«Siamo sulla stessa barca con i nostri partner commerciali. Se un partner fa un buco nella barca, ha senso che l'altro faccia un altro buco nella barca? Alcuni dicono di sì e lo chiamano “fare i duri”. Io lo definisco stupido». Queste le parole del Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan in un discorso radiofonico del 1982 da Camp David, concetto ripetuto nel 1987 quando si disse costretto a imporre dei dazi al Giappone per presunte pratiche commerciali scorrette.
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Primo. Il 20% di dazi annunciato da Trump non è il punto di arrivo ma di Partenza del Negoziato. E qui dobbiamo, noi italiani, essere bravi. Perché tutto induce a pensare che non sarà un negoziato fra gli Usa e i “Patetici” (nuovo nome della UE a Washington) bensì giustamente fra Usa e i singoli Paesi. Personalmente credo, inoltre, che quel tavolo avrà una parte più pubblica (i dazi, il commercio) e una più opaca: la collocazione internazionale, la fedeltà atlantica, il contributo alle spese Nato.
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I mercati finanziari stanno punendo duramente la scelta compiuta da Donald Trump di imporre dazi draconiani contro il resto del mondo. Una decisione, quella del presidente americano, che rischia di distruggere tutto quanto il mondo Occidentale ha faticosamente costruito negli ultimi 70 anni, con la costruzione di un ordine sociale ed economico basato su due pilastri fondamentali: la democrazia e il libero mercato
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Questa soglia minima universale, da cui sono esenti determinati prodotti, si aggiunge ai dazi già esistenti annunciati nei giorni scorsi. Ieri giornata da incubo per le Borse, ancora a picco in tutto il mondo. Pechino annuncia la rappresaglia a partire dal 10 aprile Sono entrati in vigore un minuto dopo la mezzanotte di sabato ora di Washington (le 6:01 in Italia) i dazi aggiuntivi del 10% imposti dall'amministrazione Trump su gran parte dei prodotti che…
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Non è solo per i dazi. Non è soltanto per parlare di export, relazioni transatlantiche o del dossier cinese. Il viaggio di Giorgia Meloni negli Stati Uniti, previsto per i prossimi giorni, ha un secondo livello, più riservato e politicamente carico. Dietro l’incontro con Donald Trump, c'è anche un altro motivo: chiedere – o almeno tastare – il terreno per una benedizione in vista di un possibile voto anticipato in Italia, entro la primavera…
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La premier Meloni si recherà in visita a Washington per un incontro bilaterale con Donald Trump. Il viaggio si realizzerà nella settimana del 14 aprile e l'incontro si realizzerà attorno al 15 o 16 aprile, in tempo per Meloni per fare rientro in Italia ed accogliere il vicepresidente Vance in visita istituzionale nel paese. L'oggetto della riunione con il tycoon saranno sicuramente i dazi imposti dagli Usa…
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