Nelle pieghe del decreto sicurezza in conversione al Senato si nascondeva un emendamento passato quasi inosservato. La norma prevede un compenso economico — circa 615 euro — per gli avvocati che offrono consulenza ai migranti che decidono di presentare domanda di rimpatrio volontario. Il pagamento scatta nel momento in cui lo straniero lascia il Paese. A gestire i fondi sarebbe il Consiglio nazionale forense, con risorse messe a disposizione dallo Stato: 246.000 euro per il 2026 e 492.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e…
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Resta sotto la lente del Quirinale, come anticipato da Repubblica, la norma contenuta nel decreto sicurezza che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei rispettivi Paesi d'origine. Gli uffici legislativi del Colle hanno preso atto del fatto che la stessa maggioranza si sia resa conto che il provvedimento vada corretto, ma - nonostante…
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Non si placano le polemiche sul decreto sicurezza, approvato dal Senato e da martedì al vaglio della Camera. È infatti sempre più acceso lo scontro sull'articolo che introduce un contributo di 615 euro per gli avvocati che seguono le pratiche dei rimpatri volontari: soldi che verranno concessi se i migranti torneranno effettivamente a casa. Il Consiglio nazionale forense afferma di non essere mai stato informato e chiede di cancellarla la norma, mentre il centrosinistra insorge e parla…
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"Queste misure servono a erodere il sistema democratico e a renderci, come avvocati, sempre più complici di un meccanismo che rinuncia ai principi fondamentali", commenta Salvatore Fachile, socio dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione Il dibattito parlamentare sulla conversione del decreto sicurezza, ormai prossimo alla fiducia, si infiamma sull’emendamento che prevede incentivi economici…
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Nubi temporalesche in arrivo dal Quirinale sul decreto sicurezza. L’emendamento della maggioranza che garantisce agli avvocati 615 euro, accreditati solo a cose fatte, se il migrante accetta volontariamente la remigrazione nel suo paese di origine, sta tenendo in allarme il Colle. Ora spetta alla maggioranza trovare il modo per superare le probabili opposizioni che l’emendamento sugli avvocati troverà al Quirinale.
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"Una tempesta in un bicchier d'acqua. La norma è scritta male, forse hanno usato Chatgpt. Ma non cambia assolutamente niente". Marco Eller è uno degli avvocati d'ufficio, iscritti all'albo speciale, che a Milano si occupa di assistere i migranti colpiti da provvedimento d'espulsione. Eller conosce bene realtà e pratica del diritto dell'immigrazione. E da 48 ore assiste incredulo all'ondata di indignazione suscitata in gran parte dell'avvocatura…
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Il Decreto Sicurezza (Decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23), approvato dal Senato venerdì 17 aprile, si avvia ora verso l’esame finale alla Camera dei deputati con una scadenza tassativa: deve essere convertito in legge entro il 25 aprile, pena la sua decadenza. Tra le pieghe di un testo ricco di misure restrittive, l’attenzione si è accesa su una norma specifica, introdotta con l’emendamento 30-bis, che prevede incentivi economici per gli avvocati che assistono i…
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All’indomani dell’approvazione al Senato del decreto sicurezza che chiama in causa il Consiglio nazionale forense tra gli attori protagonisti in materia di rimpatri volontari, il presidente del Cnf Francesco Greco si sente «in un frullatore». L’organo istituzionale che presiede è stato inserito nel testo «senza che io ne sapessi nulla», garantisce. Presidente, ma come è possibile che il Cnf finisca sul testo di un decreto legge senza essere consultato? Non saprei davvero dirle il perché, bisognerebbe…
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