Il Long Covid può lasciare nel cervello alterazioni che ricordano quelle osservate nella malattia di Alzheimer. È quanto emerge da uno studio guidato dalla NYU Langone Health e pubblicato su “Alzheimer’s & Dementia”, la rivista dell’Alzheimer’s Association. I ricercatori hanno osservato che nei pazienti con sintomi neurologici persistenti dopo l’infezione da Sars-CoV-2 compaiono cambiamenti strutturali e biologici associati a biomarcatori tipici dell’Alzheimer.
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Il Long Covid potrebbe lasciare un segno tangibile nel cervello attraverso meccanismi che ricordano da vicino quelli della malattia di Alzheimer. A suggerirlo è uno studio statunitense guidato dagli scienziati della NYU Langone Health, finanziato dal National Institute on Aging dei National Institutes of Health e pubblicato sulla rivista Alzheimer’s & Dementia. I ricercatori hanno concentrato l’attenzione sul plesso coroideo, una rete di vasi sanguigni che produce il liquido cerebrospinale e agisce come…
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I ricercatori della NYU Langone Health / NYU Grossman School of Medicine hanno sottolineato la necessità di proseguire le ricerche, soprattutto se considerato che su 780 milioni di persone infettate dal virus, un numero rilevante continua a riportare disturbi cognitivi e neurologici a lungo termine ascolta articolo Secondo quanto osservato in uno studio redatto da un team di ricerca guidato dai neurologi Yulin Ge e Thomas Wisniewski della NYU Langone Health / NYU Grossman…
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Il Long Covid sta assumendo contorni biologici sempre più definiti. Uno studio statunitense guidato da ricercatori della NYU Langone Health e finanziato dal National Institute on Aging indica che gli effetti dell’infezione da SARS-CoV-2 possono estendersi nel tempo con ricadute misurabili sul sistema nervoso centrale. La sindrome coinvolge il cervello attraverso alterazioni strutturali e molecolari che richiamano meccanismi già descritti nella malattia di Alzheimer
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Il Long Covid modifica il cervello attraverso meccanismi tipici della malattia di Alzheimer. Lo dimostra uno studio Usa guidato da scienziati della NYU Langone Health, finanziato dal National Institute on Aging dei National Institutes of Health (Nih) e pubblicato su 'Alzheimer's & Dementia'. Ricerche precedenti avevano evidenziato che il virus Sars-CoV-2 può danneggiare il plesso coroideo (Cp), una rete di vasi sanguigni rivestiti da cellule produttrici del liquido…
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Giovedì 5 febbraio 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Se vi siete trovati all’improvviso a fare i conti con una nuova allergia alimentare o con una bronchite asmatica mai vista prima, il colpevole potrebbe essere il Covid, o meglio… Link alla notizia
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Chi sono i soggetti che devono prestare maggiore attenzione La sindrome post-Covid con interessamento neurologico continua a colpire milioni di persone in tutto il mondo, anche a distanza di mesi dalla fase acuta dell’infezione. In molti pazienti guariti dal virus permangono disturbi come stanchezza cronica, difficoltà cognitive, alterazioni dell’umore e problemi neurologici periferici. Un insieme di manifestazioni cliniche oggi ricondotte al cosiddetto Neurocovid.
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La pandemia di Covid-19 ha lasciato segni indelebili sulla vita di milioni di persone. Anche dopo la guarigione dall’infezione acuta, molti pazienti continuano a sperimentare sintomi persistenti che compromettono la qualità della vita: affaticamento, difficoltà di concentrazione, disturbi dell’umore e neuropatie sono solo alcuni dei segnali di quello che oggi viene riconosciuto come Neurocovid. Le stime più recenti parlano di 80-400 milioni di persone…
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