imprese. Il conflitto in Medio Oriente sta già impattando sui conti delle aziende. Eppure questa crisi, secondo il presidente di Confindustria Verona Giuseppe Riello, rappresenta sì una criticità, ma allo stesso tempo una sfida strategica per il Paese. «Gli eventi delle ultime settimane dimostrano quanto il sistema energetico globale sia ancora esposto a forti instabilità…
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Questa è la puntata appena pubblicata di Spoiler, il futuro, la nostra newsletter. Abbiamo deciso di pubblicarla qui perché nella prima parte affronta un tema cruciale e di strettissima attualità e per darvi modo di scoprire com'è fatta, ricca com'è di approfondimenti, curiosità e un tocco... di bellezza! Per chi desidera continuare a ricevere Spoiler, il futuro, la newsletter di Focus nella propria mail, l'iscrizione è gratuita e si può fare cliccando sul banner…
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L’attacco all’Iran, assieme al carico di dolore e di tensioni, ha riportato al centro il tema del controllo delle risorse energetiche. Nel dibattito interno si parla di misure emergenziali su accise e tetti ai prezzi. Meno di come portare l’Italia a non dipendere da quanto accade nello stretto di Hormuz, il punto di passaggio del 20% del greggio mondiale e del gas naturale liquefatto tra Iran e Oman che tutti abbiamo riscoperto in queste settimane: «Logico correre ai ripari nel momento…
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Matteo Giacomo Di Castelnuovo, professore associato in economia dell’energia all’università Bocconi, sulle fonti fossili l’Italia è passata dalla dipendenza dalla Russia a quella dagli Usa e Qatar. La posizione resta instabile. Nel 2022, dopo il rincaro dei prezzi del gas a causa dell’invasione russa in Ucraina, abbiamo pensato di risolvere il problema cambiando fornitore. L’esplosione del conflitto in Medio Oriente ha dimostrato che non era la soluzione…
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Ma quali fonti alternative, l’energia elettrica in Italia è prodotta per la maggior parte da combustibili fossili… È quel che sostiene un lettore, in replica a un nostro articolo. Vaielettrico risponde. Per scriverci: [email protected] “Persino le ferrovie producono elettricità da motori a nafta…” In merito all’articolo “Finiamola con il petrolio e salviamo l’Italia prima che il pianeta”, comparso on-line in data odierna, tengo a precisare che l’energia elettrica in Italia è prodotta per la maggior…
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Il blocco di fatto delle rotte mediorientali sta colpendo al cuore la transizione ecologica europea. Tra rincari dei componenti asiatici e volatilità del GNL, l’indipendenza energetica dell’Italia sembra sempre più un’utopia La transizione energetica rischia di deragliare. Infatti, la filiera dipende quasi interamente da rotte marittime che passano per il Medio Oriente. La crisi dello Stretto di Hormuz e del Mar Rosso non sta solo facendo rincarare il pieno di benzina, ha…
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Il blocco dello stretto di Hormuz e la nuova guerra nel Golfo Persico – che è anche una guerra per petrolio e gas – hanno già provocato forti aumenti dei prezzi energetici. Il petrolio è salito di circa il 10–12%. Il gas sui mercati europei fino al 50–60%. Se questi livelli si stabilizzassero anche solo su valori intermedi, l’effetto sarebbe immediato: inflazione più alta, mutui più costosi, credito più caro per imprese e Stato.
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C'è sempre una spiegazione ideologica quando in Italia non si riesce a fare qualcosa. E nel caso dell’energia l’alibi si chiama ambientalismo. Un ambientalismo spesso trasformato in una vera e propria forza di blocco, alimentata da comitati locali, amministrazioni territoriali e partiti, soprattutto di sinistra, che da anni predicano la transizione ecologica ma poi fanno di tutto per impedire la costruzione di qualsiasi impianto.
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Finiamola con il petrolio e salviamo l’Italia, prima ancora che il pianeta. Claudio, che vive in Francia, interviene su caro-benzina e caro-energia. Vaielettrico risponde. Per scriverci: [email protected] Finiamola con il petrolio, è una droga dura in mano ai trafficanti “Vi seguo dalla Francia, paese che, avendo il nucleare, non ha i problemi del costo dell’energia che ha l’Italia. Ma è chiaro che anche qui si discute del caro-prezzi in arrivo, soprattutto sul fronte della benzina.
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