Il caldo insopportabile di questi giorni ha messo ko anche Giacomo Bozzoli decretando la fine, insieme a un’altra serie di errori, della sua latitanza. Era in funzione giovedì scorso il motore esterno dell'aria condizionata della villa sul lago di Garda. Segno che qualcuno si trovava all'interno. Così i carabinieri, già in zona perché insospettiti da una telefonata su una delle utenze intercettate, hanno perquisito le…
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Tradito dall'aria condizionata. Così gli inquirenti sono riusciti a catturare Giacomo Bozzoli nella sua villa di Soiano sul Garda giovedì 11 luglio, dopo 11 giorni di latitanza. Quel giorno l'impianto di climatizzazione era acceso, a differenza dei giorni precedenti. Ma non sarebbe questo l'unico dettaglio ad aver messo gli investigatori sulla pista giusta. A indirizzarli, una soffiata arrivata…
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Fermo immagine Tg1 A Soiano del Lago, piccola località sulle sponde bresciane del Garda, la villa della Primula Rossa è già diventata meta di pellegrinaggio in una via vai di curiosi. Ci si ferma, si scruta oltre il cancello, si scatta qualche foto alla facciata, si confabula. Nessuno qui conosce personalmente la famiglia, eppure sono già nate le fazioni, tra colpevolisti e innocentisti. Le mille sfaccettature dell'animo umano hanno già mostrato il loro volto.
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Il motore esterno dell'aria condizionata. Giovedì era in funzione, i giorni precedenti no. Segno che in casa c'era qualcuno, e non era la sua compagna perché i carabinieri avevano la certezza che lei fosse a casa dei genitori. È questa la «leggerezza» che ha tradito Giacomo Bozzoli: aver acceso il condizionatore. La fine della sua latitanza è una strada in rapida discesa…
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BRESCIA — Tradito dalla voglia di vedere il figlio. Incastrato da una telefonata senza risposta fatta per organizzare l’incontro con lui. È bastato uno squillo all’alba di giovedì ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Brescia per capire che la latitanza di Giacomo Bozzoli era arrivata agli sgoccioli. Quella chiamata, partita da un numero sino a quel momento sconosciuto agli inquirenti, era d…
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Giacomo Bozzoli, condannato definitivamente all'ergastolo per l'omicidio dello zio e arrestato dopo undici giorni di latitanza, continua a dichiararsi innocente. Ha sostenuto che ci sarebbe un testimone austriaco in grado di scagionarlo.
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La procura di Brescia ha chiesto il trasferimento, dal carcere di Brescia a quello milanese di Bollate, per Giacomo Bozzoli, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario. La decisione è stata presa per il timore che il 39enne possa compiere atti autolesionistici. In serata l'uomo, che si è sottratto per 11 giorni alla cattura, è stato portato in quella che è considerata una struttura 'modello'.
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Ha chiesto come fare per poter vedere suo figlio Giacomo Bozzoli, trasferito venerdì 12 luglio nel carcere di Bollate a Milano, dopo la prima notte trascorsa nel penitenziario di Canton Mombello, Brescia. Una notte da sorvegliato a vista, considerato lo stato di choc in cui è arrivato e il conseguente rischio di atti autolesionistici. Giovedì 11 luglio Bozzoli era stato scovato in una cassapanca nella villa di Soiano sul Garda, nel…
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(Adnkronos) – Prima notte in carcere per Giacomo Bozzoli, il 39enne condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio dello zio Mario e la distruzione del suo cadavere nel forno della fonderia a Marcheno in provincia di Brescia l’8 ottobre 2015. Bozzoli,recluso dalla serata di ieri nel penitenziario di Brescia Canton Mombello, è sorvegliato a vista nel reparto ‘nuovi arrivi’. La scelta per evitare che l’uomo, che continua a professarsi innocente, possa compiere atti…
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