Città del Vaticano La cessione del Donbass resta il nodo decisivo nelle trattative per la conclusione della guerra nel cuore dell’Europa, terreno sul quale gli Stati Uniti aumentano la pressione su Kyiv perché rinunci a questa fetta di territorio che Mosca, di fatto, ritiene un punto non negoziabile. Il presidente Usa, Donald Trump, di contro, rassicura sull’assistenza all’Ucraina nel caso di un accordo di sicurezza perché, dice, “è fattore necessario per una pace…
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“È Washington a chiederci di cedere il Donbas”. Zelensky lo dice ai giornalisti che chiama a raccolta a Kiev, precisa che il piano americano è creare una zona smilitarizzata nei territori del Donetsk attualmente sotto controllo ucraino e aggiunge qualunque ipotesi di cessione territoriale dovrebbe essere sottoposta a referendum. Il tentativo è allentare le crescenti pressioni statunitensi senza dare l'impressione di chiudere alle loro richieste, per quanto sbilanciate a favore del Cremlino
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Quella dell'Ucraina è ormai una partita che si svolge su diversi piani, con l'Europa che sta provando in tutti i modi a proporre un contraltare negoziale a un Donald Trump che - portato a casa l'accordo sulle terre rare e dunque la certezza di una presenza statunitense strutturata in Ucraina per i decenni a venire - è ormai interessato solo a chiudere velocemente il conflitto. Senza troppo curarsi né delle ragioni in campo, né degli interessi dell'Europa.
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Buongiorno. Ancora la guerra in Ucraina in primo piano. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha convocato una conferenza stampa per annunciare che gli Stati Uniti premono perché l’Ucraina si ritiri dalla parte del Donbass che ancora controlla, dove Washington intende poi creare una «zona economica libera». Zelensky ha spiegato che l'Ucraina ha presentato agli Stati Uniti un piano rivisto in 20 punti per porre fine alla guerra con la Russia, e che la questione della cessione del territorio rimane un punto critico…
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Per Volodymyr Zelensky è il momento di fare chiarezza con l’Ucraina. Ciò che resta del Donetsk verrà ceduto o no alla Russia? «Credo che il popolo ucraino risponderà a questa domanda. Attraverso le elezioni o un referendum, ma deve esserci una posizione del popolo». La dichiarazione ha spiazzato tutti, soprattutto gli avversari, nessuno immaginava questo ennesimo colpo di scena che demanda una decisione altamente impopolare.
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Il destino del Donbass e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, oggi in mano russa sono i due punti su cui sono incagliate le trattative di pace per l’Ucraina, secondo il presidente Volodymyr Zelensky, che al rientro a Kiev ha parlato giovedì alla stampa. Gli Stati Uniti, ha spiegato, chiedono che l’Ucraina rinunci anche a quella parte della regione di Donetsk che i russi non hanno ancora occupato, per trasformarla in “zona a economia libera” e demilitarizzata, ma sulla questione…
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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che la questione principale al momento nei colloqui di pace tra Russia e Ucraina “è quali territori e concessioni l’Ucraina è disposta a fare. È una domanda a cui devono rispondere principalmente il presidente ucraino e il popolo ucraino”, ha affermato Merz durante una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato Mark Rutte. I governi europei stanno cercando di contribuire a guidare i negoziati di pace…
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Gli Stati Uniti stanno spingendo l'Ucraina a ritirare le sue truppe dal Donbass e a creare una "zona economica libera" nelle parti della regione ora controllate da Kiev. Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Durante un briefing a Kiev con giornalisti di diverse testate tra cui il Guardian, Zelensky ha detto che gli Usa «non sanno chi governerà questo territorio, che chiamano 'zona economica libera' o 'zona smilitarizzata'» e ha aggiunto che l'Ucraina non ritiene che il piano sia equo…
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La risposta di Volodymyr Zelensky a Donald Trump, inviata ieri, mercoledì 10 dicembre, è incardinata sostanzialmente su 4 punti: i territori, le garanzie di sicurezza, la ricostruzione dell'Ucraina e la novità di giornata, l'adesione all'Unione europea entro il 2027. Non è ancora un piano di pace articolato, ma piuttosto una bozza di discussione per bilanciare lo schema preparato dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner con i russi.
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I droni a lungo raggio dell’intelligence ucraina hanno colpito la piattaforma petrolifera russa Filanovsky nel Mar Caspio. Lo riporta l’emittente ucraina Suspilne citando fonti informate dello Sbu, aggiungendo che si tratta del primo attacco in assoluto alle infrastrutture petrolifere russe nella regione. Secondo la fonte, la produzione di petrolio nella piattaforma è stata interrotta a seguito dell’attacco.
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Ciriani: Dl si farà entro l’anno, obiettivo è pace giusta “O il 22 o il 29 dicembre il decreto per gli aiuti all’Ucraina sarà approvato in Consiglio dei Ministri. Questo non contrasta con la possibilità di arrivare a un tavolo di trattativa tra Occidente e Russia che porti al cessate al fuoco. Ma deve essere una pace giusta, non può essere imposta all’Ucraina”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ospite di SkyTg24
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L’opinionista del Washington Post David Ignatius afferma che un accordo sembra avvicinarsi per l’Ucraina e che «nonostante le fragili fondamenta» lo sforzo di pace di Trump è «in parte promettente», perché i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner «sembrano riconoscere che la migliore protezione per l’Ucraina è una combinazione di garanzie di sicurezza obbligatorie e futura prosperità economica.
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