Il Medio Oriente rappresenta per il commercio estero italiano una delle aree più dinamiche. Negli ultimi anni la domanda di prodotti made in Italy ha registrato infatti una crescita costante, sostenuta da investimenti industriali, urbanizzazione accelerata e grandi progetti infrastrutturali. Tra gennaio e novembre 2025, secondo le analisi elaborate da Confartigianato, le esportazioni italiane verso i Paesi della regione hanno segnato un aumento del 7,9%, un ritmo superiore…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Consumi fermi ed export in frenata. Con i ricavi industriali in calo e una quasi stagnazione a livello di prodotto interno lordo. È la prima valutazione realizzata da Cerved sull’impatto economico per l’Italia della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele in Iran
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Il Medio Oriente resta una delle direttrici più rilevanti per il Made in Italy, ma il nuovo deterioramento del quadro geopolitico rischia di mettere in difficoltà un’area fondamentale per le imprese esportatrici. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran del 28 febbraio, diverse navi risultano ferme davanti ai porti di Dubai, Doha e Jubail, con possibili ricadute sulla regolarità dei traffici commerciali e sulla tenuta delle…
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A causa del conflitto scoppiato in Medio Oriente alle imprese della Liguria il costo dell'energia e del gas rischia di costare 175 milioni di euro in più rispetto alle previsioni. Questa è una delle conseguenze della guerra scoppiata in Iran dopo l'attacco di Israele e Stati Uniti di venerdì 27 febbraio. Secondo gli studi della Cgia di Mestre in Liguria si registrerà un aumento del 13,4% del costo di energia e gas per le imprese rispetto alle previsioni iniziali.
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"Le crescenti tensioni geopolitiche e i conflitti internazionali stanno proiettando ombre preoccupanti sull’economia della provincia di Lucca, colpendo in modo diretto il sistema delle piccole e medie imprese": è l’allarme della presidente di Cna Lucca, Sabrina Mattei, che in una nota richiama con forza l’attenzione sulle pesanti ricadute legate all’instabilità globale, ricadute che si manifestano attraverso l’aumento dei costi energetici, dei trasporti e una diffusa…
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Il rialzo del petrolio e del gas legato al nuovo conflitto spaventa il mondo dell'artigianato. La situazione analizzata da Confartigianato e Cna Preoccupano le conseguenze sull’economia del conflitto in Medio Oriente. Il petrolio ha già superato i 100 dollari al barile e il gas continua la sua corsa al rialzo. Ne parliamo con Confartigianato e Cna. “Ripercussioni rilevanti sull’economia” Marco Pierpaoli, segretario Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino «L’aumento del costo dei carburanti, legato…
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Per territori fortemente manifatturieri e aperti ai mercati internazionali, come quello di Reggio, ogni instabilità diventa inevitabilmente una questione socio-economica territoriale. L’attacco all’Iran da parte di Usa e Israele aggiunge ulteriore incertezza in uno scenario già segnato da incognite, dal costo dell’energia alle tensioni commerciali. Le conseguenze non riguardano solo i Paesi coinvolti: incidono sui consumi, ma anche sulla mobilità delle merci, sulle catene di approvvigionamento e sull’accesso alle materie prime con ricadute…
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Inoltre Dubai, negli ultimi anni, è diventata anche un ponte per sbarcare nel vicino mercato saudita. Sono 4mila le aziende che hanno rapporti di business consolidati con il Regno e che è il nostro 19esimo Paese di destinazione dell’export, con un valore di 6,3 miliardi (+1,5% rispetto al 2024). Forte la vendita di beni strumentali, con una quota del 35%. Molto richiesti anche i prodotti chimici. Negli 1,9 miliardi di merci vendute in Kuwait ci sono per la metà…
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Introduzione La guerra in Medio Oriente rischia di frenare la crescita di un settore fondamentale per l’economia italiana, quello dell’export. Lo scorso anno, i volumi delle vendite dei nostri prodotti verso i Paesi della zona ha segnato un’importante crescita: +7,9% tra gennaio e novembre 2025. L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e l’allargamento verso gli altri Stati del Golfo che ne è seguito potrebbero adesso vanificare i passi fatti in avanti, con ricadute…
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"Prezzi in salita per carburanti, energia elettrica, beni di consumo: in arrivo rincari per 650 euro all’anno per famiglia". Sono gli effetti della guerra in Medio Oriente, secondo le previsioni di Federconsumatori Marche. "Purtroppo – spiega il presidente Stefano Tordini –, la guerra nel Golfo sta causando dei comportamenti frenetici con effetti sulle famiglie, che dovranno affrontare aumenti di circa 650 euro all’anno: di 186 euro sono gli incrementi legati ai carburanti (sia i costi diretti del…
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È allarme aumenti in Campania. Secondo Confesercenti il preoccupante scenario internazionale rischia di pesare enormemente sulle piccole e medie imprese della regione e famiglie. L'analisi tocca vari comparti che confluiscono verso la direzione univoca di un incremento di costi e spesa per famiglie e attività. «La guerra in Iran sta già producendo effetti negativi sull'economia delle famiglie dei cittadini campani.
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La nuova guerra nel Golfo mette a repentaglio 19,5 miliardi di euro di esportazioni annue di prodotti Made in Italy nelle aree coinvolte nel conflitto. E allo stesso tempo mina le catene di approvvigionamento che garantiscono all’Italia 9,5 miliardi di beni provenienti da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Iran, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar. Lo raccontano le schede economiche stilate per ciascuno di questi Paesi…
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Nelle ultime ore, il prezzo del greggio ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, mentre la tensione nello Stretto di Hormuz – arteria vitale attraverso cui transita circa un quinto della produzione petrolifera mondiale – ha raggiunto livelli critici. Quella che potrebbe apparire come una crisi geograficamente remota si traduce, in realtà, in un'immediata onda d’urto per il sistema economico toscano.
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COSENZA – La guerra in Iran preoccupa la Calabria e gli imprenditori. “La preoccupazione e l’ansia sono molte perché è evidente che, se il conflitto dovesse proseguire, le ripercussioni sull’economia ci saranno”. Lo ha detto il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, a margine di un incontro alla Cittadella regionale, rispondendo ai giornalisti sugli effetti che il conflitto in Iran potrebbe avere sull’economia regionale.
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Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran stanno scuotendo l'economia della Campania, colpendo direttamente il portafoglio dei cittadini e la stabilità delle piccole e medie imprese. Il quadro delineato da Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, è drammatico: ogni famiglia campana dovrà affrontare rincari stimati in almeno 600 euro all'anno, una cifra che rischia di salire ulteriormente se la crisi diplomatica non…
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Preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente arriva anche dagli industriali calabresi. «La preoccupazione e l’ansia sono molte, perché è evidente che, se il conflitto dovesse proseguire, le ripercussioni ci saranno» - ha detto il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, a margine di un incontro a Catanzaro. «Parliamo - ha aggiunto Ferrara - di un'economia già fragile.
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Il caro energia rischia di pesare ancora una volta sui bilanci delle imprese venete. Secondo le stime dell’ufficio studi della CGIA di Mestre, nel 2026 le aziende della regione potrebbero pagare oltre un miliardo di euro in più per gas ed elettricità rispetto allo scorso anno. L’aumento sarebbe legato soprattutto alla recente impennata dei prezzi energetici sui mercati internazionali, innescata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente
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Condividi CATANZARO – «Le considerazioni emerse dalla relazione della Corte dei conti della Calabria in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario richiamano alla necessità di rafforzare la qualità dell’azione amministrativa e di…
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