Alla fine è successo quello che aveva detto Giorgia Meloni. Anzi, quello che Giorgia Meloni ha detto per mesi, di fronte ai tentativi della sinistra e di certa magistratura di affossare il modello Albania: funzionerà e diventerà linea europea. Ora che il consiglio Ue dei ministri dell'Interno ha dato
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Bruxelles, 9 dic. – Le decisioni di ieri del Consiglio Affari interni dell’Ue, sulla lista dei “paesi terzi sicuri”, in cui gli Stati membri potranno inviare i migranti irregolari in attesa di risposta per le loro domande di asilo o in attesa di rimpatrio, e dei “paesi di origine sicuri” per i rimpatri, saranno “certamente” sufficienti affinché si possano utilizzare i centri italiani per i migranti in Albania senza ostacoli da parte dei giudici.
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La proposta di modifica delle politiche migratorie e del sistema d’asilo approvata lunedì dal Consiglio dell’Unione Europea – l’organo che riunisce i ministri dei 27 paesi membri a seconda dei temi trattati: in questo caso quelli dell’Interno – è una delle più restrittive degli ultimi anni. Riduce i diritti delle persone migranti e richiedenti asilo e amplia i poteri di espulsione e rimpatrio dei governi, e per questo è stata molto criticata da ong e organizzazioni per i diritti umani
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Il tempo è galantuomo. La Ue capovolge la bocciatura dai parte dei giudici del piano migranti italiano dando il via libero al nuovo regolamento sui paesi sicuri e alla stretta sui rimpatri degli immigrati irregolari. Si prevede quindi la creazione di hub fuori dall'Unione europea. Due decisioni che potrebbero
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Minuti, 9 secondi di lettura Gestione dei flussi migratori e rafforzamento dei rimpatri tra i temi in agenda Il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha partecipato ieri a Bruxelles ad una riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni (GAI) dell’Unione Europea. Tra gli argomenti principali al centro dei lavori, il potenziamento dei rimpatri, con la definizione di un elenco europeo dei ‘paesi sicuri’, oltre a un confronto sul rafforzamento della gestione delle frontiere, con particolare…
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Martedì 9 dicembre 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Migranti, Battilocchio (FI): “A Bruxelles, Italia protagonista e apripista di nuovo approccio Ue” “L’accordo raggiunto ieri a Bruxelles dal Consiglio europeo dei ministri degli interni sui nuovi regolamenti in tema di immigrazione è un passo importante nella giusta direzione. La nuova…
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Bruxelles – L’Unione europea avanza sull’implementazione del Patto per la migrazione e l’asilo e sulle nuove regole per stringere le maglie dell’accoglienza e dei rimpatri di persone migranti. Ieri (8 dicembre), i ministri degli Interni dei 27 hanno dato il via libera alla riforma del concetto di Paese terzo sicuro, alla prima lista UE di Paesi d’origine sicuri e alle nuove procedure di rimpatrio, inclusa la controversa possibilità di…
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"Un nuovo approccio verso le Ong" lo definisce il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che ieri a Bruxelles, a margine dei lavori del Consiglio Ue che hanno portato all'approvazione di una proposta condivisa a maggioranza per una stretta sulla gestione dei flussi migratori, ha tenuto a far sapere di aver concordato con la Germania un comune atteggiamento da tenere nei confronti delle organizza…
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Nuove regole UE sui rimpatri, la Svizzera coinvolta e pronta a negoziare sulla solidarietà Keystone-SDA I ministri dell'Interno dell'UE hanno dato un primo via libera a un pacchetto di misure più severe per regolamentare arrivi e rimpatri dei migranti, con implicazioni anche per la Svizzera. 4 minuti Keystone-ATS I 27 Paesi dell’UE hanno approvato un inasprimento della politica migratoria, aprendo in particolare la strada a “centri di rimpatrio” in Paesi terzi.
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L'Europa adotta il "modello Albania" per i rimpatri degli immigrati irregolari. Il modello prevede un potenziamento dei centri per l'immigrazione in Paesi terzi ed una accelerazione delle procedure per il rimpatrio degli irregolari.Un Piano su cui si è spesa molto la Premier italiana Giorgia Meloni e che consente di rilanciare i centri in Albania, bloccati dalle decisioni dei giudici e dai contrasti politici, che ne hanno congelato l'operatività.
