Si chiama 'The 2028 Global Intelligence Crisis' e mette al centro una tesi: l'intelligenza artificiale cresce più delle aspettative ma, allo stesso tempo, produce effetti macroeconomici destabilizzanti
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Un totale di 487mila richieste di disoccupazione alla settimana negli Usa a fine 2027, con un tasso di disoccupazione al 10,2%. Le azioni di AmEx e altre carte di credito in caduta di oltre il 10%. Un’implosione del private credit da 2,5 trilioni di dollari. E nel 2028 lo scoppio della bolla sul mercato dei mutui da 13 trilioni di dollari, con Zillow Real Estate in calo dell’11%. Fino al crollo di Wall Street nel 2028, con l’S&P 500 che registra una caduta…
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Un totale di 487mila richieste di disoccupazione alla settimana negli Usa a fine 2027, con un tasso di disoccupazione al 10,2%. Le azioni di AmEx e altre carte di credito in caduta di oltre il 10%. Un’implosione del private credit da 2,5 trilioni di dollari. E nel 2028 lo scoppio della bolla sul mercato dei mutui da 13 trilioni di dollari, con Zillow Real Estate in calo dell’11%. Fino al crollo di Wall Street nel 2028, con l’S&P 500 che registra una caduta complessiva del 38% dai massimi del 2026.
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L'intelligenza artificiale (IA) potrebbe presto sostituire il lavoro umano con un'ampiezza e una rapidità che la società non è in grado di gestire, secondo un nuovo scenario che immagina la vita nel 2028. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ La previsione delinea una 'crisi globale dell'intelligenza' che colpirà il mondo entro il 2028 a causa della sostituzione del lavoro altamente qualificato con l'IA. James Van Geelen, amministratore delegato di Citrini, una società statunitense di…
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Secondo un report di Citrini Research, “THE 2028 GLOBAL INTELLIGENCE CRISIS - A Thought Exercise in Financial History, from the Future”, la prossima grande vulnerabilità sistemica potrebbe non nascere da credito di bassa qualità, come nel 2008, ma da un’erosione strutturale del reddito legata all’intelligenza artificiale. Il parallelo non è storico-retorico, bensì strutturale: confronta la crisi dei subprime con una possibile futura “Intelligence Displacement Crisis”.
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Andrea Pignataro è il fondatore e Ceo di Ion Group, società che sviluppa software e tecnologie per il mondo della finanza e, secondo Forbes, è l’uomo più ricco d’Italia. Ha pubblicato un documento dal titolo The Wrong Apocalypse (L’apocalisse sbagliata) con il quale, più che demonizzare le Intelligenze artificiali in quanto tali, lancia un monito sulle conseguenze del loro uso indiscriminato. Il documento, prelevabile qui, è la risposta di Pignataro…
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Il primo romanzo di Kurt Vonnegut, Piano meccanico, immagina un pianeta nel quale le macchine hanno tolto il lavoro alla stragrande maggioranza dell’umanità, finita a vivere in miseria estrema mentre una ridottissima classe di ingegneri accumula potere e ricchezza. Ne segue la rivolta sociale. Quell’immagine in questi giorni è stata ripresa da due differenti studi sul possibile impatto della diffusione dell’intelligenza artificiale sull’economia…
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Non ci vuole molto per causare movimenti azionari tumultuosi in un mercato dominato dai titoli tecnologici e in ansia per le prospettive dell"intelligenza artificiale. Ma nulla sottolinea la sensibilità dei titoli azionari in questo momento come quanto accaduto lunedì 23, quando uno dei fattori alla base del calo di 800 punti del Dow Jones è stato un"ipotesi di 7.000 parole. Un rapporto virale di Citrini Research ha fatto leva su una nuova ondata di timori…
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Ormai è acclarato: l’intelligenza artificiale offre un potenziale di trasformazione paragonabile a quello della Rivoluzione Industriale. Duncan Lamont, head of strategic research di Schroders, si chiede se tutto ormai sia riconducibile all’IA o meno. “Negli ultimi anni - ricorda l’analista - i portafogli azionari, soprattutto negli Stati Uniti, si sono progressivamente concentrati su un unico grande tema: tecnologia e intelligenza artificiale.
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