È una vittoria chiaramente di Trump, ma non possiamo non riconoscere che si tratta di una questione che riguarda il rapporto tra Occidente e i paesi arabi. Anzi. È un dialogo aperto tra tre civiltà. Occidente. Ebraismo. Mediterraneo. Il Medio Oriente cosa significa? Che vuol dire? Realtà Arabe da una parte e islamiche musulmane dall’altra. Un atto importante. Che pone sul tappeto non soltanto la questione della pace o della tregua.
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Ottobre 2025. Dopo quasi due anni di guerra, distruzione e sofferenza, il Medio Oriente torna a pronunciare una parola che sembrava scomparsa dal suo lessico: pace. Israele e Hamas, con la mediazione di Stati Uniti, Egitto e Qatar, hanno firmato un accordo che prevede il cessate-il-fuoco immediato, lo scambio di ostaggi e prigionieri e l’apertura dei valichi di Gaza agli aiuti umanitari. È il primo passo concreto verso una possibile distensione dopo le drammatiche giornate del 7 ottobre 2023, quando un…
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Di Shorsh Surme – Subito dopo l’incontro di Sharm el-Sheikh, la firma dell'”accordo di Gaza” e l’omaggio a Donald Trump per il suo ruolo nella mediazione per il cessate-il-fuoco, i partecipanti sono tornati a riflettere seriamente sulle difficoltà e gli ostacoli che si presentano nel consolidamento della tregua e nel passaggio alla fase successiva del “piano Trump”, cioè per trasformare il tutto in una “pace duratura”.
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È passata appena una settimana dalla trionfale accoglienza di Donald Trump in Israele e dalla solenne cerimonia per la firma della «Pace di Sharm el-Sheikh», primo passo del nuovo Medioriente. Eppure, l’impressione è quella di essere tornati al punto di partenza. Purtroppo, era prevedibile. Hamas non vuole la fine delle ostilità, perché in questo modo cesserebbe di esistere. Il premier Netanyahu ha accettato solo per non irritare Trump e l’estrema destra, che tiene in piedi il suo governo, spera che si possa riprendere il lavoro di cacciata dei…
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La pace si fa tra nemici. È il primo requisito di ogni negoziato. Ed anche il principale problema del cessate il fuoco che Donald Trump spera di trasformare in pace "eterna" per tutto il Medioriente. I risultati purtroppo si vedono. A neanche una settimana dalla restituzione degli ostaggi israeliani ancora in vita e dalla liberazione di quasi duemila prigionieri palestinesi, le intese scricchiolano.
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ROMA Il ministero degli Esteri israeliano ha accusato Hamas di continuare "deliberatamente" a violare il cessate il fuoco a Gaza, accusando i presunti "terroristi di Hamas" di aver oltrepassato la linea gialla a est di Gaza City e di "rappresentare una minaccia" per le truppe israeliane. Stamattina l'Idf ha fatto sapere che le forze armate hanno aperto il fuoco sui due gruppi. Israele ha avvertito i palestinesi di non oltrepassare la linea che delimita la sua area di controllo a…
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Ieri la diplomazia americana è andata in tilt per salvare il cessate il fuoco a Gaza. Militanti di Hamas erano spuntati da un tunnel a Rafah con missili anticarro; l’aviazione israeliana aveva subito risposto contro una ventina di obiettivi del movimento. Fuocherelli su cui entrambi hanno gettato acqua. Israele aveva avvertito gli americani; Hamas si è precipitato a dire «non ne sappiamo niente» …
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Editorialista di Haaretz, il quotidiano progressista di Tel Aviv, Alon Pinkas non è fiducioso, per usare un eufemismo, che la tregua regga. Assieme agli Usa è stata la Turchia, ancor più di Qatar ed Egitto, l’artefice del cessate il fuoco? L’artefice è stato Trump, in virtù delle pressioni esercitate su Netanyahu e, di conseguenza, della …
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Una tregua che non è ancora pace, quella tra lo Stato d’Israele ed Hamas. Intanto però le armi sono state messe da parte e a Gaza si torna a vivere. Il resto si realizzerà un passo alla volta. O meglio: una «fase» alla volta, per dirla con l’ambasciatore Giampiero
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Il piano Trump è come il formaggio svizzero: pieno di buchi che ognuno cercherà di tappare o ignorare a modo suo. Nell’infinita e forse infinibile contesa israelo-palestinese è sempre stato così. Perché né gli israeliani né i palestinesi rinunciano all’idea che lo spazio conteso fra Mediterraneo e Giordano sia casa loro. Tutto. Per entrambi qualsiasi concessione è provvisoria. La catastrofe in c…
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Di Tito Borsa Anche io, ovviamente, pur riconoscendo tutti i limiti della tregua a Gaza, spero che duri. Ma le premesse, sia da parte israeliana che da parte palestinese, sono tutt’altro che rassicuranti. La diplomazia non è una scienza esatta, deve fare i conti anche con le emozioni umane e a Gaza, svanito l’entusiasmo per la tregua, non potrà che trionfare la rabbia. La rabbia di una parte del governo israeliano, in particolare di Bezalel Smotrich e di Itamar Ben Gvir e dei…
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Uno stato palestinese può nascere solo se non è uno stato terrorista. Una svolta resa possibile grazie al coraggio di Trump. Brava Meloni ad averlo capito Per gentile concessione dell’autore ripubblichiamo un articolo di Antonio Gozzi apparso su Piazza Levante. L’accordo di pace per Gaza firmato il 13 ottobre a Sharm el Sheikh alla presenza di molti leader arabi, islamici e occidentali tra cui la nostra premier Giorgia Meloni, unica donna presente al vertice, rappresenta una svolta negli equilibri geopolitici per il Medio Oriente, ed è…
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Il portavoce del capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres, Stephane Dujarric, afferma che le notizie secondo cui i corpi palestinesi restituiti a Gaza questa settimana presentano segni di tortura «sono estremamente preoccupanti». «E come abbiamo detto più volte, bisognerà accertare le responsabilità per tutte le violazioni del diritto internazionale a cui abbiamo assistito durante questo…
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Caro Aldo,il centrosinistra e la piazza «arcobaleno» (che non è solo sinistra, ma un caotico ventaglio) sono in crisi per la pace fatta da destra. Ma Trump non è il primo «sovranista» che viene osannato per aver compiuto un atto di pace o tregua che dir si voglia. Alla Conferenza di Monaco del 1938, Mussolini giocò un ruolo da mediatore tra la Germania nazista e le potenze occidentali (Regno Unito e Francia) per evitare una guerra, cedendo i Sudeti cecoslovacchi alla Germania.
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«Stiamo indagando e continueremo a indagare su quel giorno e sull'intera guerra, in modo veritiero, trasparente e professionale. Lo dobbiamo agli ostaggi, agli assassinati e ai caduti, ai feriti e all'intero Stato di Israele». Così il capo di Stato maggiore israeliano, generale Eyal Zamir, in una lettera alle truppe in occasione dell'anniversario…
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