Il professore ha probabilmente confuso il testo della riforma Meloni con quello della riforma Berlusconi: in quel caso tutte le sue critiche erano corrette. Sulla attuale riforma no. La verifica fatta, gli errori segnalati e quel che ha fatto Meta. Ma il video è ancora lì, visibile e condivisibile da tutti. Poco più di una settimana fa è arrivata a me come a tanti che seguono il professore Alessandro…
Leggi
Altre notizie:
Meta limita su Facebook la diffusione del video dello storico Alessandro Barbero sulle sue ragioni del No alla riforma della Giustizia, perché considerato fuorviante e virale. Ma il fact-checking della piattaforma social diventa un caso e arriva in Parlamento. A lanciare, a Palazzo Madama, un'interrogazione alla premier Giorgia Meloni è il Partito democratico, con i senatori Francesco Boccia e Antonio Nicita, rispettivamente presidente e vicepresidente…
Leggi
L'etichetta di "falso" del quotidiano online Open ha condannato il suo intervento alla censura social. Ma sui rischi per l'indipendenza dei magistrati lo storico centra il punto con chiarezza e al di là dei formalismi. Ecco perché “L’intervento di Alessandro Barbero sul referendum contiene informazioni fuorvianti e non supportate dai fatti“. Così il “fact-checking” di Open, firmato dal vicedirettore specializzato David Puente, ha…
Leggi
Barbero censurato mentre i politici straparlano. Propaganda I controlli funzionano soltanto sullo storico: nessun problema per chi lega la riforma a casi che non c’entrano nulla Hanno messo sulla graticola lo storico Alessandro Barbero accusandolo di essere uno sparaballe perché ha osato dire che voterà No al referendum. Ma al Sì tutto è concesso, compresa la censura dell’altrui opinione. Aiuta il fatto che Meta, nel suo regolamento, preveda appositamente di…
Leggi
È bastato un video. Un professore che parla. Un referendum che entra finalmente nelle case. Poi la mano invisibile che abbassa il volume. Meta ha deciso che l’intervento di Alessandro Barbero sul referendum sulla giustizia doveva essere rallentato, meglio ancora affossato. Ufficialmente per “fact-checking”. In concreto per eccesso di diffusione. Troppo visto e troppo condiviso. In una parola: troppo politico.
Leggi
Il caso del fact checking al video di Alessandro Barbero in cui il professore spiega i motivi del suo No e che ha generato il suo oscuramento sui social di Meta, ha riportato una luce un grosso paradosso: se Barbero viene sottoposto – discrezionalmente – ad analisi dei fatti perché il contenuto stava diventando troppo virale, condiviso da centinaia di migliaia di persone e pagine, lo stesso non può essere fatto per gli esponenti politici.
Leggi
Meta riduce la visibilità del video in cui lo storico Alessandro Barbero spiega perché voterà no al referendum del 22-23 marzo. Il professore, contattato da Repubblica, si limita a un breve commento per non alimentare la polemica: “I fatti parlano da sé”. Nelle ultime ore, su Facebook – secondo quanto ha anticipato il Fatto quotidiano – il filmato di Barbero sarebbe apparso, nelle pagine in cui contava più visualizzazioni, con lo sfondo sfocato e la…
Leggi
“NO al controllo dell’informazione da parte degli USA sul Referendum: Meta (Facebook e Instagram) ha oscurato il video in cui il prof. Alessandro Barbero spiega perché voterà NO al referendum sulla riforma della giustizia di Meloni, definendolo ‘informazione falsa‘ dopo un presunto fact-checking pagato dalla società americana. Un atto gravissimo: una big tech statunitense decide di silenziare un’opinione politica legittima di uno dei più autorevoli…
Leggi
La vicenda del professore è un piccolo manuale di sociologia della comunicazione al tempo dei social. Un vero corto-circuito che ha poco di democratico La vicenda di Alessandro Barbero è un piccolo manuale di sociologia della comunicazione al tempo dei social. Ormai una settimana fa, lo storico pubblica sugli account social del Comitato un video-appello in cui invita a votare NO al prossimo referendum sulla giustizia e spiega perché lo fa.
Leggi
Negli ultimi giorni Alessandro Barbero, professore di Storia e divulgatore molto popolare, ha pubblicato un video sui canali social del comitato del NO promosso dall’ANM, nel quale invita gli italiani a bocciare il referendum sulla giustizia voluto dal Governo Giorgia Meloni. Il problema non è che Barbero abbia un’opinione politica: è legittimo. Il problema è che il video diffonde informazioni sbagliate, semplificazioni ideologiche e vere e proprie inesattezze giuridiche, sfruttando la sua enorme…
Leggi
Il video del professore Alessandro Barbero sul perché voterà “No” al referendum è stato oscurato da Meta su Facebook: la sua visibilità è stata ridotta sulle pagine che lo hanno pubblicato e ricondiviso dopo un fact checking che lo ha etichettato come “Falso”. Il motivo per cui è stato sottoposto ad analisi? Era virale. La …
Leggi
Alessandro Barbero, noto divulgatore, è stato criticato per un video pubblicato sui suoi canali social, nel quale annuncia che voterà “no” al Referendum sulla Giustizia, spiegando le motivazioni della sua decisione. Nel suo ragionamento, infatti, Barbero sembra confondere il ruolo del Parlamento e quello del Governo nel nuovo assetto. Potrebbe però trattarsi solo di un’interpretazione delle conseguenze della riforma, quando verrà…
Leggi
Lo storico fa riferimento a una presunta scelta del Governo, ma basterebbe leggere la riforma per comprendere che questo non interviene in alcun modo Attraverso il video di Alessandro Barbero sul Referendum Giustizia, nel quale lo storico dichiara di votare “No”, si potrebbe pensare che una vittoria del “Sì” comporterebbe un aumento del potere del Governo sulla magistratura, fino a evocare scenari autoritari e un ritorno a un modello fascista.
Leggi
«Caro professor Barbero, lei è uno studioso che stavolta non ha studiato». Parte la controffensiva al caso Barbero dei fautori del Sì alla riforma Nordio. Ieri sono stati lanciati in Rete due video che fanno le pulci agli «errori» storici e giuridici del «prof». Mentre Antonio Di Pietro, dalle colonne del Corriere, lancia una sfida: «Confrontiamoci in pubblico e gli dimostro che stavolta non ha letto la storia, né la riforma.
Leggi
Censurato da Meta il video di Alessandro Barbero in cui spiega perché voterà "no" al referendum sulla giustizia. Il video è stato oscurato dalla piattaforma perché conterrebbe "informazioni false o fuorvianti". Nello specifico, Barbero avrebbe fatto qualche imprecisione tecnica, affermando che con la riforma il "Governo" continuerebbe a scegliere una parte dei membri del CSM…
Leggi
