Chi lo avrebbe mai detto che il caro carburante, legato agli attuali conflitti internazionali, potesse incidere così profondamente anche su un prodotto naturale come il miele? Eppure è proprio quello che sta accadendo anche in Lunigiana, dove gli apicoltori guardano con crescente preoccupazione alla stagione appena iniziata. Le speranze, come ogni anno, sono alte: si punta sempre a una produzione non solo buona, ma eccellente.
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Il conflitto USA-Iran ha innescato un effetto domino che va ben oltre il semplice prezzo del carburante alla pompa: per il settore dell’autoriparazione si prospetta una stagione di forte incertezza. Il petrolio è infatti la materia prima fondamentale per produrre vernici, solventi e componenti in plastica che formano gran parte delle vetture moderne. Con le rotte marittime deviate e i costi assicurativi per i trasporti in ascesa, il rischio concreto è che il consumatore finale si trovi a…
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Iran, il conflitto in Medio Oriente mette in crisi la pesca in Croazia 10 aprile 2026 L’aumento dei prezzi del carburante, guidato dalla guerra in Iran, sta minacciando la sopravvivenza di un settore già alle prese con la diminuzione delle catture, normative più severe e costi in aumento. Per molti pescatori della Croazia, ogni viaggio ora comporta l’incertezza sul fatto se il pescato coprirà il costo dell’uscita.
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L’impatto del conflitto in Iran si fa sentire anche sul comparto agricolo trevigiano. A lanciare l’allarme è Coldiretti Treviso, che segnala un forte incremento dei costi di produzione nelle aziende della Marca, con ricadute su più filiere. Secondo quanto evidenziato dal presidente Giorgio Polegato, l’aumento di fertilizzanti, carburanti, plastiche e altri input produttivi avrebbe già comportato rincari superiori al 30%, con costi aggiuntivi fino a 200 euro per…
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La crisi in Medio Oriente si ripercuote in maniera negativa sull’economia globale e quindi anche su quella italiana: il delicato scenario geopolitico internazionale con il blocco dello stretto di Hormuz ha già fatto salire alle stelle i costi dei carburanti, generando una reazione a catena che provoca un aumento generale dei prezzi. Tra i beni più a rischio ci sono il pane e i prodotti da forno in vendita nei panifici di tutta Italia.
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Il caro carburante rischia di lasciare a piedi gli… apicoltori. L’aumento dei costi avrà una ricaduta pesante sul nomadismo, l’antica pratica di spostare le arnie alla ricerca delle fioriture del periodo per produrre mieli monoflora più pregiati e a maggiore valore come l’acacia, il castagno o la sulla. Gli effetti della guerra in Medio Oriente nella vita quotidiana si fanno sentire anche tra gli oltre 17 mila apiari della regione Toscana proprio…
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C'è solo da augurarsi che la tregua tra Usa, Israele e Iran regga e che al cessate il fuoco segua una pace duratura. Perché i prezzi mondiali delle materie prime alimentari sono aumentati a marzo per il secondo mese consecutivo, principalmente a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia legato all'escalation del conflitto in Medio Oriente, secondo l'ultimo indice di riferimento pubblicato il 3 aprile 2026 dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao).
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"E' positivo il cessate il fuoco" in Medio Oriente "ma questo non significa un sollievo immediato. Non vediamo navi che attraversano lo stretto (di Hormuz, ndr). Dobbiamo osservare molto da vicino la situazione, non abbiamo un quadro preciso di ciò che è successo alle infrastrutture ma soprattutto abbiamo costi di trasporto più elevati pur non importando direttamente fertilizzanti da quella parte del mondo".
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Giovedì 9 aprile 2026 Pubblichiamo di seguito la notizia tratta da Bbc.com /// Despite a ceasefire, the Iran war will continue to affect farmers’ costs and therefore food prices. Link alla notizia
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La guerra in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz hanno finora paralizzato le rotte attraverso cui transitano fino al 30% dei fertilizzanti mondiali, causando un rapido aumento dei prezzi, minacciando la disponibilità per la stagione agricola e mettendo in grande difficoltà sistemi produttivi costruiti su una dipendenza strutturale dai concimi chimici di sintesi. Una crisi che, quale sia l'esito della tregua, durerà a lungo e che però non coinvolge chi coltiva con…
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Homepage h2 «La guerra in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz hanno finora paralizzato le rotte attraverso cui transitano fino al 30% dei fertilizzanti mondiali, causando un rapido aumento dei prezzi, minacciando la disponibilità per la stagione agricola e mettendo in grande difficoltà sistemi produttivi costruiti su una dipendenza strutturale dai concimi chimici di sintesi – spiega Demeter Italia, ente certificatore del biodinamico e…
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Il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio internazionale e oggi al centro delle tensioni legate al conflitto con l’Iran, rischia di avere pesanti ripercussioni anche sull’export ortofrutticolo italiano. A pagare il prezzo più alto potrebbero essere i produttori di mele della provincia di Cuneo e il Saluzzese è la parte della “Granda” più vocata per queste coltivazioni e dove la preoccupazione è più forte per una delle eccellenze dell’agroalimentare piemontese
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L’allarme arriva dai forni milanesi: tra tensioni internazionali, costi energetici e materie prime sempre più care, il pane potrebbe subire rincari fino al 30-40%. Dai filoni alle ciabattine, i panettieri parlano di una "tempesta perfetta" e avvertono: senza interventi, anche un bene essenziale rischia di diventare meno accessibile.
