Con enorme rammarico e tristezza apprendiamo che la deriva eutanasica aperta dalla Corte Costituzionale nel 2019, con l’assurda ‘sentenza Cappato’, ha mietuto la prima vittima anche in Lombardia. Si conferma la totale perversione in atto del Servizio Sanitario Nazionale, il cui scopo dovrebbe essere quello di curare e alleviare le sofferenze e non di creare procedure per eliminare i sofferenti, inducendoli così a sentirsi un peso inutile.
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Con enorme rammarico e tristezza apprendiamo che la deriva eutanasica aperta dalla Corte Costituzionale nel 2019, con l’assurda ‘sentenza Cappato’, ha mietuto la prima vittima anche in Lombardia. Si conferma la totale perversione in atto del Servizio Sanitario Nazionale, il cui scopo dovrebbe essere quello di curare e alleviare le sofferenze e non di creare procedure per eliminare i sofferenti, inducendoli così a sentirsi un peso inutile.
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Il primo caso di suicidio assistito in Lombardia è stato gestito nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale, come ha affermato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in un’intervista a Tgcom24. “Abbiamo semplicemente seguito il dettame della Corte costituzionale”, ha dichiarato, precisando che una sentenza della Consulta diventa automaticamente un diritto costituzionalmente acquisito.
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Sul primo caso di suicidio assistito in Lombardia "noi abbiamo semplicemente seguito il dettame della Corte costituzionale, una sentenza della Consulta significa che diventa un diritto costituzionalmente acquisito". Lo ha sottolineato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso a Tgcom24. "Il dibattito politico è una questione che non riguarda la componente tecnica e il significato della sentenza della Corte che ha affermato che, nel caso in cui corrispondano i 4…
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Milano, 14 feb. – “Abbiamo dimostrato che anche senza una decisione di giunta e senza una legge regionale il rispetto del dettame costituzionale può essere sicuramente eseguito”. Lo ha detto l’assessore la welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando a TgCom24 del primo caso di siucidio assistito eseguito il Lombardia sulla base delle sentenza della Corte costituzionale sul caso Dj Fabo.
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Una donna di cinquant’anni, affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni, è morta nella sua casa dopo l’auto-somministrazione di un farmaco letale fornitole dal Sistema sanitario nazionale. Si tratta del primo suicidio assistito in Lombardia e del sesto in Italia. La condizione patologica della donna lombarda rientrava nei criteri della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale alla quale riferisce la proposta di legge Cappato.
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"Non è questione di autorizzare" il suicidio medicalmente assistito, anche perché "l'autorizzazione l'ha data la Corte costituzionale con le proprie sentenze. Noi non abbiamo fatto altro che, attraverso il comitato etico, trovare delle linee di condotta che verranno estese a tutta la Regione". Il governatore Attilio Fontana ha risposto così, a margine di un evento a Varese, a chi gli chiedeva del primo caso di suicidio assistito in Lombardia.
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Come ha spiegato l'associazione Luca Coscioni, Serena nove mesi fa aveva inviato la richiesta di verifica delle sue condizioni ad inizio maggio 2024. L'azienda sanitaria a fine luglio 2024, dopo l'acquisizione del parere del comitato etico, aveva comunicato alla donna il possesso dei requisiti stabiliti dalla Corte con la…
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Aveva 50 anni e ha passato gli ultimi 30 convivendo con la sclerosi multipla, malattia che l'ha paralizzata, costretta a una condizione di totale dipendenza e logorata. È la storia di Serena,... Leggi tutta la notizia
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"Serena" (nome di fantasia per tutelarne la privacy), una donna cinquantenne affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni, è deceduta nelle scorse settimane nella sua abitazione in Lombardia. Ha scelto di porre fine alla propria vita tramite l’autosomministrazione di un farmaco letale, fornito dal Servizio Sanitario Nazionale insieme alla strumentazione necessaria. Immobilizzata dalla malattia e completamente dipendente…
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Condividi questo articolo Pubblicità Una donna di 50 anni, affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni, ha scelto il suicidio assistito nelle scorse settimane, diventando il primo caso in Lombardia e il sesto in Italia. Dopo nove mesi di attesa, il Servizio sanitario nazionale le ha fornito il farmaco letale e la strumentazione necessaria per l’auto-somministrazione, avvenuta nella sua abitazione, alla presenza dei suoi cari e del dottor Mario Riccio
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– Dopo il caso di Serena, la donna cinquantenne affetta da sclerosi multipla progressiva, che ha ottenuto dopo nove mesi di poter accedere al suicidio assistito (prima volta in Lombardia) e dopo l’approvazione della prima legge regionale sul fine vita, in Toscana, torna alla ribalta il tema del diritto a una morte degna, in presenza di determinati requisiti. La vicenda di Serena e prima di…
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In Lombardia si è verificato il primo caso di suicidio assistito, il sesto in Italia. Una donna cinquantenne, affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni, ha scelto di porre fine alla sua vita attraverso l'auto-somministrazione di un farmaco letale fornito dal servizio sanitario nazionale. Questo episodio riporta al centro del dibattito il tema del diritto alla morte e il ruolo delle istituzioni sanitarie.
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Una cinquantenne affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni è morta nelle scorse settimane a casa sua, nella località dove viveva, in Lombardia, a seguito dell'auto-somministrazione di un farmaco letale fornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria. Il farmaco e la strumentazione sono stati forniti dal Servizio sanitario, dopo 9 mesi dalla richiesta.
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Una donna malata di sclerosi multipla progressiva, per la prima volta in Lombardia, ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito con un farmaco fornito dal Servizio sanitario nazionale, secondo la procedura stabilita dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019 sulla vicenda di dj Fabo. È il sesto caso in Italia, ma non ce n’erano mai stati nella nostra regione. Al momento, infatti, non c’è una legge nazionale in materia e solo la Toscana ha da poco approvato una norma sul fine vita, che…
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