Per il momento le recensioni di Google al nuovo ristorante di Salt Bae a Milano sono solo 52 e il punteggio complessivo di 4,3 stelle su 5 potrebbe essere destinato a scendere. Nusr-et, questo il nome della catena di ristoranti del “macellaio” turco, a settembre ha aperto i battenti a Milano, a Casa Brera, a due passi dal Teatro della Scala, ma gli affari non sembrano andare a gonfie vele. Sì perché come riporta la redazione di Leggo, l’impero di Nusret Gökçe (questo il suo nome all’anagrafe) si…
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C’è stato un tempo in cui bastava un gesto con il gomito piegato e una pioggia di sale per mandare il web in visibilio. Il nome Salt Bae, al secolo Nusret Gokçe, è diventato sinonimo di show e opulenza nel mondo della ristorazione. Le sue bistecche d’oro da centinaia di euro, i ristoranti dal design scintillante, i clienti famosi: tutto sembrava indicare una formula vincente. Eppure, qualcosa ha iniziato a scricchiolare.
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Per anni, anche nelle più grigie e fredde sere di Novembre, lungo Knightsbridge , a Londra, si vedeva sempre la fila fuori da un locale sotto il Park Tower Hotel , due torri circolari nella zona più costosa della città: è il ristorante Nusr-Et , il tempio della carne, uno dei tanti della catena aperta dalla celebrità Salt Bae , il cuoco turco divenuto famoso per i suoi video virali dove indossando occhiali da sole in cucina condiva di sale…
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Lo spettacolo, a quanto pare, non basta più. L’impero dorato di Salt Bae, il macellaio turco diventato una celebrità globale grazie al suo particolare modo di salare la carne, sta mostrando le sue prime, profonde crepe. Dopo anni di espansione aggressiva, bistecche placcate d’oro e conti esorbitanti, i numeri ora raccontano un’altra storia: quella di un modello di business che, forse, ha esaurito il suo fascino.
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L'impero di Salt Bae, al secolo Nusret Gökçe, sta crollando. Era probabilmente inevitabile che la gente si stancasse dello chef diventato famoso sui social media e dei suoi lombi di wagyu placcati in foglia d'oro da 900 dollari. Ora sembra che il mondo culinario ne abbia finalmente abbastanza del «ristoratore più pretenzioso del mondo».
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