– In Italia ci sarà un lockdown energetico? E, se sì, quando scatterà? Sono le domande che molti si stanno ponendo da alcuni giorni a questa parte. Il timore è infatti che la guerra nel Golfo, e in particolare la chiusura prolungata dello stretto di Hormuz, possano portare a carenze di materie prime (gas e petrolio in particolare, ma non solo) e a conseguenti misure emergenziali per farvi fronte. Se non un blocco totale stile Covid…
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Illuminazione ridotta, targhe alterne e smart working. Lo spettro di un nuovo lockdown, questa volta energetico, potrebbe prendere forma a partire da maggio. Senza una riapertura rapida dello stretto di Hormuz, infatti, il rischio di tornare a delle restrizioni che richiamano alla mente il precedente periodo pandemico è sempre più concreto. A differenza però del 2020, stavolta non si chiude l’Italia, ma la si spegne, secondo un piano di emergenza che è allo studio di Palazzo Chigi
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La stagione dei prezzi alti e della recessione. Così la guerra di Trump e Netanyahu la paghiamo noi | In In Primo piano | Di Di Rinaldo Gianola Condividi Facebook Twitter WhatsApp Email La guerra distrugge tutto, comprese le speranze italiane di qualche progresso economico. Per colpa delle bombe dell’amico Trump e del sodale Netanyahu spariscono pure i programmi ambiziosi della destra di governo che, dopo una legge di Bilancio al risparmio, puntava…
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Il "Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale" del 2023 è la base sulla quale stanno lavorando i tecnici del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica per elaborare le misure per affrontare la crisi energetica seguita alla guerra in Iran. Il piano verrà aggiornato sulla base delle esigenze del momento, che al momento non possono essere previste, data l'estrema instabilità della situazione bellica.
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«È ciò che si teme. Non tutto, ma molto». Il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde con sincerità alla domanda del Corriere della Sera sul rischio di lockdown energetico e che si blocchino attività nel giro di un mese. Al momento un piano di attuazione non c'è, ma si tratta di ipotesi di misure straordinarie legate all’energia, con un possibile passaggio decisivo già nel mese di maggio. Lockdown energetico Se la…
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Notizie Petrolio: Rischio di Distruzione della Domanda Cresce mentre i Futures sul Greggio Impennano
La domanda di petrolio è sotto pressione mentre il greggio tocca massimi per interruzioni all’offerta. L’analisi mostra un aumento del rischio di distruzione della domanda mentre il rally dei futures mette alla prova i consumatori.
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Che cos'è il lockdown energetico e qual è la situazione energetica in Italia Come funziona il lockdown energetico Come prepararsi al lockdown energetico in Italia Cos’è il lockdown energetico e cosa può succedere in casa? Il lockdown energetico è una misura di emergenza che può essere attivata quando l’energia disponibile non basta per tutti. L’obiettivo è evitare blackout generalizzati, limitando per un periodo i consumi di luce e gas.
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La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno rimescolato le carte sul mercato petrolifero globale, riportando al centro del dibattito pubblico una misura che sembrava archiviata: il lavoro da remoto. Non più simbolo di modernità post-pandemia, ma strumento d’emergenza per ridurre i consumi energetici. Dall’Asia all’Europa, governi e imprese si interrogano su come gestire uno scenario che, fino a pochi…
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La parola "lockdown" stava, solo da poco, iniziando ad appartenere al passato. Pian piano i ricordi di quel giorno in cui, per la prima volta, abbiamo dovuto prendere in considerazione l'idea di vivere senza uscire di casa e senza vedere nessuno si stavano sbiadendo (è facile riabituarsi alla libertà, un po' meno superare il trauma). Ci trovavamo a parlare di lockdown con un misto di stupore e tenerezza, raccontando aneddoti e facendo ironia su quelle giornate passate chiusi in casa mentre fuori…
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Il direttore della International Energy Agency spiega che “il mondo non ha mai sperimentato un’interruzione dell’approvvigionamento energetico di tale portata”. Lunedì la compagnia statale dell'Arabia saudita, Saudi Aramco, ha annunciato sovrapprezzi senza precedenti sulle sue forniture all'Asia e all'Europa Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Due settimane fa aveva parlato…
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Milano, 07 apr - La crisi del petrolio e del gas provocata dal blocco dello Stretto di Hormuz e' "piu' grave di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme". E' quanto ha detto il direttore dell'International Energy Agency, Fatih Birol, in un'intervista a Le Figaro in cui ha spiegato che l'impatto del conflitto in Medio Oriente sul mercato petrolifero supera quello combinato degli shock degli anni '70 e delle conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina.
