Lo ha reso noto Galei Zahal, la radio ufficiale dell'esercito: a ottobre 2025, quando è iniziato il cessate il fuoco, ne controllava il 53%. E "alti funzionari dello Stato Maggiore spingono per tornare a combattere" Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Israele continua a occupare territori nella Striscia di Gaza
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Approfondimenti:
Nella parte orientale della Striscia di Gaza, dove un tempo i campi coltivati si estendevano a perdita d’occhio, il colore predominante non è più il verde. A definire il paesaggio sono sfumature di grigio e la polvere. Lì, oltre quella che tutti ormai chiamano la “linea gialla”, non si stanno ridisegnando soltanto i confini dell’area controllata, ma il tessuto geografico e politico stesso. Tutto …
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Gaza-InfoPal/Asia Occidentale. Mentre l’attenzione del mondo è concentrata sulla guerra della Coalizione Epstein contro l’Iran, il regime suprematista ebraico genocida e i suoi alleati continuano a massacrare la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, violando quotidianamente il cessate il fuoco, prendendo di mira diverse aree con artiglieria, attacchi di droni e colpi d’arma da fuoco, e…
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Nonostante le precauzioni adottate dalla resistenza a Gaza, che aveva previsto un’espansione israeliana del suo “cerchio di fuoco” per esercitare pressione sul terreno e imporre l’attuazione della seconda fase dell’accordo di cessate-il-fuoco relativa al “disarmo della resistenza”, si è registrata una sistematica escalation da parte delle forze di occupazione. Questa escalation si concentra sul colpire le infrastrutture di sicurezza e di polizia, e si prevede che tali…
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Adel al-Najjar, nove anni, raccoglieva legna alla periferia di Khan Younis, lungo quel confine invisibile – la linea gialla – con cui Israele ha svuotato il 53% di Gaza. È entrato in un edificio, pochi minuti dopo è stato centrato da una bomba dell’esercito israeliano. Adel porta a 210 il numero totale di bambini ammazzati a Gaza dal 10 ottobre scorso, ovvero dall’entrata in vigore di una tregua che tregua non è.
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«Il problema è quello che non si vede. C’è un livello di devastazione inimmaginabile, molto difficile da descrivere. Ci sono intere aree completamente rase al suolo», questa è la risposta che dà Jacopo Intini, coordinatore del progetto Emergency a Gaza, quando gli chiediamo qual è l’immagine che lo colpisce di più. Sono passati oltre sei mesi da quando a Sharm el-Sheikh, in Egitto, è stato firmato l’accordo tra Hamas e Israele…
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