Siria nel caos, avanzano i ribelli jihadisti In Siria avanzano i ribelli jihadisti. Gli islamisti ormai alle porte della città di Hama mentre il presidente Bashar Al Assad lancia la controffensiva per liberare Aleppo. Servizio di Alessio Orlandi Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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"Attualmente siamo in un cessate il fuoco, sottolineo, un cessate il fuoco, non è la fine della guerra". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, in seduta speciale con il governo nella città del nord di Nahariya, al confine con il Libano. .
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Siria, i ribelli conquistano località nella provincia di Hama 03 dicembre 2024 Roma, 3 dic. - Dopo aver conquistato ampie zone del Nord, i ribelli guidati dagli islamisti sono avanzati verso la quarta città della Siria, Hama. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani hanno preso il controllo di diverse località della provincia dopo violenti scontri con le forze siriane. Il gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e i suoi alleati hanno incontrato una resistenza molto più dura nelle campagne a…
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Milano, 3 dic. Un lungo convoglio di auto che trasportano curdi siriani che evacuano la regione di Aleppo. verso aree sicure. In seguito all'assalto da parte di gruppi sostenuti da Ankara che hanno preso il controllo delle città in cui vivevano in tanti si spsotano verso zone controllate dai curdi più a est. L'attacco dei gruppi sostenuti dalla Turchia è avvenuto pochi giorni dopo che il gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e le fazioni alleate hanno lanciato…
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Nelle prime ore della notte, due villaggi del sud del Libano sono stati bersagliati dai raid israeliani. I bombardamenti, che hanno avuto luogo nella regione di confine tra Libano e Israele, hanno provocato almeno nove vittime e diversi feriti. Le autorità sanitarie libanesi hanno confermato l’ampiezza della tragedia, sottolineando l’intensità degli attacchi che non hanno risparmiato neanche le aree residenziali.
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I ribelli siriani controllano ormai la maggior parte di Aleppo e in rete è circolato un video che mostra i miliziani entrare in quello che si ritiene essere un palazzo di proprietà del presidente Bashar al-Assad. Il video mostra i ribelli intenti a esplorare diverse grandi sale di rappresentanza, per poi salire lungo scale di marmo per raggiungere le camere da letto e i bagni. LaPresse
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Dopo la ritirata dell’Esercito arabo siriano dalla regione di Aleppo, le Forze della Siria Democratica (Sdf) hanno inviato ingenti rinforzi nei quartieri Ashrafieh e Sheikh Maqsoud della città, parte dell’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord est (Daanes), seppur geograficamente divisi dal resto del territorio autonomo. «La situazione si fa sempre più cupa. I bisogni primari come l’acqua, l’elettricità e il pane si stanno esaurendo.
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È ripartita l’offensiva dei ribelli contro il regime di Bashar al Assad. Hanno colto l’occasione fornita dal mutamento intervenuto nella situazione geopolitica della regione Con la Russia di Putin, grande alleata di Assad, concentrata sul fronte ucraino, con i miliziani di Hezbollah ridimensionati militarmente da Israele e non in condizione di mandare dal Libano combattenti in Siria per sostenere l’esercito di Assad.
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Siria nel caos, Assad attacca Usa. Iran sostiene il regime Siria. Nel paese sono entrate milizie sostenute dall’Iran per aiutare le forze dell’esercito di Bashar Al-Assad che combattono contro i ribelli jihadisti. Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Siria, i ribelli jihadisti conquistano l'aeroporto di Aleppo I ribelli che si oppongono al regime di Assad hanno preso il controllo dell'aeroporto militare di al-Nayrab ad Aleppo, in Siria. I gruppi armati, che dal 27 novembre si scontrano con le forze del regime nel nord del paese, continuano ad avanzare a est e sud-est di Idlib. Dopo l’inizio delle operazioni dei gruppi armati anti-regime contro Aleppo, le forze del regime siriano hanno perso in breve tempo il controllo di vaste aree.
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Nell’estate del 2011 fu proprio ad Aleppo che germogliò il seme, piantato nella piccola cittadina di Dar’a, delle proteste anti-governative siriane. Oggi, a più di 13 anni dall’inizio della guerra civile siriana, la nuova fiammata dell’interminabile conflitto divampa ancora in quella che è per tutti la città martire del Paese: la seconda più grande, gioiello culturale devastato da un assedio durato quattro anni e…
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Sono gli ultimi giorni di dicembre 2016 e Damasco è fredda, forse più del solito. La gente, dopo essersi lasciata alle spalle il Natale, affolla le vie della città sognando l'anno che verrà. Qui, mentre l'Isis cerca di imporre una sola bandiera (quella nera) e un solo credo (quello dell'islam più radicale) tutti festeggiano la nascita di Cristo. Perché qui, in quello che rimane della capitale, non importa a quale religione tu appartenga.
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