Roma, 26 mar. – Il Governo metta in campo misure a sostegno delle imprese, come il credito di imposta, già sperimentato in passato, e inserisca la food security nell’agenda della politica. E’ quanto chiede Assitol, l’associazione italiana dell’industria olearia, sottolineando che a quasi un mese dallo scoppio della crisi iraniana, l’impatto che la guerra in Medio Oriente rischia di avere sulle aziende associate, già provate negli ultimi anni prima dal Covid, poi dalla guerra in Ucraina, può essere…
Leggi
L'allarme recessione lanciato da Confindustria, la missione di Giorgia Meloni in Algeria per blindare le forniture di gas e la cautela della Bce sui tassi raccontano tre facce della stessa emergenza: la guerra in Iran sta ridefinendo gli equilibri economici europei e l'Italia prova a difendere crescita e industria muovendosi su più fronti, tra diplomazia energetica, richieste di sostegno alle imprese e vigilanza sulla politica monetaria
Leggi
"Qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, gli effetti negativi sulla crescita potrebbero estendersi oltre il breve periodo, con un impatto più persistente sia sulle condizioni di approvvigionamento energetico sia sulla fiducia di imprese e consumatori". È quanto scrive il Mef nel programma sulle emissioni di titoli di Stato annunciando che questi sviluppi saranno incorporati nell'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche nell'ambito della Relazione annuale sui progressi compiuti…
Leggi
«La resilienza da sola non basta. Serve una cornice di politiche coerente e orientata al futuro». Tradotto: una politica industriale «vera» da parte dell'Europa. Un reale investimento nella formazione tecnica da parte del Governo. Un'impresa pensata come asse dell'attività amministrativa da parte della Regione. Sono le richieste di Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto, alle Istituzioni.
Leggi
Giovedì 26 marzo 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Secondo un rapporto di viale dell’Astronomia, anche se il conflitto dovesse terminare a breve, la crescita sarà ridimensionata Link alla notizia
Leggi
La guerra in Medio Oriente, con la crisi in Iran e nello Stretto di Hormuz, rischia di avere effetti duraturi sull’economia italiana. A dirlo è il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che in una nota ha spiegato che se il conflitto dovesse protrarsi, l’impatto negativo sulla crescita potrebbe andare ben oltre il breve periodo. Mef, effetti negativi su crescita se la guerra si prolunga In questo momento, l'economia italiana sta già attraversando un rallentamento, fra la sofferenza dei…
Leggi
La nuova guerra nel Golfo e in Medio Oriente produce effetti pesanti anche sull’economia bresciana, e lo fa nel modo più diretto: attraverso la bolletta energetica. Secondo le stime elaborate per CNA Lombardia dal Centro Studi Sintesi, il 2026 potrebbe portare in Lombardia un aggravio complessivo di oltre cinque miliardi di euro tra gas ed energia elettrica, con una crescita superiore al 22% rispetto al 2025.
Leggi
Quindici per cento. Quasi sedici, a dire il vero. Calcolatrice alla mano, è questo l’incremento che ci si aspetta a Cremona sui costi dell’energia elettrica tra il 2025 e il 2026. Uno scossone «prevedibile», tutto sommato, come rilevano i vertici della Cna Lombardia. È l’onda d’urto della guerra del Golfo. A fare la conta dei danni è una ricerca del Centro studi Sintesi per Cna Lombardia. Sotto esame c’è tutta la Regione, dove i costi energetici complessivi (energia elettrica e gas) potrebbero passare dai 23,6 miliardi…
Leggi
Oltre 5 miliardi in più tra gas, luce e corrente. La ricerca realizzata dal Centro Studi Sintesi per Cna Lombardia stima che il costo energetico complessivo della Lombardia passi da 23,6 a 28,8 miliardi di euro tra l’anno 2025 e il 2026, con un incremento del 22%. A crescere di più sarà il gas (+28%), mentre l’elettricità subirà un rincaro del 19%. "Ce lo aspettavamo, la guerra la pagano non solo le sue vittime, fatto già umanamente gravissimo, ma anche famiglie e imprese…
Leggi
La guerra di Donald Trump e Benjamin Netanyahu in Iran presenta il conto. Non agli Stati Uniti o a Israele, ma all’Italia. Governata da Giorgia Meloni, fedele alleata di entrambi. Il nostro Paese rischia infatti di pagare un prezzo salatissimo per la crisi in Medio Oriente, con il rischio addirittura di una recessione nel 2026. Il Centro studi di Confindustria, nelle sue previsioni di primavera, taglia le stime di crescita a causa della guerra in Iran.
