Milano – Non è una versione dei fatti convincente quella fornita da Dawda Bandeh, il gambiano di 28 anni arrestato con l’accusa di aver ucciso Angelito Acob Manansala, collaboratore domestico trovato senza vita in un’abitazione di via Randaccio a Milano il 20 aprile. Il giudice per le indagini preliminare di Milano Domenico Santoro ha convalidato il fermo emesso dalla polizia e disposto la custodia cautelare in carcere per il giovane, su…
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Omicidio a Milano, Dawda Bandeh al giudice: "Ho visto il morto al risveglio". Il gip: "Inverosimile"
Ha girovagato intorno alla casa per mezz’oretta prima di scavalcare il cancello alle 8.38 della domenica di Pasqua. Dawda Bandeh nell’appartamento dove da lì a poco avrebbe ucciso a mani nude il collaboratore domestico Angelito Manansala ci è rimasto fino alle 18 quando è stato sorpreso dall’affittuario, un facoltoso imprenditore israeliano di 52 anni, quando è rincasato con la famiglia da una va…
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Una “vicenda agghiacciante”, dalla quale emerge che “il fine ultimo” dell’indagato è stato quello di uccidere la vittima, soffocandola. Dawda Bandeh, 28 anni, in carcere per l’omicidio del collaboratore domestico Acob Angelito Manansala, si è mosso con “destrezza”, si è cambiato i vestiti dopo l’omicidio, è uscito e rientrato dalla casa di via Randaccio, pieno centro di Milano, dove s’era intrufo…
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C'è stato l'interrogatorio di garanzia ieri, per Dawda Bandeh, il 28enne di origini gambiane fermato la sera di Pasqua in una villa di via Randaccio con l'accusa di avere strangolato il collaboratore domestico dei proprietari di casa. L'uomo è apparso tranquillo davanti al gip Domenico Santoro, ha ammesso di essere entrato nell'abitazione e di avervi trascorso diverse ore mangiando e dormendo, ma di non ricordare nulla dell'omicidio del 61enne filippino Angelito Acob Manansala.
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Il gip ha disposto il carcere per il giovane di origini gambiane, fermato con l'accusa di aver strangolato un 61enne. Era stato rilasciato poche ore prima dai carabinieri per un altro tentativo di furto Il giudice per le indagini preliminari di Milano Domenico Santoro ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Dawda Bandeh, il 28enne di origini gambiane fermato la sera di Pasqua all’interno di…
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Una villa liberty nel cuore di Milano, a due passi dall’Arco della Pace, si è trasformata in scena del crimine la sera di Pasqua. Il corpo senza vita di Angelito Acob Manansala, collaboratore domestico filippino di 61 anni, è stato trovato disteso sul pavimento del salone, probabilmente strangolato. Accanto a lui, in stato di apparente tranquillità, Dawda Bandeh, 28 anni, di origine gambiana, poi fermato con l’accusa di…
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(v: 'Il domestico ucciso, 'ho dormito...' delle 19.29 MILANO, 23 APR - Il gip di Milano Domenico Santoro ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Dawda Bandeh, il 28enne di origini gambiane fermato la sera di Pasqua all'interno di una villa di via Randaccio con l'accusa di avere strangolato Angelito Acob Manansala, il collaboratore domestico dei proprietari di casa. Il giudice nel provvedimento, notificato nel tardo pomeriggio, ha ritenuto che per la dinamica e la gravità dei fatti…
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“Sì, ho dormito, ho mangiato in casa… ma non ricordo il momento dell’omicidio”. Ha parlato per un’ora, assistito dall’avvocata Federica Scapaticci, davanti al gip Domenico Santoro e al pm Andrea Zanoncelli. Durante il suo interrogatorio, Dawda Bandeh, il 28enne gambiano fermato la sera di Pasqua all'interno di una villa di via Randaccio – pieno centro di Milano – con l'accusa di avere strangolato il collaboratore domestico dei proprietari di casa…
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– Dell’omicidio, ha detto, non ricorda nulla. Rammenta, invece, di aver trascorso parecchio tempo nella casa del delitto, in via Randaccio, dove si era intrufolato a caccia di qualcosa da rubare. L’interrogatorio È stato interrogato dal gip del tribunale di Milano oggi, mercoledì 23 aprile, Dawda Bandeh, il ventottenne di origini gambiane fermato la sera di Pasqua all’interno di una villa nelle vicinanze dell'Arco della Pace…
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La lotta di Angelito con l'assassino. Dawda Bandeh e il giallo delle otto ore nella casa del delitto
Ha cercato di difendersi. Ha tentato disperatamente di fuggire quando s’è trovato davanti quel ragazzo sconosciuto entrato in casa dalla porta che affaccia sul giardino. Angelito Acob Manansala, il domestico filippino di 61 anni ucciso la mattina di Pasqua nella villa liberty di via Giovanni Randaccio, vicino all’Arco della Pace, è stato strangolato dopo aver lottato con il suo assassino. L’autopsia sarà eseguita nelle prossime ore.
