Nelle settimane dopo aver contratto l'influenza o il Covid, il rischio di andare incontro a un infarto o un ictus può aumentare fino a 5 volte, mentre le infezioni virali croniche come l'Hiv possono aumentare nel tempo le probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. La nuova ricerca Sono i dati che emergono da una ricerca coordinata dalla University of California, Los Angeles, e pubblicata sul Journal of the American Heart Association
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Durante le settimane successive all’infezione da virus respiratori come influenza o SARS-CoV-2, il rischio di infarto o ictus può aumentare fino a cinque volte. È quanto emerge da una revisione sistematica e metanalisi pubblicata sul Journal of the American Heart Association (JAHA), condotta su 155 studi da un gruppo di ricercatori della David Geffen School of Medicine dell’Università della California a Los Angeles, guidati da Kosuke Kawai
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L’arrivo dei primi freddi porta con sé il consueto allarme per influenza, Covid e altri virus respiratori. Ma se i sintomi acuti sono sotto gli occhi di tutti, come febbre alta, tosse, dolori articolari, spossatezza, ciò che avviene nelle settimane successive all’infezione resta spesso invisibile, eppure potenzialmente molto più pericoloso per il cuore e il cervello. Una nuova revisione sistematica e metanalisi pubblicata sul Journal of the…
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(Adnkronos) – Inverno tempo di influenza, Covid e altri virus respiratori. E se l’attenzione di chi cade nella rete dei patogeni stagionali è ovviamente concentrata sui sintomi più immediati ed evidenti (febbre alta, mal di gola, tosse, naso che cola), un nuovo studio accende i riflettori sui rischi nascosti che entrano in gioco nelle settimane post infezione. Sembra infatti che in questa fase successiva il rischio di infarto o ictus possa aumentare drasticamente, anche di 3-5 volte.
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Un’infezione da Sars-CoV-2 può lasciare un segno silenzioso ma profondo nel corpo femminile: un invecchiamento precoce del sistema cardiovascolare. Lo rivela uno studio dell’Université Paris Cité, presentato al congresso dell’European Society of Cardiology e pubblicato sull’European Heart Journal, che ha stimato in circa cinque anni l’età vascolare “aggiuntiva” nelle donne dopo il Covid, anche nei casi più lievi.
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