Leggi
Il conflitto in Medio Oriente, qualora dovesse protrarsi, potrebbe avere «effetti negativi sulla crescita oltre il breve periodo, con un impatto più persistente sia sulle condizioni di approvvigionamento energetico sia sulla fiducia di imprese e consumatori». È quanto emerge dal Programma di emissione del secondo trimestre pubblicato mercoledì 25 marzo dal ministero dell’Economia. «Questi sviluppi», si legge nel documento, «saranno…
Leggi
Brescia è tra i territori dove l’impatto si misura con maggiore evidenza: nel 2026 la spesa per l’energia elettrica è destinata a crescere di oltre 550 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Un dato che fotografa la pressione crescente sul sistema produttivo bresciano e, più in generale, su tutta la manifattura lombarda, nel pieno di una nuova fase di instabilità internazionale. Qui, più che altrove, l’energia non è una voce accessoria ma un ingranaggio centrale della macchina economica.
Leggi
Con impatto su approvvigionamento energia e su fiducia (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mar - "Qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, gli effetti negativi sulla crescita potrebbero estendersi oltre il breve periodo, con un impatto piu' persistente sia sulle condizioni di approvvigionamento energetico sia sulla fiducia di imprese e consumatori". Lo scrive il ministero dell'Economia nel Programma di emissione del secondo trimestre pubblicato…
Leggi
L'impatto della guerra in Iran comporta un ritocco al ribasso al +0,5% del Pil atteso per il 2026 se tutto si risolve entro questi ultimi giorni di marzo. Può portare alla stagnazione se il conflitto in Medio Oriente durerà fino a giugno con il blocco dello stretto di Hormuz ed i rischi per l'approvvigionamento di gas e petrolio. Nell'ipotesi estrema che questa "situazione grave" possa protrarsi per tutto il 2026 sarà recessione, con un Pil in…
Leggi
Stagnazione, recessione e contrazione dell’economia italiana. Queste le tre ipotesi avanzate dal Centro Studi di Confindustria legate alla guerra in Iran. E dunque, secondo lo scenario di base, se la guerra in Medio Oriente dovesse durare fino alla fine del primo trimestre, la crescita in Italia nel 2026 sarà pari a +0,5%, più bassa di quanto previsto a ottobre scorso di -0,2 punti percentuali. Si passerebbe alla stagnazione se invece la guerra dovesse prolungarsi fino al secondo trimestre del 2026, e infine l’Italia…
Leggi
Confindustria: "Se la guerra in Iran continua fino alla fine dell'anno, l'Italia sarà in recessione"
Il centro studi di Confindustria stima tre scenari di preoccupazione sul pil italiano a causa della guerra in Iran e il suo impatto sull’economia italiana Se la guerra in Medio Oriente continuerà per tutto il resto dell’anno 2026 e quindi per altri dieci mesi, il pil italiano è stimato in recessione a -0,7%. Se invece, il conflitto andrà avanti fino a giugno, si parla di stagnazione, crescita zero.
Leggi
Pesa la guerra in Iran sulle previsioni economiche di Confindustria. Gli economisti del Centro studi di viale dell’Astronomia hanno elaborato tre scenari per valutare l’impatto del conflitto in corso sullo stretto di Hormuz, dove viene estratto quasi il 30% del greggio mondiale. Nel primo scenario, preso come baseline, che prospetta la fine…
Leggi
Il Rapporto di previsione Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria già dal titolo evidenzia un alert significativo "Guerra, dazi, incertezza: a rischio la crescita". Tradizionalmente, questo documento sintetizza previsioni che si basano sull'analisi dei numeri disponibili e sulla percezione che il mondo dell'industria restituisce rispetto alle prospettive future. Questa volta ci sono due passaggi che, più degli altri, si legano alla strettissima attualità.
Leggi
Uno tsunami, fatto di guerra e dazi, che rischia di sommergere l’Italia e di portarla alla recessione. È questa la fotografia impietosa che emerge dal rapporto di previsione presentato oggi dal centro studi di Confindustria. Dentro questo tsunami, però, non c’è solo una fotografia: c’è una simulazione di futuro prossimo. Il Centro studi costruisce tre…
Leggi
«Ce la faremo nonostante tutto. Nonostante i dazi, le guerre, il contesto internazionale e il green deal. Perché ce l’abbiamo sempre fatta: dopo la seconda guerra mondiale, dopo la crisi del 2008 e dopo il Covid». Queste le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che è intervenuto alla
Leggi
Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente può compromettere la crescita dell’economia italiana. È quanto emerge dal Rapporto di Previsione – Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria, secondo cui nello scenario più avverso il PIL nel 2026 potrebbe ridursi fino a -0,7%, a fronte di una previsione di crescita dello 0,5% nello scenario di base. A incidere in modo determinante è la guerra in Iran, che coinvolge Israele e diversi Paesi del Golfo e ha portato al blocco dello…
Leggi
