Il potere d'acquisto delle famiglie italiane si conferma in crescita ma i consumi aumentano di meno e sale anche il risparmio. È il quadro tracciato ieri dall’Istat che delinea quindi una certa prudenza dei consumatori di fronte all'incertezza della situazione globale e a una inflazione non ancora del tutto domata. Nel primo trimestre 2025 il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8% rispetto al trimestre precedente.
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Approfondimenti:
Istat, reddito +1,8%, sale anche propensione a risparmio al 9,3% Sale il potere d’acquisto delle famiglie nel primo trimestre – Il potere d’acquisto delle famiglie si conferma su un sentiero di crescita nei primo trimestre 2025 che, iniziato nel primo trimestre 2023, era stato interrotto solo durante l’ultimo trimestre del 2024. Nello stesso arco temporale, i dati mostrano un lieve aumento della propensione al risparmio, stimata su livelli relativamente alti rispetto a quelli medi degli ultimi tre…
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L’Italia sta lentamente riscoprendo il suo potenziale, con il potere d’acquisto pro capite che ormai si avvicina ai 20.000 euro. Un traguardo importante, anche se il costo di circa 3.167 euro per abitante rappresenta tuttora un peso significativo. Dopo una perdita di 154 miliardi di euro, gli italiani hanno recuperato 71 miliardi, migliorando di 1.683 euro pro capite, ma il cammino verso la stabilità richiede ancora impegno e determinazione.
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Il potere d’acquisto delle famiglie si conferma su un sentiero di crescita nel primo trimestre 2025 che, iniziato nel primo trimestre 2023, era stato interrotto solo durante l’ultimo trimestre del 2024. Nello stesso arco temporale, i dati mostrano un lieve aumento della propensione al risparmio, stimata su livelli relativamente alti rispetto a quelli medi degli ultimi tre anni. Secondo l’Istat il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è salito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente in termini…
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Nel primo trimestre del 2025, il quadro di finanza pubblica registra un indebitamento maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa di una crescita più marcata delle uscite rispetto alle entrate. Il saldo primario sul Pil è in lieve miglioramento. Il potere d’acquisto delle famiglie si conferma su un sentiero di crescita che, iniziato nel primo trimestre 2023, era stato interrotto solo durante l’ultimo trimestre del 2024.
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Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP) e le stime relative alle famiglie e alle società presentati in questo comunicato stampa sono parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. I dati relativi alle AP sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata. Nel primo trimestre 2025 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stimato al -8,5% (-8,2% nello stesso trimestre del 2024).
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La pressione fiscale in Italia continua a crescere. E non solo: aumenta anche l’inflazione e il costo del carrello della spesa. È quanto emerso dai dati diffusi dall’Istat, nel Conto trimestre delle amministrazioni pubbliche. I numeri sono allarmanti, soprattutto per le tasche di lavoratori e pensionati: il pesco del fisco sale di mezzo punto e si attesta al 37,3% nel primo trimestre. L’aumento è pari allo 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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ROMA – Peggiora il deficit nel primo trimestre, all’8,5% del Pil rispetto all’8,2% dell’anno prima: le uscite sono cresciute più delle entrate, dice Istat. Ma il governo Meloni si consola con il rendiconto generale dello Stato, approvato ieri dal Consiglio dei ministri e parificato dalla Corte dei Conti il 26 giugno: tutti i saldi del 2024 sono migliori di quanto previsto. Bene anche l’assestamen…
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«L’aumento della pressione fiscale? È un fenomeno che è iniziato nel 2023, perché già in quell’anno c’è stato un forte aumento delle entrate, ben oltre le stime previste dal governo», spiega il direttore dell’Osservatorio conti pubblici italiani della Cattolica, Carlo Cottarelli secondo cui «il fenomeno è proseguito poi con ancora più evidenza l’anno passato e ancora continua visto che anche nei …
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È certo una buona notizia che il potere di acquisto delle famiglie italiane sia cresciuto dello 0,9% nel primo trimestre del 2025. Ma ci vorrebbe ben di più per correggere l’impressione di impoverimento che, come dal sondaggio di cui questo giornale ha parlato ieri l’altro, è diffusa. Siamo un Paese il cui tenore di vita, all’incirca stazionario dall’inizio del secolo, era nettamente diminuito nel 2022 e 2023, secondo i dati che lo stesso Istat ha diffuso la settimana scorsa.
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Si tratta di un salasso di circa 3.167 euro per abitante. Da allora gli italiani hanno recuperato 71 miliardi di quei 154 perduti, cioè 1.683 euro pro capite, ma non senza difficoltà, la prima è stata l’impatto della pandemia, la seconda il rialzo dell’inflazione. Però anche questi scogli sono stati superati e nell’ultimo anno “scorrevole”, compreso tra il secondo trimestre 2024 e il primo trimestre 2025, il potere d’acquisto delle famiglie è ammontato a 1.174 miliardi, vale a dire 19.983…
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Nel primo trimestre dell’anno salgono lievemente i redditi e i consumi ma aumentano pure il caro-vita e la pressione fiscale. Pietro Lorefice, segretario della Presidenza del Senato e componente M5S in Commissione politiche Ue, che ne pensa? “Penso che il quadro tracciato dall’Istat resti negativo. Francamente fa ridere il coretto di centrodestra che festeggia per un aumento dei consumi o del potere…
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Dai dati Istat sono arrivati una gragnola di dati contrastanti da leggere con cura. Si fa presto a cantare vittoria e ad attivare la grancassa della propaganda di governo sulla modesta crescita dei redditi e dei consumi nei primi tre mesi dell’anno. In realtà questi lievi aumenti vengono rosicchiati dall’aumento dei prezzi e dall’inasprimento della pressione fiscale, ovvero dall’aumento delle tasse.