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La guerra in Iran con il blocco dello Stretto di Hormuz non poteva che presentare il conto, che si chiama lockdown energetico. Il senso di normalità fatto di uffici affollati, luci cittadine sempre accese e il sollievo dell’aria condizionata sembra infatti destinato a scontrarsi con una realtà più austera che potrebbe cambiare radicalmente le abitudini quotidiane dei cittadini a partire dal prossimo mese di maggio.
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Non è una transizione. È un fallimento. Mentre il prezzo di benzina e gas continua a salire e le famiglie arrancano, l’Europa – e con essa l’Italia – appare sempre più intrappolata in una spirale di scelte incoerenti e miopi. Tagli al carburante per gli aerei, bollette fuori controllo, imprese sotto pressione: il sistema regge, ma non grazie alla politica. Regge nonostante la politica. Il rifiuto di riaprire un canale diretto con la Russia sul piano energetico, unito alla superficialità verso il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico fotografa una linea…
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Punto primo: la crisi energetica attuale è più grave di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme. Ma, punto secondo, i Paesi devono evitare di accumulare ora petrolio e gas perché altrimenti non funzioneranno le soluzioni messe in campo e la situazione si farà davvero esplosiva. A dirlo è il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (International energy agency, Iea) Fatih Birol in due interviste…
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Gli esperti lo avevano annunciato e un panorama nefasto per la nostra economia si sta abbattendo con un rapido effetto a catena, come già avvenuto in passato. All’inizio degli anni ’70, più precisamente il 2 dicembre 1973, un'Italia in crescita dopo il boom economico rimase spiazzata dall’austerity e piombò nel buio. Luci spente in città, domeniche senz'auto, locali chiusi alle 23, e dopo un risveglio nel dopoguerra positivo il Belpaese comprese che i tempi di abbondanza erano già…
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Alle porte di Milano fervono i preparativi per la giornata di Pasqua Dibattito quotidiano sui fatti salienti della giornata. Politica, economia, i principali casi di cronaca ed attualità. Approfondimento a cura del Tg4 sui principali fatti del giorno. Lo Stretto di Hormutz è l'epicentro della guerra tra Usa, Israele e Iran Notizie e approfondimenti in diretta sui temi di attualità quotidiani a cura della redazione giornalistica di Studio Aperto
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Per l'Italia lo spettro del lockdown energetico a maggio: cos'è, il precedente e le misure al vaglio
Nessuna decisione ufficiale è ancora stata presa, ma la minaccia del «lockdown energetico» in conseguenza del conflitto che non accenna a placarsi in Medio Oriente, è sul tavolo e se ne parla apertamente, soprattutto nella «piazza virtuale» dei social, dove si moltiplicano i video che prefigurano da qui ad un mese scenari di austerity che riportano al lontano 1973. Il precedente Cosa accadde allora? Nel 1973 l’Italia fu travolta dalla crisi…
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Il modello dovrebbe essere quello della crisi del 2022 che fu scatenata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Tra le strade possibili c’è quella di contenere di un grado il consumo dei condizionatori in estate Sarà da maggio che la situazione potrebbe cambiare e di molto per le nostre scorte nazionali. Se in questo mese non dovrebbero esserci effetti dovuti al blocco dello Stretto di Hormuz, sarà tra poche settimane che le…
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Torna lo spettro lockdown anche in Sardegna, smart working e targhe alterne contro il carburante che scarseggia. Il governo studia misure d’emergenza per affrontare una possibile crisi energetica legata all’instabilità internazionale e al rischio di blocco dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il transito di petrolio e gas. La premier Giorgia Meloni segue con crescente preoccupazione l’evolversi dello…
