Condividere il bene “Cristo è veramente risorto”: è scambiandosi quella che è la buona notizia per eccellenza che, come cristiani, possiamo vivere la Pasqua appena celebrata e tutto il tempo pasquale. Una stagione nuova che coincide con la Primavera e che, alla luce della Resurrezione di Cristo, imprime nella natura e nello spirito una nuova vitalità. Il gioioso annuncio di Cristo risorto riaccende la speranza, ridona voglia di vita, anche in questo mondo devastato.
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Altre notizie:
Le pietre che chiudono i sepolcri contemporanei sembrano inamovibili. Alcune ci opprimono nel cuore, altre spezzano i legami tra noi provocando guerra, ingiustizie, chiusura tra popoli e nazioni. «La proposta di Pasqua è di non lasciarci paralizzare: tanti uomini e donne con l’aiuto di Dio le hanno rotolate via, queste pietre, con molta fatica, ma raccogliendo frutti di eternità di cui beneficiamo anche noi.
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Mornese (Italia). La Madre Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Chiara Cazzuola, invia il messaggio di auguri di Pasqua 2026 alle FMA, alle Comunità Educanti, alla Famiglia Salesiana, ai giovani e alle giovani da Mornese, dove ha incontrato i partecipanti al Corso di formazione per i Coordinatori di Comunicazione Sociale dell’Istituto. In questo tempo di grazia speciale, vi raggiungo da Mornese per augurarvi una santa Pasqua di pace, quella che Gesù ci ha donato con la sua…
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/04/2026 St 2025/26 18 min La Santa Pasqua come messaggio di pace, amore e speranza. Si sottolinea l'importanza della resurrezione di Cristo e il coraggio di vivere con cuore aperto agli altri. Vengono ricordati i gesti dei papi e il loro impegno per la giustizia e la fine delle guerre. L'invito finale è a incarnare la pace nella vita quotidiana e ad agire con amore verso chi soffre.
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“Solo la pace è santa. Basta guerre con i loro cumuli di morti – invoca Leone XIV -. La distruzione e il dolore provocati dai conflitti sono uno scandalo per l’intera famiglia umana e un grido al cospetto di Dio“. Siamo ovunque alle prese con un crescente senso di smarrimento individuale e collettivo. La Santa Pasqua è sferzata da venti globali di guerra, insidiata dall’angoscia dell’incertezza, insanguinata dall’odio, dalla “ostentazione della forza” e dalla “logica della prevaricazione”, come ha evidenziato il Papa durante…
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La speranza cristiana non è fuga dal reale. Nasce in un luogo senza luce, nella strettoia di una tomba murata, dove Dio ha già rovesciato il giudizio di questo mondo. Proprio per questo osa parlare in un tempo di guerre (Gaza, Kiev, il Darfur, Tehran) e di centinaia di milioni di persone che non sanno come arrivare a domani. Le nostre giornate sono tessute di attese giuste: salute, un lavoro non precario, un po’ di pace, una giustizia che non sia solo parola.
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Viviamo un tempo di paradossi. Mentre il mondo sembra ripiegarsi su se stesso, frammentato da “missili e dichiarazioni di guerra” che minacciano di sbriciolare le certezze di intere generazioni, la liturgia ci propone un esercizio di resistenza spirituale: l’Ottava di Pasqua. Non un semplice giorno di festa, ma un tempo “dilatato” – otto giorni che valgono come uno solo e cinquanta giorni di gioia che superano i quaranta di penitenza – per ricordarci che la vita, per sua natura, è…
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Un amico, un bravo frate francescano, in questi giorni mi ha mandato una mail così titolata: “Non bisogna ridurre la Pasqua al tema della pace”. Quella mail conteneva il link a un video di mons. Enrico Manfredini (1922-1983) che fu anche arcivescovo di Bologna (era stato, fin dagli anni del seminario, un grande amico di Luigi Giussani e di Giacomo Biffi). Nel video Manfredini diceva: “Non è dunque, l’augurio pasquale, un augurio generico sentimentale alla…
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Questa mattina alle 11 nella Concattedrale il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo ha presieduto l’Eucaristia nella Domenica di Pasqua. Ecco il testo integrale dell’omelia pronunciata. Il sepolcro è vuoto Carissimi, «hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo». È quanto Maria Maddalena riferisce a Pietro e Giovanni dopo aver visto il sepolcro di Gesù aperto e…
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Come da tradizione nel giorno di Pasqua, Cremaoggi e CR1 ospitano il Vescovo di Crema, Monsignor Daniele Gianotti, per un momento di riflessione in un contesto storico complesso, dove la speranza sembra scontrarsi con una realtà di guerra che, anziché spegnersi, si allarga. Eccellenza, dove possiamo trovare la speranza in questi giorni di Risurrezione, mentre intorno a noi regna l’incertezza? “È una domanda difficile.
