Un morto in divisa dell’esercito libanese, un’intera famiglia uccisa, un bilancio di 16 morti destinato ad aggravarsi. È solo l’ultimo capitolo del continuo fuoco esploso sabato 20 giugno dall’Idf nel Libano sud. Le ripercussioni sono state immediate: fermati di nuovo i flussi a Hormuz, stretto nella tenaglia del controllo dei pasdaran. La prosecuzione della dinamica bellicista israeliana stava mettendo e continuerà a mettere a repentaglio i negoziati.
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Il presidente USA Donald Trump, in un’intervista ad Axios pubblicata venerdì, ha sostenuto che la firma da parte dell’Iran di un memorandum per la fine della guerra equivale a una "resa incondizionata" e ha detto: "Forse davvero questo memorandum è una resa incondizionata. Io la vedo così. Guardate, non è rimasto loro un esercito. Tutte le loro navi sono in fondo al mare, 159 navi. Era tutto quello che avevano".
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Libano, Protezione civile: “Almeno 16 morti e 12 feriti nei raid Idf dopo il cessate il fuoco” Sono almeno 16 le persone che sono state uccise oggi in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani condotti il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco concordato da Israele e Hezbollah. Lo rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi israeliani contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese.
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