Scaduti i termini della custodia cautelare, alle 15 di mercoledì 28 agosto, Pavel «Pasha» Durov viene accompagnato al Palazzo di Giustizia di Parigi. E lì resta per un interrogatorio-fiume, di primo grado. Dal quale emerge in serata rinviato a giudizio e in libertà vigilata: cauzione di 5 milioni di euro, obbligo di presentarsi in commissariato due volte alla settimana e divieto di lasciare la Francia.
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Era stato arrestato sabato all'aeroporto di Le Bourget, alle porte di Parigi Le autorità francesi hanno consegnato all’amministratore delegato di Telegram Pavel Durov le accuse preliminari per aver permesso presunte attività criminali sulla sua app di messaggistica e gli hanno contestualmente vietato di lasciare la Francia in attesa di ulteriori indagini. I giudici istruttori hanno presentato questa sera le accuse preliminari e gli hanno ordinato di pagare una cauzione di 5 milioni di euro e di…
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Dopo che il giudice istruttore ha deciso la fine della sua custodia cautelare, durante la quale Durov è rimasto in stato di fermo presso l’ufficio nazionale anti-frode, l’uomo è stato condotto in tribunale per rispondere alle domande del magistrato che deve decidere se mantenerlo in stato di accusa e convalidare l’arresto oppure rilasciarlo e a quali condizioni. Il fermo del fondatore di Telegram, che conta attualmente 900 milioni di utilizzatori, ha suscitato molte prese di posizione in suo favore, tra…
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Chi è Pavel Durov, fondatore del controverso Telegram Sempre vestito di nero, si definisce taoista e coltiva la sua somiglianza con l'attore Keanu Reeves nel film "Matrix". Storia e stravaganze del "Mark Zuckerberg della Russia"
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Lo ha appreso l'emittente francese Bfmtv Dopo quasi quattro giorni di custodia da parte della polizia francese, Pavel Durov, il fondatore di Telegram, è stato trasferito oggi in tribunale. Lo ha appreso l’emittente francese Bfmtv, secondo cui il giudice istruttore ha posto fine alla custodia di Durov in vista di un primo interrogatorio e di un’eventuale incriminazione. Arrestato sabato 24 agosto dopo l’atterraggio del suo aereo a Le Bourget, poco fuori Parigi, il cittadino franco-russo è oggetto di…
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La notizia è clamorosa: sei anni fa, Pavel Durov, ora recluso a Parigi con 12 capi di imputazione sul groppone, è stato a pranzo con Emmanuel Macron, presidente della Francia. Il suo telefono, inoltre, un anno prima era stato preso di mira da spie francesi ed emiratine. Non sorprende, a dire il vero, questo interesse. Su Telegram viaggiano miliardi di informazioni che farebbero gola a tutti i governi e a tutti i Servizi segreti del mondo.
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Il fondatore e amministratore delegato di Telegram Pavel Durov, arrestato sabato sera all’aeroporto di Le Bourget, non sarebbe più sotto la custodia cautelare della polizia, ma è stato trasferito nel primo pomeriggio di oggi al tribunale di Parigi in vista di una possibile incriminazione. Il miliardario franco-russo è stato accusato dalla giustizia francese di non aver preso provvedimenti contro …
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REUTERS Siamo entrati nella epoca della censura evidente? Dovremo rinunciare alle nostre foto frou-frou o ai ritratti degli spaghetti alle cozze? Stiamo in un cambio d'epoca fatto di guerra e anche di bavagli visibili e invisibili? Quando cambiano le epoche cambia l'editoria, cioè il modo di trasmettere i contenuti. La notizia dell'arresto del fondatore di Telegram, porta alla ribalta, al di là degli elementi squisitamente giuridici, una grande questione.
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In un pranzo nel 2018 il presidente francese Emmanuel Macron invitò Pavel Durov a trasferire Telegram a Parigi ma l'imprenditore di origine russa rifiutò. È quanto scrive il Wall Street Journal citando persone a conoscenza delle discussioni. Macron ipotizzò persino di concedergli la cittadinanza francese, secondo quanto riferito da una delle persone. Sempre secondo il Wsj, nel 2017 gli 007…
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L’arresto di Pavel Durov ha riacceso una nuova ondata di teorie del complotto che chiamano in causa servizi segreti, il conflitto tra Russia e Ucraina e, non ultimo, ha rilanciato tra le Big Tech il dibattito sulla legittimità del diritto all’anonimato.
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Perché ora? È questa la prima domanda che nasce alla notizia dell'arresto di Pavel Durov, fondatore e amministratore delegato di Telegram. Le accuse sarebbero di utilizzo della piattaforma per attività illecite come il traffico di droga e la distribuzione di immagini di abusi sessuali su minori. Eppure è noto, non solo a chi è nativo digitale, che l'app di messaggistica è sempre stata teatro anche di atti tutt'altro che leciti.
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Fa tutto parte di un’ossessione misteriosa, che il miliardario russo e Ceo di Telegram e genietto dei computer e della matematica Pavel Durov ha in comune con personaggi a lui apparentemente distantissimi eppure così vicini. Li mettiamo in fila un po’ alla rinfusa, uniti dall’ostentazione del potere macho, quello dove la potenza fisica si misura nel grado di sopportazione del dolore, del caldo, d…
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