Con la legge n. 296/2006 è stato istituito il Fondo di Tesoreria per l’erogazione del trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti del settore privato. La legge di Bilancio 2026 interviene ora in modo significativo sui criteri di accesso al Fondo, superando il precedente meccanismo che faceva riferimento al solo primo anno di attività dell’impresa. Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole per il conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria.
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La legge di Bilancio 2026 introduce un cambiamento importante per chi sarà assunto per la prima volta nel settore privato a partire dal 1° luglio 2026. La novità riguarda l’ingresso automatico nei fondi pensione integrativi, con regole diverse rispetto al passato e con effetti diretti sulla gestione del Trattamento di fine rapporto (TFR). Di seguito un’analisi completa delle nuove disposizioni. Previdenza complementare: cosa cambia con la legge di Bilancio 2026 La manovra…
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Chi deve versare il TFR all’INPS nel 2026? Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 cambiano le regole Chi deve versare il TFR all’INPS nel 2026? Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio sono cambiate alcune regole per il versamento del trattamento di fine rapporto. L’obbligo di versare le quote al Fondo di Tesoreria si determina sulla base del numero di dipendenti occupati e sull’incremento negli anni successivi.
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Dal primo luglio di quest’anno entrerà in vigore l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti del settore privato, nel caso in cui non esprimano parere contrario entro un bimestre dall’assunzione. Decisamente contraria la posizione del Cub (Confederazione Unitaria di base) pronta a far partire una campagna di contrasto fatta anche di analisi economiche di raffronto tra il tradizione TFR ( con l’importo della…
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Con la circolare INPS n. 12/2026 l’Istituto fornisce le prime istruzioni operative relative ai nuovi meccanismi di individuazione dei datori di lavoro obbligati al versamento delle quote di TFR maturando al Fondo di Tesoreria, a seguito delle novità introdotte dalla Legge n. 199/2025 (Legge di bilancio 2026), che hanno modificato l’art. 1, comma 755, Legge n. 296/2006. La circolare chiarisce anzitutto il perimetro soggettivo della disciplina, che resta ancorato ai lavoratori per i quali…
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Condividi l'articolo: La legge di Bilancio 2026 interviene in maniera significativa sulla disciplina del Fondo di Tesoreria INPS, incidendo sui criteri di accesso e ampliando sensibilmente la platea dei datori di lavoro tenuti al versamento delle quote di TFR maturando. Pur restando sostanzialmente invariata la struttura del Fondo, la riforma modifica in modo rilevante il requisito dimensionale, superando l’impostazione originaria fondata esclusivamente sul primo anno di attività e introducendo un criterio di verifica di…
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Si riduce da sei mesi a 60 giorni per i nuovi assunti il tempo per decidere se destinare il proprio Tfr alla previdenza integrativa o se lasciarlo in azienda. Il silenzio assenso scatta così con 4 mesi di anticipo rispetto a quanto previsto a partire dal gennaio 2026. Il vademecum per confrontare le due scelte Si riduce da sei mesi a 60 giorni per i nuovi assunti il tempo per decidere se destinare il proprio Tfr alla previdenza integrativa o se…
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Con la circolare n. 12 del 5.02.2026 l’INPS ha diffuso le prime indicazioni amministrative concernenti l’attuazione delle modifiche relative agli aspetti di natura contributiva disposte dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026), in materia di trattamento di fine rapporto e obbligo di versamento al ”Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”…
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Mercato del lavoro fra legge Fornero e Job Act Due sono a confronto le riforme del mercato del lavoro a stretto giro di posta con il Job Act che vede lo stesso cercare di superare l’articolo 18... Pubblicato / Leggi Il benessere lavorativo come valore del diritto del lavoro Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra». Le parole di…
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Il tempo stringe per i neoassunti. Dal 2026 la finestra per scegliere la destinazione del Tfr si riduce drasticamente: non più sei mesi, ma 60 giorni dalla data di assunzione. Entro questo termine il lavoratore deve decidere se destinare il trattamento di fine rapporto alla previdenza complementare oppure lasciarlo in azienda. Scaduti i due mesi, entra in gioco il silenzio-assenso. In assenza di una…
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L’INPS, con circolare n. 12 del 5 febbraio 2026, ha offerto indicazioni relativamente alle novità introdotte dalla Legge n. 199/2025 in tema di TFR e versamento al Fondo di Tesoreria, chiarendo le modalità per determinare il requisito dimensionale del datore di lavoro sulla base della media annuale dei lavoratori in forza e la decorrenza dell’obbligo. La circolare, inoltre, ha fornito istruzioni operative per la composizione dei flussi UniEmens.
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La Legge di Bilancio 2026 non ha cambiato soltanto l’età pensionabile o gli strumenti di uscita dal lavoro, ma ha deciso di rimettere al centro la previdenza complementare con una serie di interventi che, nella sostanza, vogliono spingere più lavoratori verso il “secondo pilastro” previdenziale, pur lasciando aperti importanti nodi applicativi. Tra luci e ombre, si delinea una visione che non modifica radicalmente il sistema, ma cerca di renderlo più «pervasivo, flessibile e vantaggioso», come più volte sottolineato sulle colonne…
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Introduzione Si riduce da sei mesi a 60 giorni per i nuovi assunti il tempo per decidere se destinare il proprio Tfr alla previdenza integrativa o se lasciarlo in azienda. Si rafforza il criterio del silenzio assenso e solo se in questi due mesi si manifesterà espressamente la volontà di non aderire alle forme pensionistiche complementari il Tfr sarà lasciato in azienda. Ma cambiano le regole e si va verso una crescita della platea delle aziende che dovranno versare il Tfr…
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L’INPS chiarisce le modalità di versamento: le nuove soglie occupazionali si aggiungono alle regole vigenti. Per le aziende con inizio attività fino al 2024, l'obbligo scatta sopra i 60 dipendenti se raggiunti nel 2025, mentre per le nuove costituzioni resta il limite di 50. La gestione del Trattamento di Fine Rapporto (Tfr) diventa più complessa per le imprese italiane. La riforma della previdenza integrativa prevista dalla Manovra 2026 si affianca a quella già esistente con il risultato che l’obbligo di conferimento…
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La Legge di Bilancio 2026 interviene sulla disciplina della previdenza complementare introducendo l’adesione automatica alle forme pensionistiche per i lavoratori dipendenti del settore privato, rafforzando l’obbligatorietà della contribuzione datoriale e ampliando gli incentivi fiscali. La riforma attribuisce inoltre un ruolo centrale al datore di lavoro nella gestione e nell’informazione delle scelte previdenziali, con l’obiettivo di favorire una più ampia diffusione della…
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