– Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega che prevede l’assunzione da parte del Governo dell’impegno di introdurre entro un anno – con successivi decreti legislativi – la disciplina per la produzione di energia nucleare in Italia. Il nucleare non è più un tabù. È un bene? Decisamente sì. Dal testo circolato anche nelle settimane precedenti, il legislatore sembra essere ben consapevole della situazione in cui ci troviamo: (in)sicurezza energetica, causata dalla oramai consolidata instabilità…
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"Noi dobbiamo fare come gli alpini che usano i muli in montagna perché mettono le zampe dietro nello stesso posto di quelle davanti e non cascano. La legge delega richiede una lunga serie di azioni. Dobbiamo ripartire ricreando il quadro, la parte del permitting, l'ente di certificazione, tutta la fase di formazione e istruzione, le modalità tecnologiche, i criteri di installazione, le distanze rispetto all'installazione.
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L’Italia torna al nucleare. Non sarà più quello delle vecchie centrali chiuse per effetto dell’esito del referendum post-Chernobyl. E, anzi, la frattura con quel modello dovrà essere evidente. Ma il nostro Paese arriverà, verosimilmente a partire dal 2030, a produrre energia attraverso i reattori nucleari di nuova generazione: è il "nuovo nucleare sostenibile". È questo l’obiettivo del disegno di legge delega che il governo ha approvato ieri con il via libera, almeno su questo…
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Vuoi leggere questo articolo senza pubblicità? Vuoi leggere questo articolo senza pubblicità? Entra qui e abbonati a Vaielettrico Premium Terzo grado di giudizio per il nucleare italiano: dopo lo stop di cinquant’anni fa e ben due referendum che hanno bocciato il ritorno all’atomo, il Consiglio dei ministri ha approvato la legge delega che riapre la stagione nucleare, seppur con l’ etichetta di “nuovo nucleare sostenibile“.
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E’ davvero una grande giornata per la Politica con la P maiuscola. Il Governo ha capito che l’aumento dei costi dell’energia non può essere affrontato solo con sostegni alla domanda, ma soprattutto con cambi di politiche dal lato dell’offerta. Bene, anzi benissimo, il supporto alle famiglie più povere con un bonus, ma ancora meglio la svolta sul nucleare. Si mette nero su bianco che l’impostazione sbilanciata su pale eoliche e solare, supportata anche con fin troppi soldi dal Recovery Plan, deve essere messa definitivamente da…
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A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina. Vuoi vedere che quando il ddl nucleare di fresco imprimatur del governo menziona “la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti, la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito”, ci sta dicendo di metterci comodi sulla costruzione del deposito nazionale delle scorie nucleari? Se non vi ricordate di cosa si tratti, vi rinfresco la memoria.
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“Abbiamo deciso di guardare al futuro con scelte di lungo periodo, perché è questo quello che serve all’Italia: scelte coraggiose e strutturali”. Con queste parole Giorgia Meloni annuncia – in un videomessaggio – la decisione del governo di rilanciare il nucleare. Il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato – oltre al decreto contro il caro-bollette – anche la legge delega “in materia di energia nucleare sostenibile“.
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"Decisione antistorica e ideologica, che vuole rallentare la rivoluzione energetica del Paese". Così centri di ricerca, fondazioni e associazioni ambientaliste bocciano senza appello il DDL del governo Meloni sul ritorno del nucleare in Italia. La rete che ha diffuso il commento alla decisione del Consiglio dei ministri di avviare una nuova normativa per tornare a costruire centrali nucleari a fissione è la coalizione 100% Rinnovabili Network, formata da…
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