Centrodestra al lavoro sulla legge elettorale. Fratelli d'Italia ha riunito al Senato i parlamentari per illustrare i dettagli della proposta depositata in Parlamento che ha scatenato le ire della sinistra che, a corto di argomenti, grida alla deriva autoritaria. La riunione a porte chiuse in sala Koch è durata
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Secondo un’informazione farmaceutica, lo «Stabilicum» è un «flupentixolo dicloridato», un anti-psicotico appartenente alla classe dei tioxanteni, che sono utilizzati nel trattamento della schizofrenia. Ed è esattamente una condizione schizofrenica quella che lo «Stabilicum» induce nell’elettore, ora destinatario di un «doppio comando» o del «double bind» di Gregory Bateson: sei chiamato a votare per scegliere il tuo delegato al Parlamento, ma, al contempo, ti si spiega che non puoi sceglierlo tu.
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Roma, 3 mar. – “Tutto si può cambiare. Ma l’unica cosa che io apprezzo in questa legge è che vuol dire che comanda il popolo italiano. Chi ha un voto in più vince, chi ha un voto in meno perde. Chi è contrario a questa legge? Chi spera nei pareggi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dopo essere passato per un saluto in sala Koch dove è in corso la riunione del gruppo di Fdi dedicato proprio alla proposta di legge elettorale presentata dal centrodestra.
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«Ancora una volta ci troviamo di fronte a una riforma che rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni e dalla partecipazione democratica». La nuova legge elettorale in discussione in Parlamento non convince il sindaco e presidente della Provincia Maurizio Rasero.Com’è oggi il rapporto degli italiani con le urne? «Da tempo assistiamo a un progressivo indebolimento del legame…
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ROMA – «La prima menzogna è già nel nome Stabilicum», dice Stefano Patuanelli, senatore e neo vicepresidente del M5S: «La stabilità di un governo la fa il consenso nel Paese, non la legge elettorale». E allora qual è l’obiettivo? «Vogliono solo garantirsi più possibilità di vincere. E per farlo hanno messo a punto un sistema di voto che crea una distorsione pericolosa della rappresentatività». …
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Prima ancora che il testo della legge elettorale cominci il suo cammino in Parlamento, circolano già le ipotesi su un possibile compromesso tra maggioranza, opposizioni e minoranze. Un accordo segreto - come possono esserlo di questi tempi -, o almeno da non rendere pubblico o da rinnegare ufficialmente, che consenta al centrodestra di approvarsi la legge con il voto dei propri senatori e deputati, al centrosinistra di gridare allo scandalo, al ritorno della «legge Acerbo» voluta dal Fascismo, a Calenda, Renzi e Vannacci che si tratta di un…
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La nuova legge elettorale concepita in via della Scrofa c’è ma anche no. Sul sito della Camera risulta essere stata depositata il 26 febbraio scorso, e gli è anche stato assegnato il numero che la contraddistinguerà nell’iter parlamentare (AC 2822) ma il testo non risulta ancora esserci. Lo stesso accade in Senato, dove il ddl (AS 1822) risulta depositato alla stessa data, cioè il giorno dopo dell’annuncio dell’intesa nella maggioranza e del deposito in entrambe i rami del Parlamento
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L o “Stabilicum” non è ancora stato depositato e già si pone l’interrogativo più pressante: perché le leggi elettorali in Italia devono avere sempre dei nomi così scemi? A parte che suona tipo “Sta in bilicum”, e tutta questa solidità non la trasmette, è proprio la bruttezza grottesca del nome che ormai è una tradizione, dal démodé Mattarellum (chi ricorda Tordella?) al bolsamente enologico Rosatellum passando per il Porcellum (vabbe’).
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/03/2026 22:00:00 Nel dibattito sulla riforma della legge elettorale interviene l’Associazione Nazionale Donne Elettrici (ANDE), che chiede il ripristino delle preferenze e mette in guardia dal rischio di un Parlamento “più designato che votato”. Da Roma, dove il confronto politico è entrato nel vivo, l’associazione guarda con attenzione alla prospettiva – più volte evocata – di un ritorno a un sistema di tipo proporzionale.
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Per anni contro i nominati e per le preferenze. Oggi sostengono una riforma che li ripristina e rafforza le segreterie. Ci siamo. Il centrodestra ha depositato alla Camera una proposta di legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza alla lista o coalizione che superi il 40 per cento, con possibile ballottaggio tra il 35 e il 40 per cento. Nel testo base mancano le preferenze: l’elettore vota il simbolo, l’ordine di elezione lo decidono le segreterie.
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Premi, soglie, ballottaggi e tecnicismi per ogni palato affollano il dibattito sulla proposta di riforma elettorale partorita dall’officina del centro-destra, ma c’è una norma che sta scivolando nell’area “varie ed eventuali” ed è invece la più paradossale di tutte: dalle prossime elezioni, i 400 deputati e i 200 senatori non sarebbero più scelti, né con i collegi né con le preferenze, ma eletti direttamente su listini pre-compilati dai capi-partito.
