Di: Federico Talarico (con MariaRosaria Maruca) Un’impressionante operazione di polizia ha paralizzato martedì la città di Rio de Janeiro, provocando 132 morti. L’intervento era volto a contrastare l’espansione territoriale dell’organizzazione criminale Comando Vemelho (CV). La polizia ha dispiegato 2’500 agenti, due elicotteri, 32 blindati e dodici mezzi di demolizione nei quartieri di Penha e di Complexo do Alemão
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Approfondimenti:
Rio de Janeiro, caos nelle favelas: oltre 130 morti nella maxi-operazione contro il Comando Vermelho
Sale a oltre 130 il numero delle vittime della maxi-operazione di polizia scattata a Rio de Janeiro contro il gruppo criminale del “Comando Vermelho”, il secondo più potente del Brasile. Lo riferisce Cnn Brasil, citando l’Ufficio del Difensore pubblico della città. Finora il bilancio ufficiale parlava di 64 morti, tra cui quattro agenti. L’aggravamento è emerso nelle prime ore del mattino di ieri, quando oltre 60 corpi sono stati ritrovati e…
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La chiave per comprendere gli avvenimenti di Rio de Janeiro è duplice. La criminalità organizzata controlla in modo capillare vaste aree della città e del Paese, mentre la politica–divisa tra livello statele e federale--si affida ad operazioni brutali ma di facciata, simili a quelle di Donald Trump. Partiamo dal controllo del territorio. In questo momento a Rio sono attivi tre grandi gruppi in …
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È stato un risveglio tragico, quello di ieri nel Complexo da Penha: 40 corpi di persone assassinate giacevano sull’asfalto, coperti da teli, di fronte agli occhi stralunati di una comunità in stato di shock: nella sanguinosa storia delle operazioni di polizia nelle favelas di Rio de Janeiro, quella condotta martedì nella zona nord della città, tra Penha e Alemão, è stata la più violenta che si ricordi.
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Erano anni che non si vedeva a Rio de Janeiro un’operação policial di tale portata e ferocia. Chiunque abbia familiarità con la violenza delle politiche di sicurezza e con la truculenta polizia carioca, ricevendo questa notizia, non può che pensare alle persone comuni, gli abitanti ordinari, persone che portano avanti con grande dignità e resilienza il loro quotidiano in quelle che la maggior parte dei giornali italiani, con ignoranza, continua a definire baraccopoli.
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