David Massey, direttore del torneo di Monte-Carlo, traccia il bilancio di un'edizione da record, guarda al futuro e non si sottrae nemmeno ad un commento su quanto è avvenuto nella semifinale tra Jannik Sinner e Stefanos Tsitsipas con un errore sulla chiamata di una palla in un momento determinante della partita che ha penalizzato il giocatore italiano. E fa un annuncio importante. Si è parlato poi anche di pioggia e tetto e di format del torneo Masters 1000 monegasco.
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Un tetto nuovo (ma non sul Centrale, non sarebbe possibile), un'analisi dell'impatto del pubblico italiano, una considerazione e una certezza sul mondo arbitrale. E, per chiudere, un'apertura a un format allargato a due settimane. David Massey, direttore del torneo di Monte-Carlo, prova a guardare al futuro dopo un'edizione da record (di pubblico). IL TETTO (MA SUL CAMPO 2) Monte-Carlo ha già un campo semi-coperto, il numero 2.
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Il giorno dopo l'amarezza non è passata. Sinner ha provato a smorzare i toni dopo l'errore dell'arbitro che gli è costato «una bella finale che vedrò da casa», ha detto il tennista. Ma quel clamoroso doppio fallo di Tsitsipas non visto da Aurelie Tourte grida ancora vendetta. «Sbagliamo tutti», ha detto Sinner mostrando il solito fair play. Ma quell'errore grossolano ha fatto infuriare i tifosi…
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Nel meraviglioso mondo di Aurélie non esistono strappi alle regole, solo una splendida eccezione, per ora. Aurélie Torte, 38 anni, è infatti l'unica arbitra di tennis abilitata a sedersi sul seggiolone dei match degli uomini. Lo ha fatto, per esempio, nella finale di Melbourne che ha regalato il primo Slam a Sinner, e lo ha fatto anche ieri, protagonista di un errore clamoroso, archiviato con la solita inflessibilità francese che non le consente di derogare neanche a se stessa.
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