Che imbarazzo per Nicola Fratoianni: il paladino della sinistra radical chic. L’intransigente censore del capitalismo sfrenato. L'integerrimo Kompagno (col K rafforzativo) in eschimo e una Tesla in garage, si ritrova a dare conto della contraddizione (vivente) nello studio de La7 di Piazza Pulita. Dove trova un accogliente Formigli che,
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Roberto Tortora 21 marzo 2025 Giù la “Musk” per Nicola Fratoianni, leader di AVS e adoratore del tycoon sudafricano, almeno fin quando gli è convenuto. Cioè fin quando in campagna elettorale la compagna, la deputata Elisabetta tti, non ha utilizzato un’auto Tesla per fare i suoi giri propagandistici. Ora che il tutto è diventato sconveniente, la stessa tti ha annunciato che, una volta pagate le rate del leasing, abbandonerà…
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Bignami smonta Fratoianni alla Camera: "Dal predellino della Tesla...". E lui dà di matto: il suo gesto in aula Vietato ironizzare su Nicola Fratoianni e la Tesla (intestata alla moglie Elisabetta tti) parcheggiata nel garage di casa sua. Chi lo fa, come Galeazzo Bignami, viene letteralmente mandato a quel paese dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Dopo il caos su Ventotene alla Camera mercoledì pomeriggio, con la…
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"Il collega Fratoianni inveisce contro Musk dal predellino della sua Tesla". L'intervento del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha scatenato l'ira del leader di Alternativa verdi e sinistra Nicola Fratoianni nell'aula del Parlamento. Il deputato di Avs ha fatto un gesto con la mano come per
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Si è pentita di averlo ammesso in diretta, Rosy Bindi, ma non certo di averlo fatto. Intervistata a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, l'ex presidente del Pd, ex ministra ed ex parlamentare torna sulla questione Tesla. Qualche giorno fa, nel pieno dello "scandalo" Elisabetta tti, aveva rivelato di aver deciso di vendere delle azioni del gruppo di automobili elettriche fondato da Elon Musk dopo aver scoperto di averle "in pancia".
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Claudio Brigliadori 20 marzo 2025 Da Elon Musk alla odiata “lobby dei tassisti”, come dire dalla padella alla brace. La settimana da via Crucis di Elisabetta tti si conclude alla stazione di Giovanni Floris a DiMartedi su La7. Ma neanche qui, in una ambiente più che amichevole e rassicurante, la deputata di Alleanza, Verdi e Sinistra può respirare tranquilla. Troppo pesante il fardello del tragicomico caso Tesla
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Bignami: 'Fratoianni e la Tesla...', ecco il gesto di risposta del deputato Avs. Poi si 'cuce' bocca
Galeazzo Bignami di FdI in Aula alla Camera nomina la Tesla di Fratoianni, "dal suo predellino inveisce contro Elon Musk", il deputato di Avs fa un gesto con la mano, come per mandarlo a quel Paese, e poi si "cuce" la bocca con le dite, in direzione della presidenza dell'Aula. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Nell’era delle scoperte “a propria insaputa”, l’ex ministra Rosy Bindi ci regala l’ultimo capitolo di questa saga tragicomica. Ospite del programma radiofonico “Un giorno da pecora”, la Bindi ha rivelato di aver scoperto che la sua banca aveva investito una piccola somma in azioni Tesla a sua insaputa. La reazione? Una vendita immediata, quasi fosse stata colta in flagrante con le mani nel barattolo delle marmellata del Divino Elon.
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La Tesla "perseguita" Elisabetta tti: nelle ultime settimane la deputata di Alleanza verdi e sinistra è finita al centro delle polemiche per l'acquisto di un'auto elettrica da 47 mila euro. La moglie di Nicola Fratoianni - leader di Sinistra italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra - è stata protagonista di un siparietto televisivo durante la trasmissione DiMartedì, andata in onda su La7. Che cosa è successo in tv Ieri sera, martedì 18 marzo, Floris nel presentare…
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Almeno una battuta era impossibile non farla. Giovanni Floris nel presentare Elisabetta tti, tra le sue ospiti a DiMartedì, ha lanciato una frase ironica evocando le polemiche dei giornis corsi sulla Tesla di proprietà della deputata di Alleanza Verdi e Sinistra e di Nicola Fratoianni
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(Adnkronos) – Oggi la Tesla, la macchina di Elon Musk, è diventata un oggetto politico. Viene boicottata in giro per il mondo e calano le vendite in Italia, perché comprare una Tesla ha un significato ideologico, come dimostrano anche le polemiche legate alla scelta di Elisabetta tti e Nicola Fratoianni (moglie e marito, deputata e leader di Avs) di vendere una macchina che evidentemente li imbarazza.
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Il direttore editoriale del Secolo d'Italia torna sulle polemiche: "E' come se uno di destra vendesse una Fiat perché Elkann è il padrone di Repubblica..." Oggi la Tesla, la macchina di Elon Musk, è diventata un oggetto politico. Viene boicottata in giro per il mondo e calano le vendite in Italia, perché comprare una Tesla ha un significato ideologico, come dimostrano anche le polemiche legate alla scelta di Elisabetta tti e Nicola Fratoianni (moglie e marito, deputata e…
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Di Rosamaria Fumarola Pochi giorni fa i media ci hanno resi edotti del fatto che l’onorevole Elisabetta tti, moglie del leader di Avs Nicola Fratoianni, possiede una Tesla. Sulla questione, tti ha ritenuto doveroso chiarire di aver acquistato l’auto prima che Musk diventasse nazista e di averlo fatto in ragione del costo di 47.000 euro, che non le era sembrato proibitivo. Le critiche da parte degli esponenti della destra non si sono fatte attendere e personalmente ho trovato stucchevole tanto…
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L’acquisto di una Tesla da parte di Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, e di sua moglie ha scatenato un’ondata di critiche e ironie, culminate nell’articolo moralista di Massimo Gramellini. Il punto non è il semplice possesso di un’auto elettrica, ma l’implosione di un’intera narrazione politica. Chi per decenni ha predicato la transizione ecologica, nel momento in cui ne diventa protagonista, subisce il linciaggio pubblico.
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Dio è morto, Mao Zedong è morto e nemmeno Nicola Fratoianni si sente troppo bene. L’incidente ideologico sulla Tesla di famiglia mostra plasticamente quanto certi circoletti chic credano veramente poco in quello che dicono. Se poi ci aggiungiamo che un convinto operaista come Fratoianni giustifichi “l’acquisto imperialista” dicendo che costava poco (47mila euro, cioè almeno due anni di stipendio di un precario), il gioco è fatto: il movimentismo liquido della sinistra è evaporato allo stato gassoso.
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