I 14 suicidi di migranti in 5 anni nei Cpr d’Italia tra condizioni estreme e inchieste delle procure
L’ultima volta che lo hanno visto vivo, alle tre di notte del 4 febbraio, Ousmane Sylla stava pregando. Voleva tornare da sua madre e lasciare per sempre l’Italia. Il suo suicidio, avvenuto nel Centro per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria a Roma, si aggiunge alla lista di orrori che ogni giorno vengono denunciati dai centri di permanenza per il rimpatrio sparsi per il Paese, otto quelli aperti attualmente.
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