C’è un periodo dell’anno che rischia di diventare uno spartiacque per la sicurezza stradale italiana: il mese di maggio. Da quel momento, una parte consistente degli autovelox, dei Tutor e dei Telelaser installati sulle strade del Paese potrebbe essere spenta. Non per scelta politica o per ripensamento sulla lotta all’eccesso di velocità, ma per un problema giuridico e amministrativo che l’Italia si porta dietro da anni e che ora rischia di deflagrare in tutta la sua gravità.
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Dovranno essere spenti 2.800 strumenti Tutte le altre, per poter essere utilizzate, dovranno essere omologate in base alle nuove procedure tecniche. Si tratta, appunto, della maggior parte degli strumenti attualmente in dotazione alle forze di polizia. Tra questi, gli autovelox delle serie precedenti alla 106, i Tutor della precedente generazione e tutti i Telelaser. In totale, circa 2.800 dispositivi che dovranno essere spenti…
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Il decreto sull’omologazione degli autovelox, inviato a Bruxelles martedì scorso, se tornerà in Italia a maggio senza osservazioni e verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore presumibilmente entro la fine del mese. I paletti fissati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avranno come conseguenza lo spegnimento di 2.591 misuratori di velocità, mentre verrebbero automaticamente omologati i restanti 1.282 censiti sulla piattaforma digitale del ministero.
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A Porra di Ventimiglia la guerra dell’autovelox continua a colpi di carte bollate, decreti annunciati e verità a geometria variabile. Un conflitto che, tra censimenti ballerini, prove di omologazione mai viste, portali ministeriali e interpretazioni creative della legge, ha superato i confini locali per diventare un caso nazionale. A sorpresa, l’ultimo dispositivo installato sembrerebbe rientrare tra quelli “in regola”.
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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la solennità di un oracolo antico, conferma ciò che il Codacons grida da mesi: il caos regna sovrano. Un labirinto burocratico e un quadro desolante, dove comuni interi si scoprono nudi come vermi: chi non ha fornito le informazioni richieste al Mit non può più usare i suoi autovelox, pena l'inutilità totale. E quelli che hanno obbedito, ma con apparecchi non omologati? Multe annullate a raffica, dopo ricorsi a pioggia.
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Il ministero «spegne» 3 autovelox su 4. E sulle procedure di omologazione si rischiano nuovi ricorsi
Era atteso da oltre 33 anni. Ieri il governo ha notificato a Bruxelles la bozza di decreto del ministero dei Trasporti sull’omologazione degli autovelox. In realtà un testo era già stato trasmesso nel marzo scorso, ma venne ritirato, dopo le polemiche, per «ulteriori approfondimenti». Ora — come è in grado di anticipare il Corriere della Sera — è stato inviato con poche modifiche rispetto a quello precedente.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La vicenda della mancata omologazione degli autovelox si sta forse risolvendo: il 31 gennaio il Mit ha annunciato di aver trasmesso il Dm “correttivo” al Consiglio superiore dei lavori pubblici (per il parere) e al Mimit (per la notifica alla Ue). Ma lo stesso Mit stima che, sui circa 11mila apparecchi presenti in Italia, solo poco più di mille sono…
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È di circa un autovelox ogni undici installati sulle strade italiane, la proporzione dei dispositivi che operano con una regolare approvazione e omologazione, quindi legittimamente utilizzabili. È questo il risultato giunto al termine del censimento durato due mesi, tempo concesso agli Enti locali per registrare gli estremi (modello, tipo, matricola e decreto di approvazione) di ogni singolo autovelox presente sul territorio: su circa 11 mila autovelox rilevati, solo 3.800 sono stati materialmente registrati sulla…
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Dopo anni di illazioni sul numero di autovelox omologati, adesso abbiamo finalmente un dato ufficiale, anche se non precisissimo, diffuso dallo stesso ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: a fronte dei circa 11.000 dispositivi informalmente rilevati sul territorio e dei 3.866 registrati sulla piattaforma del MIT con il recente censimento, attualmente poco più di 1.000 rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione che saranno adottati mediante il decreto del MIT.
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