Le Borse non temono il Venezuela, anzi le nuove prospettive di sfruttamento dei giacimenti di petrolio e di ricostruzione delle infrastrutture fanno volare i colossi del greggio e le azioni delle energetiche. A salire, soprattutto in Europa e in Asia, è anche il settore della difesa, mentre l’oro torna ad avvicinarsi alla quota record di 4.500 dollari l’oncia, visto che alcuni investitori puntano su un bene rifugio in caso di nuove tensioni geopolitiche.
Leggi
Altre informazioni:
Il rebus del petrolio venezuelano Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ieri che “gestire” il Venezuela per anni “non ci costerebbe nulla: ci sono i proventi del petrolio“. Lo ha detto durante una conferenza stampa. “Non vogliamo che il Paese dia rifugio ai nostri nemici. Ci riprenderemo il petrolio, come avremmo dovuto fare tempo fa“, ha affermato, aggiungendo che l’operazione è stata “estremamente” importante.
Leggi
ROMA – Le tre maggiori società petrolifere, cioè Chevron, ExxonMobil e ConocoPhillips, con guadagni tra il 2 e il 6%. I colossi dei servizi di perforazione ed estrazione come Halliburton e Slb, addirittura +11%. E poi i raffinatori come Valero, che ha strappato al rialzo del 10%. Ieri la Borsa ha decretato i primi – per quanto parziali – vincitori del blitz trumpiano in Venezuela. Sono i big del …
Leggi