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Già la scorsa settimana Ryanair aveva indicato una data presunta: «Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire rifornimenti fino a metà/fine maggio. Se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi, non possiamo escludere rischi per le forniture». Vale per i voli, con già limitazioni in alcuni aeroporti, e per molto altro. L’attacco di Usa e Israele all’Iran ha già conseguenze sul mercato energetico e ne…
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. Il rischio lockdown energetico a maggio Il governo italiano si prepara a un possibile razionamento energetico a partire da maggio 2026, con misure che interesserebbero direttamente i carburanti, con implicazioni concrete su automobilisti e trasporti. Secondo quanto riportato da Open, in assenza di una riapertura dello Stretto di Hormuz il piano d’emergenza prevede, tra le altre misure, l’introduzione delle targhe alterne per la circolazione dei veicoli privati, sul modello già adottato in…
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L'allarme, sullo stop al cherosene per gli aerei, con i quattro aereoporti italiani colpiti dalla crisi energetica. Allarmi poi rientrati. Ma dopo il carburante per i velivoli il prodotto petrolifero che preoccupa di più l’Italia è il gasolio. I numeri spiegano (in parte): i consumi nazionali sono di 24 milioni di tonnellate l’anno, mentre le scorte sono meno di 2 milioni di tonnellate. Una forbice, che alla luce del conflitto in Medio Oriente suona in modo sinistro proprio…
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Umberto Baldo Com’era inevitabile, a fronte delle distruzioni in atto in Iran e nei Paesi del Golfo, anche a Bruxelles qualcuno ha interrotto per un attimo il rito del caffè per porsi una domanda fastidiosa: e se fra qualche settimana non ci arrivassero più quelle materie prime — e non solo gas e petrolio — che permettono al nostro sistema produttivo e sociale di non collassare, noi che cazzo facciamo? Tenetele orecchie ben aperte; se ne comincia timidamente a parlare nei Tg, nelle trasmissioni…
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GOVERNO SI PREPARA A LOCKDOWN ENERGETICO: CONDIZIONATORI, TARGHE ALTERNE E SMART WORKING, LE IPOTESI
ROMA – Senza una riapertura rapida dello Stretto di Hormuz, in Italia il lockdown energetico potrebbe scattare a maggio. Un rischio concreto per il governo Meloni, perché l’Italia, come ha ammesso la premier, non ha riserve di energia sufficienti. E alla domanda del Corriere della Sera sul rischio tutto si blocchi nel giro di un mese il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde: “È ciò che si teme.
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L’Italia si prepara a uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava remoto: il lockdown energetico. La possibilità che scatti già a partire da maggio è sempre più concreta, soprattutto se non dovesse arrivare una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per gli approvvigionamenti energetici globali. Il governo guidato da Giorgia Meloni è già al lavoro su un piano d’emergenza secondo quanto riporta La Repubblica
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Ancora non se ne parla in via ufficiale ma il termine lockdown energetico comincia a serpeggiare, dopo che il commissario europeo all’energia, Dan Jørgensen - pochi giorni fa - aveva già esortato gli Stati membri a "prepararsi tempestivamente" a uno scenario più critico. E dunque, lo spettro del razionamento, che costituirebbe l'esito di una situazione estrema - al momento ancora ipotetica - in cui governi o autorità impongono limitazioni…
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Le iniziali previsioni di una “guerra lampo” in Iran si sono smentite, trasformandosi in un conflitto più lungo e con obiettivi ridimensionati verso il negoziato. Nel frattempo, la chiusura dello stretto di Hormuz ha colpito un nodo cruciale per il commercio energetico globale, aggravando le tensioni internazionali. Le istituzioni economiche europee avvertono che l’impatto potrebbe essere significativo, soprattutto in un contesto già fragile e ad alto indebitamento.
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