Sarà un «anno complesso», questo 2024 appena iniziato, segnato dalle elezioni europee ma anche dalle «riforme prioritarie» come quella della giustizia e dell'autonomia, oltre naturalmente a quella costituzionale. Giorgia Meloni incontra i giornalisti nella tradizionale conferenza che, rinviata due volte per indisposizione della premier, da fine anno è slittata a inizio 2024. Quarantacinque domande, tre ore e una sola interruzione, con la richiesta di andare in bagno.
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«Non sono ricattabile». Giorgia Meloni quattordici mesi fa aggiungeva questa postilla all’elenco di aggettivi poco teneri stilato da Silvio Berlusconi su un foglio in Senato. Ora la premier ribadisce il concetto. Perché è «una persona che non si spaventa facilmente e lo stanno capendo in parecchi». E con il suo governo non c’è spazio per chi in passato «in questa nazione ha pensato di dare le carte».
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