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La tregua in Medio Oriente non risolve la crisi dei fertilizzanti. Tonnellate di prodotti in meno e prezzi alle stelle mettono a rischio il comparto agricolo. Tregua o non tregua, il settore agricolo dovrà fare i conti con la grave crisi dei fertilizzanti. Mentre in Medio Oriente la situazione rimane altamente volatile, lo Stretto di Hormuz rimane ancora “zona a traffico limitato”. La sola cessazione delle ostilità, però, non…
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Quando si parla di Stretto di Hormuz, si pensa subito alla pompa di benzina, alle bollette del gas, ai mercati finanziari che tremano a ogni notizia dal Golfo. Giusto. Ma c'è un'altra catena che si è spezzata il 28 febbraio, meno nota ma molto pericolosa nel lungo periodo: quella dei fertilizzanti di sintesi da cui dipende l’agricoltura convenzionale. Dallo Stretto di Hormuz passa circa un terzo del commercio mondiale di fertilizzanti via mare: ammoniaca, urea, fosfati, zolfo
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A dirlo sono le previsioni sull'inflazione, che dimostrano come il conflitto cambierà, e di parecchio, il nostro carrello della spesa, con Bankitalia che stima per il 2026 una crescita del PIL dimezzata (+0,5%) e un'inflazione che potrebbe portarsi al 2,6% o superiore se il conflitto si protrae. Già con gli aumenti dell'inflazione del mese di marzo (+1,7%, rispetto al +1,5% del mese precedente) l'O.
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Le tensioni legate all"Iran stanno riportando il tema energetico al centro dell"attenzione, ma con una configurazione molto diversa rispetto al 2022, afferma Louis Larere, Co-pm di Bdl Convictions. Sul gas, infatti, il mercato resta sorprendentemente resiliente. In Europa, i future restano su livelli contenuti: circa 40 euro al MWh per il 2027 e meno di 30 euro/MWh per il 2028, contro una media di 110 euro nel 2022 (con picchi…
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L'escalation del conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti immediati anche sull’economia agricola italiana. L’aumento dei prezzi di fertilizzanti, carburanti, energia e materiali tecnici, si traduce in un incremento dei costi di produzione. Si arriva fino a 200 euro per ettaro. Una crescita che supera il 30% per molti input produttivi e che, secondo le stime del Centro Studi Divulga, rischia di mettere sotto pressione l’intero sistema agroalimentare…
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La guerra in Iran non riguarda soltanto il petrolio. Dietro il conflitto si muove una catena molto più ampia di conseguenze economiche, che coinvolge trasporti, commercio e beni di consumo. Dalla carne al riso basmati, passando per diverse materie prime e prodotti d’uso quotidiano, i segnali che arrivano dai mercati indicano possibili rincari e difficoltà di approvvigionamento…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Segnali positivi per l’industria italiana della plastica riciclata, dopo mesi in cui la crisi strutturale che attanaglia da tempo il comparto, schiacciato tra alti costi energetici e una feroce concorrenza extra-Ue, ha portato a chiusure e a riduzioni della produzione.
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Di Enrico Mattia Del Punta Il rincaro dei carburanti non si ferma e, insieme al gasolio, aumenta anche il costo di quello che per i campi è un vero e proprio "carburante": l’urea. Il concime alla base della maggior parte delle coltivazioni ha visto raddoppiare i prezzi nell’ultimo mese, come effetto della guerra in Iran e delle tensioni sullo stretto di Hormuz, con possibili ripercussioni sui costi dell’agricoltura.
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Guerra in Iran, prezzi alle stelle per fare la spesa Piantedosi, Claudia Conte e gli incarichi che fanno discutere Ultimatum di Trump all'Iran, il commento di Mauro Corona La guerra in Medioriente sta pesando molto sulle tasche degli italiani Guerra in Iran, prezzi alle stelle per fare la spesa Mentre il mondo politico ed economico affronta una crisi epocale di guerra, la presidenza statunitense mostra una dubbia sensibiliotà.
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Fare la spesa costa sempre di più. È un dato che percepiamo tutti quando andiamo al supermercato. Basta guardare uno scontrino: è aumentato del 25 per cento negli ultimi cinque anni. È una percentuale enorme, soprattutto se consideriamo che nello stesso periodo i salari sono rimasti fermi (e bassi). E oggi la preoccupazione è che questa nuova guerra possa far aumentare ancora quei prezzi. È una preoccupazione che riguarda la nostra vita…
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L'allarme dei panificatori lombardi: "Da guerra in Iran rischio aumento dei prezzi indiscriminato" La guerra di Israele e Usa contro l'Iran e il blocco dello stretto di Hormuz potrebbero riflettersi sui prezzi del pane e dei prodotti da forno in vendita nei panifici italiani. "Questa guerra ci porta un aumento dei prezzi abbastanza indiscriminato, che non si è ancora visto in tutte le sue facce. Il carburante lo vediamo già ora…
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