Tracollo della libertà di stampa nel mondo, mai così giù da un quarto di secolo: questo il bilancio di Reporters Sans Frontières (Rsf), che oggi ha pubblicato il ‘World Press Freedom Index 2026’. Con l’Italia culla dell’Umanesimo che scivola dalla 49/a alla 56/a posizione (su 180) mentre gli Stati Uniti, il Paese del Primo emendamento solitamente indicato tra i Paesi più virtuosi in termini di libertà giornalistica, retrocedono di 7 punti, al 64/o posto, tra Botswana e Panama
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Nel 2026, la libertà di stampa nel mondo tocca il minimo storico degli ultimi 25 anni. E l’Italia non fa eccezione: perde sette posizioni rispetto all’anno scorso. Per la prima volta nella storia del suo indice mondiale, Reporters Sans Frontières (RSF) registra che oltre la metà dei Paesi del mondo — il 52,2% — ricade nelle categorie “difficile” o “molto grave” per quanto riguarda la libertà di stampa.
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Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati “La libertà di stampa nel mondo ha raggiunto il suo livello più basso da 25 anni”. A lanciare l’allarme è Reporters sans frontières (Rsf), Ong con sede a Parigi, nel World Press Freedom Index 2026, il report annuale sullo stato di salute dei media a livello globale.
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