"Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no". Lo ha detto il leader laburista britannico e premier in pectore Keir Starmer nel suo discorso di vittoria come deputato nel collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove è stato con oltre 18.000 suffragi e con oltre 11.000 voti di vantaggio sul secondo candidato, ma ha perduto personalmente voti rispetto al 2019, anche per la concorrenza di un candidato indipendente di sinistra filo-palestinese.
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Keir Starmer sarà il prossimo primo ministro del Regno Unito con una maggioranza di 165. Rishi Sunak ha ammesso la sconfitta e ha annunciato le sue dimissioni, prendendosi la responsabilità di uno dei peggiori risultati di sempre per i Tory PUBBLICITÀ Mentre prosegue lo spoglio, il partito laburista britannico si avvicina, secondo gli ultimi exti poll, alla conquista dei 405 dei 650 seggi della Camera dei Comuni, segnando una delle più grandi vittorie della sua storia.
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Ascolta ora 00:00 00:00 Un risultato che finirà sui libri di storia, quello che ha portato i Laburisti britannici a riprendersi il Paese dopo 14 anni di governo conservatore. "A tutti coloro che hanno fatto campagna per il Labour in queste elezioni, a tutti coloro che hanno votato per noi e hanno riposto la loro fiducia nel nostro Partito Laburista cambiato - grazie". Lo scrive su X Keir Starmer, leader Partito Laburista, che viaggia verso i 410 seggi.
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Avvocato, attivista, da anni in politica dopo la laurea ad Oxford. Vive a Kentish Town, sobborgo chic di Londra, ma non manca di ricordare le sue origini nella classe popolare. Il padre Rod era attrezzista in una fabbrica e non gli faceva vedere la televisione. La mamma Josephine infermiera in congedo per una grave malattia. Il suo nome viene dal gaelico e significa «oscuro»: è lo stesso del capo dei minatori scozzesi Keir Hardie
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C'era stanchezza verso i conservatori. Nel programma del Labour poche promesse di svolta, per il timore di spaventare con l'annuncio di tasse. Confermata la linea dura sui migranti e l'appoggio a Kiev
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Pirateria audiovisiva nel 2023: calano lievemente sia la platea dei pirati sia il numero totale degli atti illeciti ma il danno economico potenziale per le industrie dei contenuti e per il Sistema Paese rimane grave. È quanto emerge dalla nuova indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia, condotta dalla società Ipsos per conto di Fapav- Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, presentata a Roma, in occasione…
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