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Il dibattito politico in Italia da molti decenni ruota intorno a un colossale equivoco, ovvero che la stabilità del sistema dipenda soprattutto dalla legge elettorale. Che le norme siano state cambiate quattro volte in soli venti anni (tre principali e una riscrittura dopo l’intervento della Corte costituzionale) dovrebbe indurre l’intera classe politica a una seria riflessione sul fatto che le modalità di voto non rappresentino la chiave della governabilità.
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Il 26 febbraio i capigruppo della maggioranza di Governo hanno depositato in Parlamento un testo di riforma della legge elettorale: lo Stabilicum, un testo particolarmente controverso che combina il sistema proporzionale a un vero e proprio super-premio di maggioranza. L’accordo tra le forze politiche del centrodestra era nell’aria, pur se alcune divergenze su punti importanti lo avevano fatto slittare diverse volte.
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L’obiettivo? Restituire agli elettori la possibilità di scegliersi davvero da chi essere rappresentati? Ma neanche per sogno… L’attuale maggioranza di governo, come ovvio, vuole rimanere tale e, con la complicità di un accordo trasversale, mette in piedi una riforma della legge elettorale che mortifica il consenso e dà alle segreterie nazionali il potere di vita e di morte sui parlamentari e gli aspiranti tali.
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Chissà se un giorno anche in Italia si troverà la ricetta miracolosa: una buona legge elettorale per Camera e Senato che resista nel tempo e funzioni. Sono olte trent’anni che si procede per tentativi. Puntualmente, tra un voto e l’altro, si cambia. Stavolta, la proposta che il centrodestra ha depositato in Parlamento risponde, almeno nelle intenzioni, alla necessità di rendere più solidi i governi e le maggioranze scelte dagli elettori.
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Siamo di fronte all’ennesima legge elettorale proposta alla vigilia di una lunga campagna elettorale per le elezioni politiche. È una riforma elettorale modesta, che distorce pesantemente la rappresentanza, non reintroduce le preferenze ed elimina i collegi in un contesto già preoccupante di bassissima affluenza. Ma quanto inciderà sulla campagna elettorale che verosimilmente comincerà nei prossi…
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Senatore Dario Franceschini, perché la destra ha deciso di cambiare la legge elettorale a un anno dal voto? Forse perché con l’attuale non vincerebbe? «Beh, sicuramente pensa di trarne un vantaggio. Ma è tutto da dimostrare che funzionerà. Tutte le volte che una coalizione ha approvato una legge a maggioranza poi gli si è ritorta contro. Dal 1953 in poi». E perché proprio adesso, a un mese dal re…
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Il leader del M5s Giuseppe Conte lo chiama il «sovvertimento dell’ordinamento democratico». Non solo il Colle più alto: la legge elettorale che si sta apparecchiando la destra consegna a chi arriva primo alle prossime elezioni la possibilità di scegliersi in splendida solitudine anche i giudici della Consulta e i consiglieri del Csm (se la riforma Nordio fosse bocciata). Le figure che la Costituz…
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Michele Gubitosa, che giudizio si è fatto dello Stabilicum?«Questa legge elettorale è una proposta allarmante e va letta insieme alla riforma sulla Giustizia con cui vogliono sottomettere la magistratura alla politica: di fatto siamo di fronte ad un vero piano “pigliatutto”. La destra introduce un meccanismo truffa pensando così di assicurarsi la vittoria alle prossime elezioni. Preoccupa soprattutto il premio di maggioranza, che sembra immaginato per consegnare al governo…
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Il blitz di Meloni sulla legge elettorale: premio e partita per il Quirinale Con il nuovo sistema la maggioranza avrebbe i numeri per eleggere da sola il capo dello Stato I numeri dei grandi elettori. Secondo le simulazioni circolate tra i partiti, la coalizione vincente potrebbe arrivare fino a 386 grandi elettori su 663, considerando deputati, senatori e delegati regionali. Per eleggere il capo dello Stato dal quarto scrutinio servono 332 voti.
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Domenica 1 marzo 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// L.Elettorale: Battilocchio(FI): Stabilicum copia Italicum? Non direi. Ora confronto in Parlamento “Renzi dice che abbiamo copiato Italicum? E’ possibile che ci siano punti in comune, ma anche differenze sostanziali. Li’ si parlava, ad esempio, di premio alla lista, qui alle coalizioni.
