Con il decreto-legge n. 62/2026, il cosiddetto “Decreto Lavoro 1° maggio”, il legislatore interviene nuovamente sul lavoro mediante piattaforme digitali, introducendo un insieme di disposizioni finalizzate a rafforzare le tutele dei lavoratori impiegati tramite applicazioni e sistemi algoritmici,…
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Dal divieto di cessione dei profili alla tracciabilità dei dati per cinque anni, il Lavoro bis punta a rendere più trasparenti piattaforme, compensi e decisioni automatiche. Ma il recepimento pieno della direttiva europea resta ancora da completare
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Via libera al Decreto 1° maggio. Tra le novità, la riforma del lavoro dei rider. Obiettivi: sicurezza e legalità. Prevista una formazione obbligatoria sul SIISL quale requisito per lavorare. L’account digitale diventa unico e con autenticazione. Trasparenza retributiva, ma anche tasse sulle mance.
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La rivoluzione del lavoro tramite app passa da un principio semplice: sapere chi lavora davvero e con quali regole viene gestito. Il nuovo decreto Lavoro interviene sul settore del food delivery con una stretta contro il fenomeno degli account ceduti e contro gli algoritmi opachi che governano turni, priorità e compensi. Una misura che punta a colpire le aree più fragili della gig economy, dove tecnologia e precarietà si intrecciano sempre più spesso.
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Le piattaforme digitali entrano ufficialmente nel mirino del nuovo decreto lavoro 2026. Nel DL n. 62 del 30 aprile 2026, il Governo dedica infatti un intero capo alle nuove regole contro il cosiddetto “caporalato digitale”, cioè le forme di sfruttamento che possono nascondersi dietro il lavoro gestito tramite app e algoritmi. Al centro delle novità ci sono soprattutto i rider e, più in generale, tutti quei lavoratori della Gig Economy che operano attraverso piattaforme…
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Se pensavate che il decreto Primo Maggio fosse un provvedimento dedicato ai rider e al contrasto del caporalato digitale, oltre ad altri temi in materia di lavoro, state certi che non è così. Emanato dal Governo Meloni in occasione della festa dei lavoratori e prontamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile scorso, contiene alcune novità, poche e frammentate, la cui reale portata è davvero relativa.
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Basta account prestati o venduti per lavorare sulle piattaforme digitali. E soprattutto basta «algoritmi invisibili» che decidono turni, compensi e priorità senza spiegazioni. Il nuovo decreto Lavoro bis interviene sul mondo del food delivery e del lavoro tramite app con una stretta che punta a colpire il caporalato digitale e a rendere più trasparenti i sistemi automatici utilizzati dalle piattaforme.
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Il decreto lavoro interviene sui lavoratori delle piattaforme digitali con due mosse. La prima è la più sbandierata: obblighi di identificazione per il login, divieto di cedere le credenziali e di assegnare più account allo stesso codice fiscale. L’obiettivo dichiarato è contrastare il «caporalato digitale»: soggetti che gestiscono più account, li cedono a chi non può registrarsi direttamente e trattengono parte dei compensi.
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Dietro la comodità di un pasto consegnato a domicilio in pochi minuti si nasconde una realtà fatta di rischi elevati e tutele ancora fragili. Ci troviamo nel cuore della Gig Economy (o "economia dei lavoretti"), un modello basato su prestazioni on-demand gestite tramite app, dove il lavoro è frammentato in singole consegne e la flessibilità spesso maschera l'assenza di garanzie. In…
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Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 (Nuove tutele per i rider: in vigore il decreto contro il caporalato digitale) Con il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 il governo ha inteso rafforzare le tutele contro il cosiddetto "caporalato digitale". Il provvedimento, in particolare accende i riflettori su: comunicazioni obbligatorie; obblighi di informazioni al lavoratore; rafforzamento di tutela per i rider delle piattaforme digitali.
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Con il nuovo decreto primo maggio arriva un rafforzamento della tutela per i rider e più in generale misure per regolamentare meglio il lavoro su piattaforme digitali Dalla presunzione di lavoro subordinato alle comunicazioni obbligatorie, passando per il rafforzamento delle tutele per i rider: nel nuovo decreto primo maggio trovano spazio anche misure per la gestione del lavoro su piattaforme digitali.
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/05/2026 Il provvedimento introduce disposizioni in tema di: Qualificazione del rapporto di lavoro per i lavoratori intermediati da piattaforme digitali La norma chiarisce i criteri per la qualificazione del rapporto di lavoro dei lavoratori che operano tramite piattaforme digitali, stabilendo che rilevano le concrete modalità di svolgimento della prestazione e non la qualificazione formale attribuita dalle parti.
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