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Interrogatorio di garanzia, mercoledì a Milano, per Dawda Bandeh, il 28enne di origini gambiane fermato la sera di Pasqua all'interno di una villa di via Randaccio con l'accusa di avere strangolato il collaboratore domestico dei proprietari di casa. L'uomo, apparso tranquillo davanti al gip Domenico Santoro, ha ammesso di essere entrato nell'abitazione e di avere trascorso lì diverse ore…
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Secondo la ricostruzione, Dawda Bandeh è rimasto all'interno della villa per dieci ore dopo aver aggredito Acob Mansala. Il giovane potrebbe essere sottoposto a una perizia psichiatrica, spiega la sua avvocata Federica Scapaticci. Il gip di Milano Domenico Santoro ha convalidato il fermo e disposto il carcere. Nel provvedimento, ha ritenuto che per la dinamica e la gravità dei fatti riscostruiti dalle indagini, sussistano i gravi indizi.
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Nella mattina di domenica 20 aprile 2025, Dawda Bandeh, 28 anni, cittadino gambiano residente in Italia, è stato denunciato dai carabinieri per violazione di domicilio. Intorno alle 5:45, un residente di via Melchiorre Gioia aveva segnalato alla polizia la presenza di un uomo sul proprio balcone. Portato in caserma, Bandeh è stato rilasciato con una semplice denuncia, dal momento che non aveva rubato nulla.
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In Italia dal 2007, dov'era finito a ingrossare le fila già importanti degli «Msna», i minori stranieri non accompagnati e dove cinque anni più tardi, nel 2012, ha ottenuto un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro per esercitare in qualità di domestico in provincia di Como, a Bulgarograsso, il gambiano 28enne Dawda Bandeh (nella foto, ndr) resta per molti versi un enigma. Non è facile infatti per gli investigatori dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (Upgs)…
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Milano – “Sono stata svegliata all’alba, la domenica di Pasqua, da un inquilino del sesto piano che si è trovato faccia a faccia con un intruso sul balcone. Io gli ho detto di chiamare subito il 112”. Comincia così il racconto della signora Rita L., custode nel palazzo di via Melchiorre Gioia che domenica è stato “scalato“ da Dawda Bandeh, il ventottenne gambiano che, stando alle accuse, ha poi…
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MILANO – “No, no, ho sbagliato, ho sbagliato”. Dawda Bandeh è ammanettato, nell’ingresso del piano rialzato della villetta liberty di via Randaccio 8. Un ispettore delle Volanti ha dovuto stordirlo col taser d’ordinanza per evitare che si avventasse su di lui. Il ventottenne gambiano farfuglia qualcosa agli agenti, ma non è chiaro a cosa si riferisca: pronuncia parole senza senso e poi ripete per due volte la stessa frase.
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Questione di minuti, di orari. Domenica mattina, giorno di Pasqua, 8.08: il presunto assassino esce dalla caserma di via Vincenzo Monti con in tasca una denuncia per violazione di domicilio dopo essere stato sorpreso su un balcone al sesto piano di una casa in via Gioia. Trenta minuti e 350 metri dopo lo stesso uomo scavalca il muro di cinta di una villetta Liberty su tre piani che si trova all’a…
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Il 28enne gambiano, è accusato di aver ucciso il domestico filippino Angelito Manansala nella villa di un imprenditore israeliano a Milano. Milano – Si terrà domani l’udienza per la convalida del fermo di Dawda Bandeh, il 28enne di origine gambiana accusato dell’omicidio di Angelito Acob Manansala, collaboratore domestico di 61 anni, di nazionalità filippina. Il delitto è avvenuto il giorno di Pasqua all’interno di una villa nel capoluogo lombardo, appartenente a…
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