Cosa succederà dopo la retata contro Cosa nostra Il silenzio di una città che ancora deve svegliarsi è interrotto dalle sirene delle gazzelle dei carabinieri e dal bagliore blu dei loro lampeggianti. Notte di arresti a Palermo. Più di 180 ordinanze di custodia cautelare assestano un durissimo colpo alla mafia. Capimafia, affiliati ed estorsori fermati ed arrestati. Il clima è di esultanza: un’altra vittoria dello Stato, un ulteriore riconoscimento dell’intenso impegno di magistratura…
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Approfondimenti:
Restano in cella 141 dei 181 tra boss, gregari ed estortori fermati e arrestati martedì nel maxi-blitz della Dda di Palermo che ha colpito i clan del capoluogo e della provincia. Per 11 persone i giudici hanno disposto i domiciliari, per 12 l’obbligo di firma mentre alcune posizioni sono ancora al vaglio dei magistrati. Salvatore Ruvolo ha ammesso l'aggressione ed è stato scarcerato anche perché il giudice ha escluso il rischio di reiterazione del reato.
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Per i summit di mafia le nuove leve di Cosa nostra 3.0, usano le nuove tecnologie e i criptofonini, smartphone con l’uso della crittografia per proteggere i sistemi di comunicazione utilizzati anche per parlare con i boss detenuti. E’ quanto emerge dalla maxioperazione antimafia ha portato in carcere 183 persone tra cui boss e fedelissimi di Cosa nostra scarcerati qualche tempo fa per fine pena: sono tornati in città per riprendere in mano le redini e occuparsi ancora di estorsioni, traffico di droga.
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