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“Mai cercheremo tra i morti colui che è veramente risorto – ha affermato -. A renderlo visibile tra noi sarà la carità che viene da Dio, nei santi segni della Liturgia e nei segni dei tempi che la grazia di Dio ci aiuta a discernere. Però dovremo correre anche noi per le strade del mondo. La carità in noi non solo corre, addirittura vola, ci rincuora, donandoci la felicità pacata ora, ma intima e sicura perché i discepoli del Signore sanno di averlo con sé fino alla fine, finchè lo vedranno nel regno…
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Questa notte nella Veglia Pasquale e questa mattina nella Messa solenne si è celebrato l'avvenimento di quasi duemila anni fa, cuore del Cristianesimo: il passaggio di Gesù dalla morte alla vita, cuore della fede cristiana. Si sono sciolte le campane, sono stati accesi i ceri pasquali; in alcune chiese sono stati amministrati i battesimi. Nella Cattedrale di S. Lorenzo nella notte l'Arcivescovo ha battezzato undici catecumeni, alcuni italiani, altri originari dell'Africa, dell'Asia…
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Le donne «osservavano da lontano», filo di congiunzione tra il dramma del Golgota e il mattino di Pasqua. Raccolgono le parole del centurione e dei soldati, sorprendenti ma incomplete, per integrarle a suo tempo con l’annuncio della resurrezione, mutando il tempo dei verbi dal passato: «Davvero costui era il Figlio di Dio», al presente: «Ho visto il Signore» (Gv 20,18). Sono lì, quasi Chiesa embrionale in attesa di essere partorita dal grembo del Cenacolo, per opera dello Spirito che ripeterà il prodigio di…
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Nei tempi di festa si percepiscono come più problematiche e drammatiche le situazioni di tensione e fatica. E, al di là di ciò che ognuno di noi vive personalmente, non si può dire che gli ultimi anni siano pacifici e tranquilli. Certo, razionalmente sappiamo che il fatto che di tante guerre non avessimo notizia non significa che non ci fossero, con tutto il loro strascico di morti, sofferenze, angosce e separazioni.
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La comunità srilankese a Messina, le madri israeliane e palestinesi a Roma, i lavoratori ex Gicap, lo Stretto come scenario di cambiamento: tante suggestioni e un augurio speciale di Marco Olivieri L’immagine in evidenza non è casuale. Si tratta della Via Crucis realizzata dalla Cappellania cattolica srilankese al Cimitero monumentale di Messina ed è tratta dalla pagina Facebook dell’Ufficio Migrantes.
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Come fare Pasqua in questo tempo di guerra, di incertezza, di paura? Come parlare di Resurrezione dopo aver visto l’uso della forza e della sopraffazione giustificati in nome di Dio, come è avvenuto alla Casa Bianca? Abbiamo dimenticato che anche Gesù (fosse o non fosse figlio di Dio) è stato vittima della violenza, dopo aver vissuto accanto agli umili, commuovendosi fin nelle viscere per il loro dolore e guarendoli dalle malattie e dall’esclusione? Oggi, davanti alle vittime…
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La Pasqua arriva in un tempo segnato da guerre, fragilità sociali e incertezze economiche, ma anche da segnali di partecipazione e solidarietà che lasciano intravedere spiragli di speranza. È una Pasqua che chiede uno sguardo più ampio, capace di andare oltre il proprio "piccolo mondo", e una responsabilità condivisa per il bene comune. In questa intervista a Primocanale, l’arcivescovo di Genova Marco Tasca riflette sul significato della Resurrezione oggi, sulle ferite…
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Di seguito il messaggio di Pasqua a firma del vescovo di Asti, Marco Prastaro: L’alleluia pasquale, che anche quest’anno con gioia canteremo, si confonde con il grido di un mondo sofferente, attraversato da un’ondata di violenza insensata, con 46 conflitti attivi. In 76 Paesi del mondo bambini, anziani, famiglie vivono nell’incertezza e nella paura lottando ogni giorno per sopravvivere fra le macerie causate delle bombe, segno di un futuro pieno di oscurità.
