Per anni avrebbe usato un badge regolare, entrando indisturbato nel palazzo di Largo Chigi 19, distaccamento della Presidenza del consiglio, dove si trovano gli uffici di diversi ministri senza portafoglio. Di più: sostiene anche di avere un ufficio, con tanto di chiavi riservate, all’interno del palazzo. È quello che Andrea Visentin, finito ai domiciliari per millantato credito e truffa, ha intenzione di raccontare al pubblico ministero che indaga su di lui e che…
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Si presentava come un uomo vicino ai servizi segreti e alle forze di polizia, capace — a suo dire — di aprire le porte delle carriere più ambite nel mondo dell’intelligence. In realtà, secondo gli investigatori, era tutto parte di una truffa ben orchestrata. Un 33enne è stato arrestato nei giorni scorsi a Roma dopo essere stato fermato dagli agenti mentre circolava nel centro della Capitale a bordo di una berlina di grossa cilindrata dotata di lampeggiante blu, un dettaglio…
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Per mesi un uomo si sarebbe finto agente segreto promettendo incarichi di lavoro al Governo in cambio d’ingenti somme di denaro Una vicenda incredibile, a dir poco rocambolesca. Per mesi un uomo avrebbe costruito una messinscena degna di un film di spionaggio: auto con lampeggiante, distintivi istituzionali falsificati e incontri nei pressi dei palazzi del potere. All’inizio si presentava come prefetto o viceprefetto.
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All’inizio si spacciava per prefetto, o viceprefetto. Poi, una volta entrato in confidenza, confessava: «In realtà lavoro nei servizi segreti». Alla fine, offriva posti di lavoro alla presidenza del Consiglio, in cambio di soldi. Molti soldi. Ma non è tutto: per rendere più credibile e appetibile la proposta, oltre a viaggiare a bordo di auto con il lampeggiante, falsificava badge istituzionali. E non è escluso che sia anche riuscito a utilizzarli…
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Andrea V. millantava legami con l'Intelligence e il Ministero dell'Interno, promettendo assunzioni in cambio di ingenti somme di denaro Si fingeva prefetto o vice prefetto o all’occorrenza un semplice funzionario. Un 33enne romano è stato arrestato dalla polizia nel centro di Roma con l’accusa di aver truffato numerose persone promettendo posti di lavoro al Ministero dell’Interno e nei servizi…
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L'uomo viaggiava a bordo di auto con lampeggiante. Giallo su una visita alla presidenza del Consiglio Passeggiando per Roma è facile incontrarne uno. Si spacciano per lavoratori del Vaticano e del Parlamento e promettono un posto anche all’astante o a un suo parente prossimo. Chiedono soldi in cambio. Poi incassano e spariscono. La truffa di recente ha però fatto un salto di qualità. Adesso c’è chi dice prima di essere prefetto o viceprefetto.
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Un trentatreenne, A.V., avrebbe millantato di lavorare al Viminale, ma anche di essere ben inserito in ambienti vicini all’Intelligence. Così ha promesso posti di lavoro nei servizi e nelle altre istituzioni, riuscendo a ottenere circa 150mila euro dalle persone che gli avevano credute e speravano in un posto di lavoro. La Digos di Roma ha arrestato, l’uomo, che viaggiava con autista e tanto di collaboratori, a seguito di una perquisizione.
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Millantava legami con l’Intelligence e con il Ministero dell’Interno e prometteva assunzioni nelle forze dell’ordine e nei servizi segreti in cambio di denaro. Un 33enne romano è stato arrestato il 10 marzo dalla polizia nel centro della Capitale, al termine di un’operazione scattata dopo un controllo sospetto in via Santa Maria in Via, vicino Palazzo Chigi. Andrea Visentin, questo il nome del…
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