Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, questa mattina sarà a Calenzano per partecipare al minuto di silenzio per le vittime dell’incidente al deposto Eni. Ma anchemartedì era sul luogo della tragedia. Come vive Calenzano e la comunità toscana questi momenti?«Sono stato lì fin da subito, e anche in queste ore si respira un grande sgomento, la commozione di tutti al pensiero di quei lavoratori e delle loro famiglie.
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Controlli inesistenti, pochi ispettori, lavoro nero, manodopera straniera non sufficientemente formata, mancanza di sicurezza e nessuna garanzia di prevenzione e protezione. In Sicilia, come nel resto d’Italia, si continua a morire sul lavoro, come testimonia il rapporto annuale Inail. «Non occorrono altre leggi, la normativa c’è, soltanto che non viene applicata», dice Bruno Giordano, magistrato…
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Era stato inserito nell’elenco dell’Ispra degli stabilimenti a rischio incidente rilevante il deposito dell’Eni di Calenzano (Firenze), dove lunedì mattina sono morte 5 persone e 26 sono rimaste ferite, a seguito di una violentissima esplosione. E di questi siti, il Veneto, è pieno: sono 22 in provincia di Venezia, 20 a Vicenza, 15 a Verona, 12 a Padova, 8 a Treviso e a Rovigo e 2 a Belluno, pe…
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I nervi sono tesissimi. E questo è più che comprensibile. Per quanto riguarda gli incidenti e i morti sul lavoro in Toscana e in particolare nell’area metropolitana fiorentina, quello che ci lasciamo alle spalle è stato un vero e proprio annus horribilis. Basti citare il crollo del cantiere Esselunga in via Mariti, per evocare lo scenario peggiore. Appalti, sub appalti, immigrati irregolari, ingressi non controllati, velocità e ancora velocità.
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Padri di famiglia, mariti, ognuno con le proprie storie e passioni. A due giorni dalla tragedia di Calenzano, dei cinque uomini che hanno perso la vita dilaniati dall'esplosione del deposito Eni non restano che pochi resti carbonizzati, ai quali solo l'esame del Dna potrà dare un nome. Mentre la Procura di Prato indaga e l'hinterland fiorentino fa i conti con un probabile stop ai mezzi pubblici a causa della mancanza di gasolio, negli occhi dei soccorritori c'è…
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Le leggi che tutelano la sicurezza del lavoro possono (e debbono) essere ulteriormente potenziate, ma già dal 2008 sono sufficienti a fermare la scia di sangue nei cantieri, nelle piccole e nelle grandi imprese. Mancano i controlli da parte degli organi di vigilanza, e la giustizia penale non sembra far più paura a nessuno. Cresce un senso d’impunità perché i processi penali sui morti di lavoro o non si fanno, o si fanno…
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«Anch’io ho caricato carburante in quel deposito, ma lì vado molto più raramente. Sì, faccio lo stesso lavoro che faceva mio fratello. Purtroppo, lo sappiamo, il pericolo c’è sempre, parliamo di caricare benzina, non acqua». Luca è il fratello di uno degli autotrasportatori morti nella tragedia dell’impianto Eni di Calenzano, Davide Baronti, 50 anni. La stessa professione e la stessa città di residenza, Bientina, in provincia di Pisa
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Calenzano (Firenze), 11 dicembre 2024 – Un malfunzionamento all’impianto. Sarebbe questa la causa che ha scatenato, lunedì mattina, prima l’esplosione e poi l’incendio al deposito di carburanti Eni a Calenzano. Nella tragedia sono rimaste uccise cinque persone, tre autisti e due manutentori (nessuno era dipendente Eni), oltre a nove feriti di cui due in maniera molto grave. Si tratta comunque di una delle prime ipotesi avanzate dai vigili del fuoco durante i…
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– Un incidente anomalo. Che dimostra ancora di più l’importanza dei controlli e della formazione di tutti gli operatori coinvolti negli impianti ad alto rischio. Fabio Ferranti (nella foto in basso) è il dirigente dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) responsabile per le ispezioni sugli impianti industriali, tra i quali rientrano anche quelli a “rischio ambientale rilevante”.
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