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Al Viminale si rivendica «la collaborazione con Francia e Germania» e si spera nel rilancio del "modello albanese". Le opposizioni: così si cancellano i diritti e si esternalizzano le frontiere Dal Consiglio Affari interni dell’Ue appena concluso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ritiene di aver riportato la conferma della validità delle proprie proposte. In un momento decisivo per le politiche europee, è il ragionamento fatto in seno al suo entourage, ha prevalso…
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Al Viminale si rivendica «la collaborazione con Francia e Germania» e si spera nel rilancio del "modello albanese". Le opposizioni: così si cancellano i diritti e si esternalizzano le frontiere Dal Consiglio Affari interni dell’Ue appena concluso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ritiene di aver riportato la conferma della validità delle proprie proposte. In un momento decisivo per le politiche europee, è il ragionamento fatto in seno al suo entourage, ha prevalso…
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L'Unione europea cambia registro sulla gestione dell'immigrazione. I ministri dell'Interno dell'Ue hanno trovato a Bruxelles un accordo sulla posizione negoziale del Consiglio su un rilevante pacchetto di norme: il regolamento Ue sui rimpatri, quello sui Paesi di origine sicuri, la modifica del concetto di Paesi terzi sicuri e il cosiddetto 'solidarity pool', gli impegni che i Paesi Ue non di primo arrivo si assumono nei confronti di quelli considerati come…
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La svolta europea sull'immigrazione illegale, al Consiglio Ue dei ministri degli Affari interni, è una vittoria italiana: lista dei paesi di origine sicuri, via libera al modello Albania e asse con Germania e Francia sull'effetto calamita delle Ong del mare. Una Waterloo per i talebani dell'accoglienza, fautori delle porte aperte a cominciare dai giudici filo migranti. "Gli Stati Membri potranno finalmente applicare le procedure accelerate di frontiera (così come previsto dal protocollo…
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Lo senti? È il rumore delle sprangate delle forze dell’ordine che aprono porte di case, centri d’accoglienza, dormitori, rifugi. È il potere che il Consiglio Ue ha conferito alle polizie europee nel regolamento sui rimpatri, o meglio, le deportazioni. Irrompere nella privacy delle persone migranti ritenute indegne di stare in Europa, sulla base di procedure sommarie di frontiera e liste di Paesi definiti sicuri a tavolino, sarà la normalità.
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Prende forma la stretta dell'Ue sui migranti. Dalla possibilità di aprire hub di rimpatrio all’estero, rilanciando e ampliando così il modello dei centri italiani in Albania, a quella di delegare l’esame delle domande d’asilo a uno Stato extra-Ue, c'è il primo sì dei governi a tre provvedimenti ispirati alle “soluzioni innovative”, cioè la parola d’ordine del secondo mandato di Ursula von der Leyen che mette d’accordo (quasi) tutte le capitali.
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L’Europa continua la sua stretta sulla migrazione. Al Consiglio Affari Interni, i 27 hanno dato luce verde a tre tessere chiave del mosaico legislativo che va a complementare il Patto, ovvero la grande riforma approvata nel 2024, in vigore dal prossimo giugno. Si tratta delle norme sui rimpatri, sul concetto di Paesi terzi sicuri e …
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Il piano per i centri per i migranti in Albania , fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni , è rimasto per ora un progetto incompiuto. Grandi risorse spese, pochi rimpatri effettivi e forti contrasti politici con le pronunce dei giudici che ne hanno più volte sospeso l’operatività. Il governo punta a rilanciarlo con il nuovo quadro normativo europeo e il via libera arrivato dal Consiglio Ue Affari Interni alla stretta sui rimpatri degli irregolari che…
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Un accordo politico che vuole aprire la strada a hub di rimpatrio extra Ue. Anche sul modello Albania: centri di rimpatrio in paesi terzi gestiti da stati membri, volendo più di uno. In più, luce verde per una nuova lista di paesi sicuri che include anche alcune delle nazionalità più presenti negli sbarchi sulle coste italiane, anche se quei paesi in realtà sono tutt’altro che democratici. Per altro, senza che eventuali ricorsi giudiziari interrompano automaticamente le pratiche – accelerate – di…
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“L’Europa rinnega se stessa. Ma la questione è completamente aperta: gli accordi siglati oggi dal consiglio europeo aprono enormi problemi giuridici. Di più: il ricorso della Corte di appello di Roma contro il trattenimento generalizzato dei migranti fa vacillare il modello Albania”. Gianfranco Schiavone, consigliere dell’Associazione per gli studi giuridici …
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Nel Consiglio Affari Interni dell’Unione Europea i governi hanno approvato un accordo politico che irrigidisce in modo significativo le regole sul rimpatrio dei migranti irregolari e introduce la possibilità di creare centri di gestione nei Paesi terzi. È una decisione importante, soprattutto perché arriva in un momento in cui gli arrivi irregolari sono diminuiti, e racconta più le preoccupazioni della politica europea che un’emergenza reale.
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Secondo una nuova indagine sui raid aerei compiuti durante la guerra civile sudanese, l’aeronautica dell'esercito regolare (SAF) avrebbe condotto bombardamenti responsabili della morte di almeno 1.700 civili, colpendo aree residenziali, mercati, scuole e campi per sfollati. Il Sudan Witness Project sostiene di aver realizzato il più esteso archivio di dati sugli attacchi aerei…
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Heglig, centro strategico del Kurdufān meridionale, sede del più grande giacimento petrolifero del Sudan nonché principale punto di impianto lavorazione per le esportazioni di greggio, è stato conquistato dalle Forze di Rapido Supporto (RSF). articlepreview id="754518"…
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Nuove, gravissime atrocità segnano la guerra civile in Sudan. Dopo la conquista di Al-Fashir, in Darfur, da parte dei paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf), le milizie si stanno ora spostando verso il vicino Kordofan, dove si è consumata un’ennesima strage. Secondo la Rete dei medici del Sudan, giovedì un drone delle Rsf ha colpito un asilo, uccidendo 50 persone…
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