Honda ha mostrato i prototipi ibridi di Accord e Acura RDX, trasformando due modelli molto concreti nel segnale più visibile del nuovo equilibrio industriale del gruppo. La casa giapponese non sta semplicemente aggiornando una gamma: sta spostando risorse dagli EV puri verso powertrain ibridi di nuova generazione. Il piano prevede 15 nuovi modelli ibridi globali entro il 2030, con una forte attenzione al Nord America
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Per anni il messaggio era stato chiaro: puntare tutto sull’elettrico e arrivare a una gamma completamente a zero emissioni entro il 2040. Ora però qualcosa è cambiato. Honda rivede la propria strategia globale e rallenta la corsa verso l’elettrificazione totale, scegliendo un approccio più prudente e realistico. La decisione è la risposta a uno dei momenti più delicati della storia del brand. Per la prima volta dal 1957 il bilancio Honda è andato in negativo, un risultato che ha acceso un campanello…
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In Giappone Toyota e Honda hanno preso strade diverse e i fatti stanno dando ragione alla Casa delle tre ellissi. Con uno slancio sin troppo ottimistico Honda aveva provato a stravolgere i canoni storici con inedite tecnologie full electric, ma i risultati non sono stati incoraggianti. Alla luce del panorama globale Honda ha scelto di rinunciare a una gamma solo elettrica nei prossimi anni, preferendo una transizione più graduale e sostenibile.
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Solo l'Europa è messa peggio del Giappone quando si parla di industria automobilistica. Mentre Toyota annuncia la necessità di dover riorganizzare il proprio modo di fare impresa per sopravvivere, Honda comunica il primo rosso di bilancio dal 1957. Da qui la decisione di cambiare completamente strategia: niente più solo elettriche entro il 2040, pronti 15 nuovi modelli ibridi.Non funzionaL'obiettivo di costruire esclusivamente automobili elettriche entro il 2040, è stato dichiarato "irrealistico" dal…
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L’Honda va in rosso e rottama il verde elettrico Honda chiude per la prima volta in rosso un esercizio dal 1957. A zavorrare i risultati le attività legate all'auto elettrica. Fa "hansei" profondendosi in lunghi inchini l'amministratore delegato, Toshihiro Mibe. Il full electric viene rinviato al 2050 e ora si accelera sull'ibrido per provare a ripartire Anche Honda, dopo Ford, Stellantis, Porsche e altre Case automobilistiche, si aggiunge all’elenco sempre più lungo dei marchi pronti a ingranare la retromarcia…
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C’è un momento preciso in cui la realtà bussa alla porta dei grandi sogni industriali, e per Honda quel momento ha la forma di un bilancio colorato di rosso sangue. Per la prima volta dal 1957, la Casa di Tokyo ha registrato un risultato finanziario negativo, un evento storico che ha costretto il CEO Toshihiro Mibe a una manovra tanto drastica quanto inaspettata: un deciso e clamoroso passo indietro nella strategia di elettrificazione totale.
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In breve: Perdite EV stimate in 16 miliardi di dollari in due anni (2025-2027): Honda da sola rappresenta circa il 23% dei 70 miliardi persi complessivamente dalle principali case auto sugli EV. Bloccati tre modelli elettrici per il Nord America e congelati uno stabilimento EV e una fabbrica batterie in Canada. Il nuovo piano: 15 modelli ibridi entro marzo 2030, target vendite ibride alzato a 2,5 milioni di unità.
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Fino a poco tempo fa l'auto elettrica "era" al centro della strategia di prodotto. Adesso, un marchio dopo l'altro sta facendo marcia indietro. E che sia chiaro: ad oggi il divieto di vendere auto nuove con motore benzina o diesel nei Paesi UE dal 2035 è ancora la regola ufficiale. Certo, la legge potrebbe essere modificata nei prossimi anni, perché diversi governi e costruttori continuano a chiedere una revisione, e non si tratta solo dell'Europa, ma della strategia globale delle case auto.
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Di fronte a uno storico risultato negativo, Honda ha annunciato un deciso cambio di rotta. Per la prima volta dal 1957 la Casa giapponese ha registrato un rosso in bilancio, e il CEO Toshihiro Mibe ha dovuto ammettere la difficoltà presentando un nuovo piano strategico basato su due pilastri: l’abbandono del target 2040 per la completa elettrificazione della gamma e l’introduzione di 15 modelli ibridi entro il 2030, tra novità e aggiornamenti.