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Deficit alle stelle: il rapporto sul Pil sfiora il 9%, mentre l’inflazione non accenna a calare Nel primo trimestre del 2025, il quadro di finanza pubblica registra un indebitamento maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa di una crescita più marcata delle uscite rispetto alle entrate. Il saldo primario sul Pil, invece, è in lieve miglioramento. Lo riporta…
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"I dati Istat di oggi parlano chiaro: la pressione fiscale aumenta, l’inflazione cresce e il carrello della spesa per le famiglie italiane diventa sempre più caro". Così Stefano Bonaccini del Pd. "Nel primo trimestre 2025, le tasse sono aumentate dello 0,5% rispetto all’anno scorso. I prezzi dei beni alimentari sono aumentati del +3,5% così come il carrello della spesa è salito del 3,1% (+0,4% rispetto a Maggio).
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Torna a salire la pressione fiscale: +0,5 punti nel primo trimestre Nel primo trimestre del 2025 la pressione fiscale in Italia ha raggiunto il 37,3%, segnando un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat, che fotografa un contesto economico in cui la crescita delle uscite ha superato quella delle entrate, determinando un aumento dell’indebitamento.
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Nonostante il peggioramento del deficit pubblico, i dati diffusi oggi dall’Istat sul primo trimestre dell’anno offrono diversi segnali di tenuta e fiducia per l’economia italiana, in particolare sul fronte delle famiglie e degli investimenti delle imprese. Tra le notizie incoraggianti, spicca l’aumento del reddito disponibile delle famiglie, salito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. Un dato…
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“Il governo Meloni doveva abbassare le tasse ma i dati Istat di oggi confermano quello che sosteniamo da tempo: da quando questa destra governa, e ormai sono tre anni, la pressione fiscale e il costo della vita nel nostro paese sono aumentati. Istat ci dice che gli italiani stanno subendo una vera e propria stangata, con aumenti e rincari di prezzi e tariffe e salari sempre più bassi". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia
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“Dall’Istat giungono nuovi dati che confermano il trend positivo per l’economia italiana. Il buon governo portato avanti dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta dando concreti risultati. Per le famiglie italiane, in particolare, le misure attuate, a partire dal taglio del cuneo fiscale e delle aliquote Irpef, stanno portando un beneficio importante in termini di reddito e di potere d’acquisto, in crescita rispettivamente…
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Il potere d’acquisto delle famiglie si conferma su un sentiero di crescita nei primo trimestre 2025 che, iniziato nel primo trimestre 2023, era stato interrotto solo durante l’ultimo trimestre del 2024. Nello stesso arco temporale, i dati mostrano un lieve aumento della propensione al risparmio, stimata su livelli relativamente alti rispetto a quelli medi degli ultimi tre anni. Secondo l’Istat il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è salito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente in termini…
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Nei primi mesi del 2025, l’Istat fotografa un’Italia con una pubblica amministrazione più indebitata, prezzi ancora in salita ma un potere d’acquisto comunque positivo. Guardando ai conti pubblici, nel primo trimestre del 2025 è peggiorato il rapporto deficit/pil, toccando quota -8,5% (rispetto al -8,2% nello stesso trimestre del 2024). Negativi anche il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi), con un"incidenza sul pil del -4,7% (-4,8% i…
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Nel primo trimestre 2025 aumentati reddito disponibile e risparmio. Ma anche l’indebitamento e la pressione fiscale. Imprese in difficoltà Nel primo trimestre del 2025 le famiglie italiane sono tornate un po’ a respirare. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il potere d’acquisto è cresciuto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, sostenuto da un aumento del reddito disponibile (+1,8%) e da una dinamica dei prezzi stabile, che ha registrato un +0,9%.
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Queste patologie colpiscono in Italia oltre 250mila persone, con un’incidenza in costante aumento, e hanno un esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni. I pazienti con Mici possono soffrire di stati di infiammazione anche in altre parti del corpo quali articolazioni, cute e occhio, e in circa la metà dei casi la malattia ha un andamento medio-grave che incide fortemente sulla vita quotidiana”.
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Roma (Rm) – “Le Mici (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) sono patologie caratterizzate da un’infiammazione cronica della parete intestinale che provoca diarrea, dolore, debolezza e perdita di peso. Queste patologie colpiscono in Italia oltre 250mila persone, con un’incidenza in costante aumento, e hanno un esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni. I pazienti con Mici possono soffrire di stati di infiammazione anche in altre parti del corpo quali articolazioni, cute…
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