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ROMA – Professor Roberto D’Alimonte, politologo alla Luiss, la convince il metodo adottato per la nuova legge elettorale? «No, è scandaloso. Bisogna dire basta alle riforme istituzionali fatte a colpi di maggioranza. Però va ricordato che nel 2001 ha cominciato per primo il centrosinistra». Con il titolo V della Costituzione? «Lo fecero per sganciare la Lega da Berlusconi: tentativo miserament…
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ROMA – È la riforma passepartout: blinda Palazzo Chigi per le Politiche del ‘27, ma due anni dopo può aprire con destrezza perfino le porte del colle più alto, il Quirinale. La nuova legge elettorale sfornata dal centrodestra – che il forzista Stefano Benigni, uno dei quadrumviri delegati a trattare dalla maggioranza, ha ribattezzato “Stabilicum” – è un asso pigliatutto per le istituzioni. Passas…
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Forse nessuna delle due lo ammetterà mai. Di certo non Elly Schlein, che ha già bollato la proposta come «irricevibile» e schierato i dem sull’Aventino. «La legge elettorale? Una manovra per distrarre dal referendum sulla giustizia e dai veri problemi degli italiani come la sanità», ripetono dai piani alti del Nazareno. Dove è forte la convinzione che il blitz sullo “Stabilicum” (o sul “Melonellum”, come lo apostrofano a sinistra) testimoni la “paura” della premier di uscire…
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Il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, ha firmato il decreto di nomina della nuova Giunta comunale. Fanno parte dell’esecutivo: Maria Bonaria Zedda, vicesindaco con delega all’ambiente, igiene e decoro della città, verde pubblico e privato, polizia ambientale, servizi cimiteriali Simone Prevete, cultura, organismi partecipati, turismo, pubblica istruzione, patrimonio culturale, bilancio, programmazione e personale Valentina de Seneen, attività produttive (artigianato, agricoltura, commercio e…
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Il borgo madonita di Geraci Siculo nella rete nazionale dei comuni custodi della Macchia Mediterranea Il borgo madonita di Geraci Siculo compie un nuovo passo nel percorso di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio naturalistico. Con una deliberazione della Giunta, l’Amministrazione comunale ha approvato all’unanimità l’adesione alla “Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea – Carta di Caltagirone”, autorizzando il sindaco alla…
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La Capitale Italiana del Mare 2026 sarà proclamata domani, mercoledì 4 marzo alle ore 11:00, nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma. Il riconoscimento è stato istituito con decreto del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci , di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’obiettivo di valorizzare i territori costieri italiani attraverso progetti dedicati alla cultura marittima, alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo economico…
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A Porto Torres si è costituita una nuova coalizione, alternativa a centrodestra e campo largo di centrosinistra, in vista delle prossime elezioni comunali. Ne fanno parte Sardegna al Centro, Sardegna Vera, espressioni del progetto regionale Sardegna al Centro 20Venti, e il Partito Sardo d’Azione di Porto Torres. «Si tratta di un accordo politico che mette insieme tre realtà civiche e identitarie sarde su un impianto programmatico condiviso – è spiegato in un comunicato –.
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Sassari. Venerdì e sabato della scorsa settimana sono state due giornate intense e partecipate, su una pagina della storia che era stata completamente rimossa: l’ingresso del rivoluzionario sardo Giovanni Maria Angioy a Sassari, avvenuto il 28 febbraio 1796. Dopo 230 anni esatti la città ha riscoperto il suo passato rivoluzionario con un programma articolato che ha unito scuole, associazioni, studiosi e cittadinanza nel segno della Sarda Rivolutzione e della figura del suo condottiero.
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Intersezioni & Next Generation rassegna di danza e arti performative direzione artistica di Monica Casadei a cura di Artemis Danza
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Nell’ambito dei lavori di riqualificazione della rete idrica in corso nel Comune di Sassari, per la giornata di mercoledì 4 marzo i tecnici di Abbanoa hanno in programma il collegamento alla rete idrica esistente della nuova condotta realizzata in via Principessa Maria. Le operazioni, che inizieranno alle 8,30 e si concluderanno secondo le previsioni per le 19,30, richiederanno l’interruzione dell’erogazione idrica sulla condotta adduttrice, con conseguente mancato approvvigionamento verso il…
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Sassari. C’è una nuova consapevolezza che si fa strada nel panorama produttivo sardo: l’idea che la cultura non debba essere soltanto un patrimonio storico da custodire gelosamente in una teca, ma un motore industriale moderno, capace di generare ricchezza, posti di lavoro e un forte appeal turistico. È con questo spirito che è stato ufficialmente costituito a Sassari il Coordinamento Nord Sardegna di Impresa Cultura Italia.
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Una mostra di abiti tradizionali, una vetrina delle principali attrazioni turistiche, una sfilata riservata di bambine e bambini, una iniziativa alla scoperta del mondo equestre e dei mestieri collegati, la rassegna di canti e danze tradizionali, le pariglie equestri e, dulcis in fundo, il ritorno a Monte d’Accoddi per una manifestazione dedicata ai riti e ai suoni della Sardegna. Sono gli eventi collaterali pensati dal Comune di Sassari per la 75ª edizione della Cavalcata Sarda.
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