La chiamiamo ancora «sanità pubblica». In realtà, il Servizio sanitario nazionale è sempre più un ibrido di Stato e privato. Anche se finanziamento pubblico e universalismo sono i pilastri della riforma che lo istituì nel 1978, la fotografia che ne scatta dalla fondazione Gimbe quasi mezzo secolo dopo racconta un’altra storia. La percentuale di servizi sanitari pagati out-of-pocket, cioè direttamente dagli utenti al di là della fiscalità generale, è stabilmente superiore alla soglia del 15%…
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Gentile Direttore, è già da diverso tempo che denunciamo con forza lo stato di crisi in cui versa il SSN. Una crisi che si traduce nell’ impossibilità per i cittadini di avere accesso alle cure di cui hanno bisogno, un incremento delle disuguaglianze territoriali e in salute. Sono infatti 6 milioni quelli che rinunciano alle cure anche a causa di un drammatico incremento della povertà che interessa oggi il 10% della popolazione; a questo, come…
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Salude in arretirada: creschet su pesu de su privadu e s’ ispesa a carrigu de sos tzitadinos Su sistema sanitàriu pùbbricu sighit a pèrdere positziones, lassande logos semper prus mannos a sas istrutturas privadas, chi in logos diferentes – comente sa riabilitatzione – sunt giai divennidas sa parte importante de s’amparu assistenziale. Mentres sa parte privada cunfirmat sa presentzia sua, creschet in parallelu su costu de sas curas pro sos tzitadinos e…
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Il Lazio è la prima regione italiana per spesa pubblica destinata al privato convenzionato: nel 2023, ultimo dato disponibile della ragioneria generale dello Stato, la quota di spesa pubblica destinata al privato convenzionato è pari a 29,3 per cento, superiore alla media nazionale del 20,3 per cento e prima fra le regioni italiane. E’ quanto emerge dal rapporto della fondazione Gimbe. Dietro al Lazio c’è il Molise in seconda posizione con il 28,7 per cento e in terza posizione c’è la Lombardia…
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In sanità, sotto l’etichetta di “privato” convivono realtà, profit e non-profit, con differente propensione a bilanciare la generazione di profitti con la tutela della salute: erogatori di servizi e prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, investitori (fondi di investimento, assicurazioni, gruppi bancari, società di capitali), terzi paganti (fondi sanitari, assicurazioni), soggetti che stipulano partenariati pubblico-privato con Regioni e Aziende Sanitarie.
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La sanità italiana attraversa una fase di trasformazione profonda, in parte silenziosa e in parte dichiarata, che modifica la natura stessa del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Il boom del privato sostenuto direttamente dai cittadini, la crescita di questo settore – il cosiddetto privato “puro” – e il ruolo sempre più pervasivo di fondi, assicurazioni e investitori stanno ridisegnando i confini dell’assistenza.
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La privatizzazione della sanità italiana non è uno scenario futuro né una previsione pessimistica: è una realtà già in corso. A denunciarlo, dati alla mano, è la Fondazione Gimbe. «Non serve cercare un piano occulto di smantellamento del Servizio sanitario nazionale: basta leggere i numeri», afferma il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta. Ed è proprio dall’analisi dei numeri che emerge un quadro inequivocabile: il progressivo indebolimento della sanità pubblica ha…
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TERMOLI. Il dato è secco e non lascia scampo: nel 2023 il Molise ha destinato il 28,7% della spesa sanitaria pubblica al privato convenzionato, terzo valore più alto d’Italia e ben oltre la media nazionale del 20,3%. È la fotografia di un sistema che arretra, che abdica al suo ruolo costituzionale e che consegna interi settori – residenze assistenziali, riabilitazione, specialistica ambulatoriale – alla gestione di strutture private accreditate.