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Il folto elenco di costruttori che iscrivono perdite a bilancio dovute all’esposizione sull’elettrico, con strategie di prodotto errate incrociate con la domanda del mercato, si arricchisce di Honda, che per la prima volta nella sua storia chiude un esercizio in passivo per 2,3 miliardi di euro, al cambio attuale con lo yen. Cancellare i due modelli 0 Series quando avrebbero dovuto essere, invece, in procinto del lancio sul mercato, e cancellare la joint venture con Sony (Afela) ha…
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Honda ha registrato la prima perdita annuale dalla sua quotazione in Borsa avvenuta nel 1957. Nelle scorse settimana, la società giapponese aveva rivisto al ribasso le stime per l'anno fiscale che si è chiuso il 31 marzo scorso. Ora abbiamo la conferma di tali risultati. Honda ha chiuso l’esercizio fiscale terminato a marzo con una perdita operativa di 414,3 miliardi di yen, pari a circa 2,6 miliardi di dollari.
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Honda cambia radicalmente strategia: niente più obiettivo di una gamma completamente elettrica e sviluppo di una nuova generazione di modelli ibridi con 15 novità previste entro il 2030. La Casa giapponese rivede così il proprio piano industriale dopo una fase complicata sul fronte dell’elettrico, che ha portato a risultati economici negativi e a un ripensamento delle priorità. Il gruppo, uno dei più importanti costruttori al mondo, ha infatti registrato una perdita di circa 2,59 miliardi di…
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Honda ha rivisto la sua strategia, mettendo l'ibrido al centro dei suoi interessi. La casa automobilistica investirà molto su questa tecnologia e a partire dal 2027 inizierà a lanciare modelli elettrificati di nuova generazione, caratterizzati da un sistema ibrido e una piattaforma completamente nuovi. Honda prevede di lanciare 15 nuovi modelli ibridi a livello globale entro la fine dell'anno fiscale che si concluderà il 31 marzo 2030, principalmente in Nord America, uno dei mercati prioritari.
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Honda ha annunciato oggi la sua prima perdita operativa dal 1957, a seguito di una profonda revisione della sua strategia per i veicoli elettrici negli Stati Uniti. La seconda casa automobilistica giapponese dopo Toyota ha dichiarato che la perdita operativa dello scorso anno, pari a 414,3 miliardi di yen (2,6 miliardi di dollari), è dovuta a ingenti svalutazioni contabili nel settore dei…
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Per Honda si chiude uno degli esercizi più difficili dalla nascita moderna del gruppo. Il colosso giapponese dell’automotive ha archiviato l’anno fiscale terminato a marzo con una perdita netta di circa 424 miliardi di yen, pari a 2,29 miliardi di euro, segnando un passaggio storico per una delle case automobilistiche più solide e prudenti dell’industria asiatica. È la prima perdita operativa dalla quotazione di Honda in Borsa del 1957.
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Il produttore automobilistico giapponese Honda Motor ha registrato giovedì la prima perdita annuale dalla sua quotazione in borsa, a seguito dei dazi commerciali statunitensi e della significativa svalutazione del business dei veicoli elettrici. Lo scorso marzo, infatti, l'azienda aveva segnalato spese e perdite fino a 2.500 miliardi di yen a seguito di una profonda revisione della propria strategia nel settore EV.
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Per la prima volta in 69 anni Honda Motor ha chiuso l’esercizio con una perdita operativa. Il colosso giapponese, secondo produttore di auto del Paese dopo Toyota, ha annunciato un rosso di 414,3 miliardi di yen (2,6 miliardi di dollari) interamente imputabile a massicce svalutazioni nel settore dei veicoli elettrici. La causa scatenante è una profonda revisione della strategia EV sul mercato americano, fino a ieri considerato il pilastro della transizione green del…
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ADATTARSI AL MERCATO Dopo il cambio di rotta sull’elettrico che ha portato alla cancellazione del progetto 0 Series (qui la notizia), la Honda punta con decisione sulle ibride per rilanciare la redditività nel settore automobilistico. Nel corso del annuale Honda Business Briefing, il ceo Toshihiro Mibe ha illustrato una strategia molto pragmatica: adattarsi a un mercato che oggi premia ancora le full hybrid, senza però abbandonare l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050.
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