Sisma Myanmar, a Yangon arrivano 80 tonnellate di aiuti Onu 03 aprile 2025 Circa 80 tonnellate di aiuti sono arrivate giovedì nella più grande città del Myanmar, Yangon, per aiutare le persone colpite dal devastante terremoto di magnitudo 7,7 del 28 marzo. Gli aiuti sono stati inviati in aereo dall'Unicef, per fornire ai sopravvissuti cure mediche e un riparo. Il bilancio delle vittime è salito a 3.145 mentre continuano le ricerche e i soccorsi.
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Approfondimenti:
Nel primo volo umanitario di un'organizzazione umanitaria atterrato in Myanmar dopo il devastante terremoto del 28 marzo, l'UNICEF ha trasportato 80 tonnellate di aiuti d'emergenza per aiutare i bambini e le famiglie che ne hanno urgente bisogno nelle aree più colpite del Paese. Sostenuta dall'Unione Europea, la spedizione dal Global Supply Hub dell'UNICEF a Copenaghen comprende kit sanitari di emergenza, forniture mediche, tende e kit…
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Il bilancio delle vittime del disastro supera i 3mila morti Tre persone sono state estratte vive dalle macerie mercoledì, cinque giorni dopo un terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. I soccorritori hanno estratto vivi due uomini dalle rovine di un hotel nella capitale e un terzo dalle macerie di una pensione in un’altra città. Il bilancio delle vittime, intanto, è salito a 3.085 morti. I feriti sono 4.715 e i dispersi 341.
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Myanmar, giunta militare spara su un convoglio di aiuti In Myanmar dopo il disastroso terremoto, la giunta militare spara contro un convoglio di aiuti umanitari. Servizio di Marino Galdiero Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Il bilancio s'aggrava a quasi 2.900 morti, centinaia i dispersi Naypyidaw, 2 apr. Un applauso accoglie la squadra di soccorso composta da soccorritori birmani e turchi che ha estratto vivo un uomo di 26 anni dalle macerie dell'Aye Chan Thar Hotel nella capitale del Myanmar, Naypyidaw, cinque giorni dopo il devastante terremoto. Il bilancio dei morti è in costante aumento, al momento secondo le autorità sono 2.886, con 4.639 persone ferite e 373 dispersi.
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Pyae Son è un giovane insegnante di sostegno della scuola elementare di un villaggio di 280 case che praticamente non esiste più: Kyar Taw, sul famosissimo lago Inle, sulle alture sud dello Stato di Shan, nell'ex Birmania. Da quelle parti – in tempi di non guerra, non alluvioni, non terremoti – ogni angolo è di una bellezza spropositata: i mercatini sulle canoe, gli orti galleggianti con le colture idroponiche, le…
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Il giovane è stato estratto in vita dalle macerie di un hotel del Myanmar dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese asiatico che ha ucciso oltre 2.700 persone Un ragazzo di 26 anni è stato estratto vivo in queste ore dalle macerie di un hotel del Myanmar, ben cinque giorni dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese asiatico uccidendo oltre 2.700 persone. Lo hanno riferito le autorità locali.
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Dalle prime analisi scientifiche quello del 28 marzo sembra essere stato un sisma in cui la rottura del terreno ha viaggiato per grandi distanze più velocemente delle onde sismiche che produceva, amplificando i danni e le vittime umane
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Il 28 marzo scorso, due scosse di terremoto di magnitudo rispettivamente 7.7 e 6.7 hanno colpito l’area centrale del Myanmar, entrambe con un epicentro poco profondo – e quindi potenzialmente molto devastante – a nord-ovest di Sagaing, a circa 20 km dalla città di Mandalay, la seconda dello stato asiatico. I contraccolpi di quelle scosse si sono sentiti anche in Thailandia e in Cina sud occidentale.
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Il bilancio è di almeno 1.700 morti dovuti al terremoto del 28 marzo, ma se ne temono molti di più. La tragedia aggrava un conflitto in corso da quattro anni, che non accenna a raffreddarsi. Il regime ha inoltrato una rara richiesta di aiuti umanitari, ma la guerra è ancora in corso
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Amnesty International ha lanciato oggi un appello urgente affinché le forze armate di Myanmar cessino immediatamente gli attacchi aerei e ogni altra attività offensiva contro obiettivi civili nelle aree colpite dal terremoto di magnitudo 7.7 della scorsa settimana e affinché i soccorsi possano raggiungere più rapidamente possibile le persone nella zona dell’epicentro del disastro. Le testimonianze raccolte da Amnesty International nei giorni successivi al terremoto confermano che l’esercito ha continuato a condurre…
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In Myanmar prosegue la lotta contro il tempo delle squadre di soccorso per salvare i superstiti del terremoto che ha devastato il Paese venerdì 28 marzo. A Naypyidaw, i vigili del fuoco hanno salvato una persona di 63 anni rimasta intrappolata nelle macerie per 91 ore dopo che il sisma aveva fatto crollare l'edificio in cui si trovava. I soccorritori hanno individuato la persona intorno alle 8 di questa mattina.
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