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La spesa privata sale a 41,3 miliardi, il pubblico arretra, il privato puro esplode: il nuovo rapporto Gimbe fotografa una Sanità in declino L’ultima analisi della Fondazione Gimbe conferma un Paese che sta trasformando il proprio servizio sanitario senza alcuna decisione politica dichiarata. Nel 2024 la spesa out-of-pocket arriva a 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria totale.
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Il panorama della sanità italiana è caratterizzato da una crescente incidenza della spesa pubblica destinata al settore privato convenzionato. Secondo il rapporto 2023 della Fondazione Gimbe, basato sui dati della Ragioneria Generale dello Stato, questa tendenza evidenzia significative disparità regionali. La media nazionale di spesa pubblica per il privato convenzionato si attesta al 20,3 per cento.
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Il rapporto della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria regionale evidenzia che nel 2023 l’Abruzzo ha destinato il 15,3% della spesa pubblica al privato convenzionato, un valore inferiore alla media nazionale del 20,3%. La regione si colloca nella parte bassa della graduatoria, in linea con altre realtà del Centro-Sud come Marche (13,7%) e Sardegna (13,2%). Secondo l’analisi, il Lazio è la regione con la quota più elevata di spesa…
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La Calabria osserva il profilo della sanità italiana da un crinale fragile. Qui la distanza tra il diritto alle cure e la realtà quotidiana si misura nei chilometri percorsi dai cittadini per una visita specialistica o nei mesi che trascorrono all’interno di una interminabile lista d’attesa. E, soprattutto, è la cifra delle famiglie che rinunciano alle cure perché non possono permettersele. Secondo la Fondazione Gimbe, il 10% dei calabresi, ben oltre 180 mila persone, nel solo 2024 .
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Gentile Direttore, nel Suo recente articolo (Manovra e Sanità, QS,7 novembre 2025) si ipotizzava, per il SSN, il rischio di una mancanza di visione. Dal nostro punto di osservazione, periferico, la mancanza di visione non sembra una idea lontana ma una palese evidenza, verosimilmente, immodificabile. La regionalizzazione della sanità e l’aziendalizzazione, rigidamente ordinate ed inserite in Costituzione, non permettono sostanziali modifiche.
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“Non serve cercare un piano occulto di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn): basta leggere i numeri per capire che la privatizzazione della sanità pubblica è già una triste realtà”. Con queste parole Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, apre la sua relazione al 20° Forum Risk Management di Arezzo, presentando un’analisi indipendente sull’ecosistema…
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La spesa sanitaria out of pocket (a carico dei cittadini) ha raggiunto in Italia 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria totale: una percentuale che ormai da 12 anni eccede il limite del 15% raccomandato dall’Oms, soglia oltre la quale sono a rischio uguaglianza e accessibilità alle cure. In valori assoluti questa spesa è cresciuta dai 32,4 miliardi di euro del 2012, mantenendosi sempre tra il 21,5% e il 24,1% della spesa totale.
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Boom della sanità privata. Gimbe: in 7 anni +137% Supera la cifra di 40 miliardi di euro la spesa sanitaria privata delle famiglie italiane. Parallelamente, sono sempre più le persone che rinunciano a curarsi. Il servizio di Lucia Ascione
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«La privatizzazione della sanità pubblica è già una triste realtà». A sostenerlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nell'aprire la propria relazione al Forum Risk Management di Arezzo (25-28 novembre). «Il termine “privato” in sanità – osserva Cartabellotta – viene utilizzato per indicare tutti gli attori coinvolti nel finanziamento, rimborso, programmazione ed erogazione di servizi e prestazioni sanitarie e…
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Ormai gli italiani che si mettono in fila per prenotare una Tac o un test diagnostico in regime di servizio sanitario pubblico, sono sempre più delle mosche bianche. Persone che non hanno la possibilità di ottenere esami a pagamento. Chi può pagare, invece, non ha dubbi: una telefonata al centralino e in pochi giorni la visita o l'esame di cui si aveva bisogno è fatta; con buona pace della sanità pubblica e delle liste d'attesa.
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