(in aggiornamento) ROMA – All’alba del 25esimo giorno di guerra, al centro delle notizie ci sono le rivendicazioni contrastanti su possibili colloqui di pace. Secondo quanto riferito ieri da Trump, Washington stava portando avanti discussioni con Teheran per raggiungere un accordo ma i funzionari iraniani hanno respinto le affermazioni del presidente americano, accusando gli Stati Uniti di voler guadagnare solo tempo per dispiegare più forze nella regione.
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In vista del Referendum sulla Giustizia, "Tg4 -Diario del giorno" ospita il confronto tra Ettore Rosato a favore del SI e Matteo Ricci a favore del NO. In diretta a "Tg4 -Diario del giorno" intervista a Raffaele Sollecito. In vista del Referendum sulla Giustizia, "Tg4 -Diario del giorno" ospita il confronto tra Antonio di Pietro a favore del SI e Clemente Mastella a favore del NO. Milano, mercato ortofrutticolo: ora i rincari dei carburanti legati al conflitto in Iran rischiano…
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L’Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all’Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all’Iran, l’attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l’estradizione degli operatori dei media anti iraniani.
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Secondo i rapporti basati su resoconti confermati, il numero degli alti funzionari dell'Iran uccisi ammonta ad almeno 70. Chi erano e come sono stati uccisi? PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Sabato 28 febbraio 2026, la struttura di potere della Repubblica Islamica ha subito quello che è senza dubbio il suo shock più significativo. Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica, è stato ucciso insieme a circa 40 alti comandanti militari in attacchi statunitensi e israeliani su Teheran.
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Basta lasciare le regioni autonome curde nord-irachene attorno a Erbil per raggiungere la capitale e in pochi chilometri si entra in un universo tutto nuovo, dominato dai manifesti dei leader iraniani assassinati e dalle bandiere verdi e nere della militanza sciita. Già appena dopo il polo petrolifero di Kirkuk, ai posti di blocco s’impongono le immagini di Qassem Solimani, il noto capo delle Brigate Al Qods iraniane…
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«Sullo stretto di Hormuz, ho ribadito che, una volta che la situazione sarà più calma, la Francia è pronta, insieme ad altre nazioni, ad assumersi la responsabilità di un sistema di scorta delle navi nello stretto, nell'ambito di una missione che non ha la vocazione di essere un'azione di forza e che dovrà essere oggetto di discussioni e di coordinamento con l'Iran». Lo ha dichiarato il…
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