Nel 2025, il deficit è stato pari al 3,1%, un decimale in più rispetto alle stime del governo. Lo scostamento è minimo e – in condizioni normali - non ne avremmo neppure dato conto. In questa fase, tuttavia, assume una certa rilevanza. Raggiungere già da quest’anno la soglia del 3% avrebbe consentito all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo aperta nel 2024 - insieme ad altri Paesi, a cominciare dalla Francia, con un anno di anticipo.
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Potrebbe apparire una discussione surreale. Ma impegnerà probabilmente il dibattito italiano per i prossimi mesi. Ed è la prova del nove di quanto le regole europee possano apparire al di fuori della realtà. Andiamo con ordine. L’Istat ha pubblicato i dati provvisori sul Pil e sull’indebitamento delle amministrazioni pubbliche. Il governo si aspettava di chiudere il 2025 con un deficit a ridosso, se non di poco sotto, il 3 per cento.
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Redazione digitale Udinese-Fiorentina otto anni dopo Astori. Il calcio ricorda l'ex capitano viola con screening gratuiti True Prima del match al Bluenergy Stadium di questa sera, omaggio a Davide Astori a otto anni dalla scomparsa. In collaborazione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, attivato un progetto di screening cardiologici gratuiti aperto ai tifosi.Stasera, prima di Udinese-Fiorentina, il calcio si fermerà per…
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, il dato non appare sufficiente al chiudere in anticipo la procedura Ue.Lo scorso novembre, infatti, nel presentare le previsioni economiche di autunno, il commissario europeo agli Affari economici, Valdis Dombrovskis aveva spiegato che l'uscita dalla procedura era possibile questa primavera, ma appunto a condizione che il deficit italiano fosse "confermato sotto il 3% del Pil". In quelle previsioni Bruxelles stimava il deficit dell'Italia proprio al 3% del Pil.
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Nel 2025 la pressione fiscale complessiva, ovvero l’ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi, è risultata pari al 43,1% del Pil, in aumento rispetto al 42,4% dell’anno precedente. Lo rende noto l’Istat spiegando che il dato sale “per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%)”. Inoltre l’Istat certifica che il Pil italiano nel 2025 è cresciuto in volume dello 0,5%.
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Lunedì 2 marzo 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Il dato Istat che indica, in via provvisoria, un deficit al 3,1% del Pil – in calo rispetto al 3,4% del 2024 – conferma che la direzione intrapresa dal Governo è quella giusta. Parliamo di numeri non ancora…
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Nel 2025 l'economia italiana registra una crescita del Pil in volume dello 0,5% su base annua. Lo rileva l'Istat. L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, migliora attestandosi al 3,1% rispetto al 3,4% del 2024. Il debito sale invece al 137,1% dal 134,7%. In aumento la pressione fiscale, al 43,1% contro il 42,4% dell'anno precedente. L'Istat spiega che sale "per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti…
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L’Italia chiude il 2025 con una crescita economica contenuta, ma in linea con le attese: il Pil in termini reali è aumentato dello 0,5% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dai dati pubblicati dall’Istat che evidenziano segnali di stabilità per l’economia che nei mesi scorsi aveva mostrato segnali di rallentamento a causa dell’inflazione ancora elevata e delle tensioni geopolitiche. Pil italiano 2025: crescita contenuta ma stabile Sul fronte dei conti pubblici, il deficit…
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L’economia italiana ha chiuso il 2025 con una crescita del Pil dello 0,5% in termini reali, un valore inferiore alle attese, che l’istituto fissava allo 0,7%. Il valore nominale del prodotto interno lordo ha raggiunto 2.258.049 milioni di euro, con un incremento del 2,5% rispetto all'anno precedente. Sul fronte della finanza pubblica, il rapporto deficit/PIL si è attestato al -3,1%, ancora oltre la soglia del 3% fissata dai trattati europei.
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Roma, 2 mar. – Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Ad ottobre scorso, nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, il governo prevedeva di raggiungere il 3,0%.
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Roma, 02 mar - La pressione fiscale nel 2025 e' risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all'anno precedente (era 42,4%), per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%). La pressione fiscale e' aumentata dunque di 0,7 punti percentuali. Lo comunica Istat. La spesa per interessi e' cresciuta dell'1,9%. bab. Gli ultimi video Radiocor (RADIOCOR) 02-03-26 10:07:24 (0195)PA 3 NNNN
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Roma, 2 mar. – Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Lo ha reso noto l’Istat.Il saldo primario, ossia l’indebitamento netto meno la spesa per interessi, misurato in rapporto al Pil è stato pari a +0,7% (+0,5% nel 2024). Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024.
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