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La Pasqua di quest’anno giunge in un mondo di incertezze e di conflitti senza sbocco. Non accennano a finire le guerre in Ucraina, Gaza e Libano che riprende endemicamente ad ogni sussulto mediorientale. Anche quella in Iran pare destinata a trascinarsi. Nulla di nuovo nel discorso di Donald Trump che si ripete: in due/tre settimane tutto sarà finito ma è passato tempo e gli ayatollah resistono cantando vittoria.
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C'è una parola che attraversa questa giornata e parla a tutti, al di là di ogni credo: rinascita. Come avviene in natura, la rinascita è una possibilità concreta, fragile ma splendente, che può riguardare ciascuno di noi.In un tempo segnato da conflitti e divisioni, con il frastuono drammatico delle guerre che sembra non lasciare spazio al silenzio e alla quiete, la Pasqua può diventare un'occasione per ripartire da dentro noi stessi.
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Una Pasqua di pace, giustizia e coraggio. È l’augurio dell’arcivescovo di Camerino San Severino in vista della Pasqua. L’arcivescovo fa riferimento a "tre segni decisivi: il sepolcro vuoto, la pace e il coraggio". Un invito a "guardare la realtà con occhi nuovi", in un "tempo segnato da ferite profonde", a non restare fermi nelle abitudini, e a tradurre le parole più alte in scelte quotidiane. Il passaggio più concreto è dedicato alla pace.
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C'è una parola che attraversa questa giornata e parla a tutti, al di là di ogni credo: rinascita. Come avviene in natura, la rinascita è una possibilità concreta, fragile ma splendente, che può riguardare ciascuno di noi.In un tempo segnato da conflitti e divisioni, con il frastuono drammatico delle guerre che sembra non lasciare spazio al silenzio e alla quiete, la Pasqua può diventare un'occasione per ripartire da dentro noi stessi.
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«Costruire un mondo realmente pacificato, conservato vivibile dalla pace vera». In occasione della resurrezione del Signore il vescovo di Mondovì, mons. Egidio Miragoli, nel suo messaggio di auguri riflette su un tema più che mai attuale. Pasqua: il messaggio del vescovo Nella scena della nascita di Cristo, secondo il Vangelo di Luca, gli angeli lodano Dio dicendo: “Gloria a Dio nell'alto dei cieli / e pace in terra agli uomini amati dal Signore”.
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“Solo la pace è santa. Basta guerre con i loro cumuli di morti - invoca Leone XIV -. La distruzione e il dolore provocati dai conflitti sono uno scandalo per l’intera famiglia umana e un grido al cospetto di Dio”. Siamo ovunque alle prese con un crescente senso di smarrimento individuale e collettivo. La Santa Pasqua è sferzata da venti globali di guerra, insidiata dall’angoscia dell’incertezza, insanguinata dall’odio, dalla “ostentazione della forza” e dalla “logica della prevaricazione”, come ha evidenziato…
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Monsignor Pierantonio Tremolada, partiamo dall’attualità, di fronte al dramma della guerra, che sembra non trovare fine, quale può essere il ruolo della Chiesa? Molti fedeli avvertono un profondo senso di impotenza. È vero, quello che si respira oggi è un diffuso senso di impotenza che tocca profondamente ognuno di noi. Tuttavia, credo sia fondamentale fare un esercizio di realismo e responsabilità: dobbiamo capire bene cosa possiamo fare e, allo stesso tempo, avere l’umiltà di…
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Il messaggio di auguri alle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello “L’augurio per tutti noi che questa Pasqua diventi per ciascuno l’occasione per un incontro vero con il Risorto. Solo così potremo ‘deciderci’ a vivere la pace proprio là dove siamo e così come siamo, trasformando i nostri limiti in luoghi di ripartenza”. Queste le parole del vescovo Bernardino Giordano nel messaggio di auguri alle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
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Vatican News La “Pasqua del Signore” arriva in “giorni in cui il buio sembra farsi fitto”, in un tempo in cui “ci affliggono le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli” ed è impossibile non essere “addolorati” per la “sofferenza di chi vede la propria vita segnata dalla povertà, dalla malattia, dall’emarginazione”. È proprio la Pasqua a “riportarci al cuore della nostra fede: il Crocifisso è risorto”.
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